Processo sommario di cognizione: non riguarda solo le bagatelle. Tribunale di Cagliari

Mirco Minardi

Chi pensa che il processo sommario di cognizione riguardi solo le bagatelle dovrà ricredersi. Questa ordinanza che nel giro di quattro mesi dichiara la risoluzione di contratti di vendita di immobili per un valore di oltre 1.000.000 di euro, dimostra che lo strumento de quo può davvero risolvere in tempi rapidissimi le controversie che non necessitano di una istruzione non sommaria.

Tribunale Cagliari 06 novembre 2009

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale di Cagliari, in persona del Giudice dott. Vincenzo
Amato, in funzione di Giudice unico, ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nella causa iscritta al n. 6516 del ruolo generale degli affari
contenziosi civili per l’anno 2009, promossa da

MOTIVI

Le domande proposte dalla Centro Studi Riuniti s.r.l. sono fondate e devono, pertanto, essere accolte, nei termini di seguito indicati.
Attraverso le regolare produzione in giudizio della copia dell’atto pubblico di compravendita devono ritenersi pienamente provate le circostanze affermate dall’attore e, in particolare, che:
con atto pubblico 23 dicembre 2008 a rogito del dott. V.G.M., notaio in Cagliari, repertorio n. 131.288, raccolta n. 31.756, registrato a Cagliari il 9 gennaio 2009, trascritto a Cagliari il 13 gennaio 2009, trascritto a Nuoro il 13 gennaio 2009, trascritto a Sassari il 16 gennaio 2009, la Centro Studi Riuniti s.r.l. ha venduto alla CONDESS s.r.l. le seguenti unità immobiliari: a) unità immobiliare sita in Cagliari, via N., censita al catasto fabbricati alla sezione, foglio, mappale; b) unità immobiliare sita in Comune di Carloforte, alla via G.M., censita in catasto al foglio, mappali e; c) unità immobiliare sita in Comune di Monserrato, vico V O., censita al catasto fabbricati del Comune di Cagliari, alla sezione, foglio, mappale; d) unità immobiliare in Comune di Stintino, località Lu Turrioni, censita al catasto fabbricati al foglio, mappale; e) unità immobiliare in Comune di San Teodoro, località Funtana, censita al catasto fabbricati al foglio mappale(contratto, art. 1);
il prezzo degli immobili è stato stabilito: a) per l’immobile in Cagliari, euro 312.102,66, oltre l’i.v.a.; b) per l’immobile di Carloforte, euro 225.000,00, oltre l’i.v.a.; per l’immobile di Monserrato, euro 175.000,00 oltre l’i.v.a.; per l’immobile di Stintino, euro 290.000,00 oltre l’i.v.a.; per l’immobile di San Teodoro, euro 315.000,00, i.v.a. reverse charge (contratto, art. 4);
la CONDESS s.r.l. ha versato in favore di Centro Studi Riuniti s.r.l., a titolo di acconto, la somma complessiva di euro 555.841,06 e, a saldo dell’intera compravendita, avrebbe dovuto corrispondere la somma di euro 861.471,86 entro 180 (cento ottanta) giorni dalla data del contratto, vale a dire entro il 21 giugno 2009 (contratto, art. 4);
il termine fissato per il pagamento era da considerarsi quale termine essenziale nell’interesse della società venditrice, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1457 c.c. (contratto, art. 5);
le parti hanno inoltre previsto il diritto della società attrice, in casi di inadempimento o ritardo, di ricevere ai sensi dell’art. 1382 c.c. “una somma di denaro pari all’importo degli acconti versati, compreso quanto pagato a titolo di i.v.a.” e, conseguentemente, “trattenere le somme a tale titolo ricevute, salva, per concorde volontà delle parti, la risarcibilità del danno ulteriore” (contratto, art. 5, ultima parte).
La Centro Studi Riuniti s.r.l., conseguentemente, ha fornito documentalmente la dimostrazione dei fatti costitutivi della propria pretesa nei confronti della CONDESS s.r.l., rimasta contumace nonostante la regolare notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza, così assolvendo l’onere della prova posto a suo carico dall’art. 2697 c.c.
Deve conseguentemente essere dichiarata la risoluzione di diritto del contratto di compravendita ed essere accertato il diritto dell’attrice di trattenere le somme ricevute in acconto del prezzo, a titolo di penale.
La società convenuta deve essere condannata al risarcimento in favore dell’attrice degli ulteriori danni da questa subiti in dipendenza della mancata disponibilità giuridica degli immobili, in ordine ai quali ha affermato di aver ricevuto medio tempore offerte di acquisto più vantaggiose che aveva dovuto rifiutare, nella misura che sarà determinata in separato giudizio.
Deve osservarsi in merito che perché possa essere pronunziata la condanna generica è sufficiente la prove soltanto sommaria o presuntiva della sussistenza in concreto di un danno.
Tale condanna presuppone, infatti, la cognizione piena sull’elemento soggettivo, mentre su quello obiettivo può esaurirsi nella valutazione della possibilità o probabilità astratta che un danno si sia verificato, la cui effettiva esistenza ed entità dovrà essere accertata in separato giudizio.
La società convenuta, in considerazione del criterio della soccombenza, deve essere infine condannata ai sensi dell’art. 91 c.p.c. alla rifusione in favore dell’attrice delle spese processuali, che si liquidano come in dispositivo.
La presente ordinanza è provvisoriamente esecutiva tra le parti e costituisce titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale e per la trascrizione, ai sensi dell’art. 702-ter c.p.c..

P.Q.M.

Il Tribunale, definitivamente pronunciando all’esito del procedimento sommario disciplinato dagli artt. 702-bis ss. c.p.c.,
1) accerta l’avvenuta risoluzione di diritto del contratto di compravendita concluso fra le parti;
2) dichiara il diritto dell’attrice di trattenere le somme ricevute in acconto del prezzo;
3) condanna la società convenuta al risarcimento in favore della Centro Studi Riuniti s.r.l. degli ulteriori danni nella misura che sarà determinata in separato giudizio;
4. condanna la CONDESS s.r.l. alla rifusione in favore della Centro Studi Riuniti s.r.l. delle spese processuali, che liquida in complessivi euro 6.261,00, di cui euro 1.461,00 per diritti ed euro 4.330,00 per onorari di avvocato. oltre spese generali, c.p.a. e i.v.a.
Cagliari, 6 novembre 2009.
Il Giudice


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.

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4 commenti:

  1. Federico

    Complimenti per l’articolo, Mirco, é molto esauriente. Ma non nascondo il mio senso di disagio quando il legislatore lascia così ampia discrezionalità all’interprete. Io mi ritrovo a dover scegliere tra rito ordinario o sommario. Come istruzione, chiederei l’assunzione di due testi (che confermino la dinamica del sinistro per l’attribuzione della responsabilità alla controparte) e una CTU medico-legale che confermi i postumi invalidanti documentati dalla perizia del medico fiduciario del mio assistito.
    Bene, se proporrò ricorso ex art 702 bis, dovrò affidare all’umore (recte: all’esegesi) del Giudice la decisione sul rito: non ho certezze in merito. Non credi anche tu?
    Avremmo bisogno di un legislatore più competente.
    Ciao,
    Federico

  2. Mirco Minardi

    @Federico: cmq considera che nella peggiore della ipotesi avrai perso qualche mese, ma anche “guadagnato” la discovery del tuo avversario che è sempre utile

  3. Federico

    E’ proprio questo il punto: credo che il sommario si debba fare soprattutto per “guadagnare” qualche mese sui tempi (sconfortanti) della Giustizia. Se invece devo rischiare di “perdere” qualche mese (per la conversione del rito), meglio rimandare il mio debutto nel sommario a quando avrò una causa documentale, e per il momento notificare una citazione. Tanto più che, nel mio caso, la controparte è una Compagnia di assicurazioni che ci sta provando: non ha nulla, solo la sua assicurata (senza testimoni) che nega la nostra versione -non sarebbe quindi neanche utile una discovery…
    Ciao,
    Federico

  4. Giuseppina

    buonasera
    l’ordinanza pubblicata dall’avv. Minardi, mi torna molto utile per portare avanti il processo che ho erroneamente incardinato avanti il Tribunale piuttosto che avanti al Giudice di Pace. Solo qualche dubbio da sciogliere prima di procedere ed è per questo che chiede a Lei avvocato i Suoi preziosi consigli.
    Sciogliendo la riserva il Giudice in composizione monocratica ha rilevato d’ufficio la propria incompetenza concedendo un termine ex art. 101 c.p.c. per depositare memorie contenenti osservazioni sulla questione rilevata d’ufficio.
    All’esito di una prima interpretazione dell’ordinanza pubblicata e una tentata associazione al mio caso, è possibile chiedere con le memorie ordinate dal Giudice chiedere la trasformazione del rito da sommario ad ordinario con la sola richiesta di ctu, considerando che l’istruttoria è solo documentale?
    In subordine posso chiedere che d’ufficio sia disposta translatio iudicii, con provvedimento di riassunzione innanzi al GdP?
    Grazie



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