Abbiamo già affrontato l’appello incidentale; abbiamo visto che può essere tempestivo o tardivo. Molto spesso noi difensori prendiamo in considerazione solo il termine di venti giorni prima dell’udienza indicata in citazione: quello, per noi, è il termine ultimo per proporre impugnazione incidentale, dimenticando, così, che quello è il termine ultimo per l’impugnazione incidentale tardiva. Difatti,… Continua la lettura »
Categoria Appello
Giudizio d’appello: qualora il giudice di primo grado abbia rigettato la domanda per distinte ed autonome ragioni, la parte appellante ha l’onere di specificare i motivi in ordine a tutte?
Si supponga che il giudice rigetti una domanda di condanna per responsabilità professionale posto che l’attore non ha provato il comportamento colposo, il nesso di causalità tra questo e l’evento lesivo e il danno stesso. I motivi di impugnazione debbono riguardare tutti e tre le rationes decidendi? La risposta è affermativa e in mancanza anche… Continua la lettura »
Una sentenza coraggiosa: esiste l’errore scusabile per contrasto di giurisprudenza a causa delle lacune del legislatore.
Sono rare le volte che leggi una sentenza e ti rendi conto di avere davanti un giudice con la G maiuscola. Un giudice che non si limita ad applicare acriticamente la giurisprudenza della cassazione ma che ragiona con la sua testa e va oltre gli orientamenti consolidati. Chi è dunque questo Giudice? Si tratta del… Continua la lettura »
Anche in appello sussiste l’onere di contestazione.
Tizio agisce in giudizio per sentire condannare l’INPS al pagamento dell’indennità di disoccupazione agricola. L’INPS rimane contumace e viene condannato. Si costituisce in appello l’INPS il quale produce la documentazione attestante il pagamento. La Corte d’appello accoglie l’appello principale, rigettando le domande del ricorrente e respinge l’appello incidentale. In motivazione afferma che si deve ritenere… Continua la lettura »
Il giudizio d’appello come “revisio prioris istantiae”.
Quanto sino ad ora scritto in tema di appello dovrebbe aver reso chiaro che ormai l’appello non è più un novum judicium bensì una revisio prioris istantiae. Cosa significa ciò? Significa, detto in parole semplici, che il giudice d’appello non è tenuto a rivalutare la controversia già decisa in primo grado, ma a controllare la… Continua la lettura »
Giudizio d’appello: art. 346 e mezzi di prova.
Il problema è questo. Supponiamo che svoltasi l’istruttoria con l’assunzione delle prove A, B, C, D, E il giudice accolga la domanda ritenendo decisiva la prova A e superflue o irrilevanti le prove B, C, D, ed E. L’appellato vincitore, è tenuto a riproporre all’attenzione del giudice d’appello tutte le prove, anche quelle ritenute superflue… Continua la lettura »
Giudizio d’appello: art. 346, presunzione di rinuncia e preclusioni.
Stiamo esaminando l’art. 346 che prevede una presunzione assoluta di rinuncia laddove la parte non riproponga le domande e le eccezioni non accolte. Domanda: ma questa riproposizione deve essere contenuta necessariamente negli atti introduttivi? Risposta: no, può essere manifestata anche in sede di precisazione delle conclusioni (ma non oltre quella). Vi ripropongo le argomentazioni svolte… Continua la lettura »
Giudizio d’appello: l’art. 346 e le domande di garanzia
Rimaniamo ancora sull’art. 346 c.p.c. che stabilisce che le domande e le eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado, che non sono espressamente riproposte in appello, si intendono rinunciate. Facciamo questo esempio. Tizio conviene in giudizio Caio per sentirlo condannare al pagamento di una somma di denaro pari a 100. Caio chiede di chiamare… Continua la lettura »
Giudizio d’appello: l’art. 346 e il contumace.
L’art. 346 stabilisce che le domande e le eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado, che non sono espressamente riproposte in appello, si intendono rinunciate. Ieri abbiamo detto che questa è una norma cardine del giudizio d’appello e che la sua corretta interpretazione è fondamentale per non commettere errori. Oggi vediamo il suo ambito… Continua la lettura »
Il giudizio d’appello: l’art. 346 e la presunzione di rinuncia
L’art. 346 è una norma fondamentale, cardine del giudizio di appello. Sono poche righe, ma l’impatto sugli innumerevoli casi della vita giudiziaria è impressionante. Cosa dice dunque questo articolo? Stabilisce che le domande e le eccezioni non accolte nella sentenza di primo grado, che non sono espressamente riproposte in appello, si intendono rinunciate. Prevede dunque… Continua la lettura »
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