Il litisconsorzio nelle cause di R.C.A. di Raffaele Plenteda

Mirco Minardi

Con l’autorizzazione di Altalex abbiamo il piacere di pubblicare alcuni estratti dell’interessante volume di Raffaele Plenteda “Danni da circolazione stradale”.

L’individuazione dei soggetti che devono o possono partecipare al giudizio intrapreso per effetto dell’esercizio, da parte del danneggiato, dell’azione diretta, pone diverse questioni applicative.

Le norme di riferimento sono costituite dall’art. 144 co. 3 Cod. Ass., in base al quale “Nel giudizio promosso contro l’impresa di assicurazione è chiamato anche il responsabile del danno” e l’art. 149 co. 6 Cod. Ass., il quale prevede che “il danneggiato può proporre l’azione diretta di cui all’articolo 145, comma 2, nei soli confronti della propria impresa di assicurazione”.

Nel caso in cui non debba trovare applicazione la procedura di indennizzo diretto, la giurisprudenza ha da tempo risolto la questione, affermando il principio in base al quale il proprietario-assicurato è litisconsorte necessario del proprio assicuratore, mentre il conducente-responsabile è litisconsorte facoltativo, con la conseguenza che il danneggiato avrà l’onere di chiamarlo in giudizio qualora intenda deferirgli l’interrogatorio formale ovvero il giuramento decisorio.

… il litisconsorzio necessario, di cui al citato articolo 23 della legge 24 dicem-bre 1969 n. 990, sussiste solo tra il responsabile (il proprietario del veicolo) e l’assicuratore, mentre non sussiste, a norma dell’articolo 2054 terzo comma, cod. civ., tra il conducente e tale assicuratore, ovvero tra il primo ed il proprie-tario, in tal caso derivando soltanto un’ipotesi di obbligazione solidale e quindi di litisconsorzio facoltativo.
(Cassazione civile, Sez. III, 7.5.2007 n. 10304)

Dal carattere facoltativo del litisconsorzio con il conducente del veicolo, inoltre, discende la scindibilità della relative cause, circostanza rilevante ai fini dell’appello.

Quando il danneggiato per effetto della circolazione stradale esercita l’azione contro il danneggiante (cioè il conducente del veicolo), il responsabile civile ed il suo assicuratore, il conducente del veicolo non è litisconsorte necessario, ma solo litisconsorte facoltativo, con la conseguenza che le relative cause sono scindibili.
Ne deriva che, qualora il danneggiato non abbia proposto appello solo nei con-fronti del responsabile civile e dell’assicuratore e, peraltro, in primo grado non erano state rivolte particolari domande giudiziali al conducente, il giudice del gravame deve ordinare la notifica dell’atto di appello nei suoi riguardi solo nel caso in cui l’impugnazione non sia per lui preclusa o esclusa.
(Cassazione civile, Sez. III, 18.4.2007 n. 9294)

La richiamata previsione di cui all’art. 149 co. 6 Cod. Ass., al contrario, pone problemi interpretativi, nella misura in cui pare escludere addirittura la possibilità per il danneggiato di vocare in ius, insieme alla compagnia di assicurazione, anche il responsabile del sinistro.

Così intesa, la norma pone dubbi di legittimità costituzionale sotto il profilo della lesione del diritto di difesa, sicché molti interpreti propendono per riconoscere quanto meno la possibilità (litisconsorzio facoltativo), per il danneggiato, di citare in giudizio il conducente e il proprietario del veicolo responsabile, e tanto in virtù del principio di cui all’art .144 Cod. Ass. e delle regole generali di responsabilità sancite dall’art. 2054 c.c..

Come abbiamo visto, peraltro, la previsione dell’azione diretta a favore del danneggiato non preclude la possibilità, per quest’ultimo, di agire in base alle ordinarie regole di responsabilità e di rivolgere la propria pretesa risarcitoria direttamente nei confronti del conducente e proprietario, il quale potrà chiamare in garanzia la propria impresa di assicurazione. La Corte di Cassazione ha precisato che, in questo caso, non sussiste litisconsorzio necessario con l’impresa di assicurazione.

In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, il litisconsorzio tra l’assicuratore e il responsabile del danno sussiste solo nell’ipotesi di esercizio dell’azione diretta nei confronti dell’assicuratore, ma non nell’ipotesi inversa in cui il danneggiato agisce direttamente ed esclusivamente contro il responsabile del danno.

Il principio secondo il quale, qualora il convenuto chiami in causa un terzo indicandolo come unico responsabile nei confronti dell’attore, la domanda proposta da quest’ultimo si estende automaticamente al terzo, non è applicabile nel caso della chiamata in garanzia, attesa l’autonomia sostanziale del rapporto confluito nel processo per effetto della chiamata e, pertanto, nel caso in cui il danneggiato proponga azione di risarcimento del danno conseguente ad incidente stradale nei confronti del proprietario e/o conducente del veicolo, qualo-ra quest’ultimo chiami in garanzia l’assicuratore, non si verifica litisconsorzio processuale alternativo, cosicché l’estensione della domanda nei confronti di quest’ultimo deve essere espressamente richiesta.
(Cassazione civile, Sez. III, 3.11.2008 n. 26421).

Occorre rammentare infine che, secondo l’orientamento ormai avallato anche dalla Corte Costituzionale, l’art. 149 Cod. Ass. introdurrebbe per il danneggiato soltanto la facoltà di rivolgere la richiesta risarcitoria alla propria impresa di assicurazione, residuando comunque, anche laddove sussistano i presupposti per la procedura di indennizzo diretto, la possibilità di attivare la procedura ordinaria prevista dall’art. 148 Cod. Ass.
Aderendo a questa impostazione, il danneggiato potrebbe, in ogni caso, agire nei confronti dell’assicuratore del veicolo anta-gonista, con il conseguente litisconsorzio necessario del proprie-tario-assicurato e facoltativo del conducente-autore del danno.


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.

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