Categoria Diritto processuale civile

Omessa pronuncia su una istanza di rimessione in termini: è vizio del procedimento (art. 112 c.p.c. in relazione all’art. 360 n. 4) c.p.c.)

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Nel caso deciso da Cass. 4667/2024 l’appellante aveva chiesto di essere rimesso nei termini dopo che il primo deposito dell’atto di appello non era andato a buon fine. La Corte d’appello, però, ha dichiarato l’improcedibilità del primo appello e l’inammissibilità del secondo, senza pronunciarsi sull’istanza di rimessione in termini che era stata formulata dopo dieci… Continua la lettura »

Appello incidentale subordinato all’accoglimento dell’appello principale: se quest’ultimo viene accolto il giudice non è tenuto ad esaminare quello incidentale.

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In Cass. 3051/2024, con l’unico mezzo del ricorso incidentale, il controricorrente rilevava la nullità della sentenza per omessa pronuncia sull’appello incidentale spiegato dal Condominio, volto ad ottenere una più elevata liquidazione del pregiudizio patito e il riconoscimento delle spese legali afferenti al procedimento di accertamento tecnico preventivo anteriore al giudizio ordinario. Ha osservato la Corte… Continua la lettura »

L’art. 393 c.p.c., questo sconosciuto

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C’è una norma nel codice di rito che di tanto in tanto fa piangere avvocati – che dimenticano il suo contenuto – e di riflesso le parti. Si tratta dell’art. 393 c.p.c., il quale stabilisce che la mancata riassunzione o l’estinzione del giudizio di rinvio estingue l’intero processo. In pratica tutte le sentenze non passate… Continua la lettura »

Il deposito del duplicato informatico del provvedimento impugnato in Cassazione rende il ricorso improcedibile.

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Era il 7 giugno 2019 quando pubblicavo un post su questo blog intitolato significativamente “La stampa del duplicato informatico del provvedimento impugnato nel giudizio di cassazione: un errore “analogico fatale”. Avevo infatti letto una decisione che, pur non parlando espressamente del “duplicato informatico”, lasciava intendere che nell’occasione il difensore aveva stampato proprio questa tipologia di… Continua la lettura »

Soccombenza reciproca: come si individua la parte maggiormente soccombente? Ed è possibile censurare detta valutazione in Cassazione?

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Il secondo comma dell’art. 92 c.p.c. stabilisce che «Se vi è soccombenza reciproca ovvero nel caso di assoluta novità della questione trattata o mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti, il giudice può compensare le spese tra le parti, parzialmente o per intero». Va però rammentato che la Corte costituzionale, con sentenza 19 aprile 2018, n…. Continua la lettura »

Se il giudice del gravame omette di ordinare la restituzione di quanto corrisposto per spese di lite, si può ricorrere alla correzione degli errori materiali?

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La Suprema Corte, con ordinanza 35093/2023, ha risposto affermativamente al quesito, osservando che la procedura di correzione degli errori materiali, di cui agli art. 287 ss. c.c., è stata oggetto di un’interpretazione estensiva. In particolare, le Sezioni unite (Cass., sez. U, 7/07/2010, n. 16037), occupandosi dell’istanza di distrazione delle spese di lite, hanno posto l’accento… Continua la lettura »

Reciproca soccombenza: individuazione della parte maggiormente soccombente. Il problema del motivo di ricorso per cassazione.

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Non di rado attore e convenuto risultano parzialmente soccombenti nel giudizio. In questi casi solitamente il giudice dispone la compensazione delle spese di lite. Nulla quaestio se la compensazione è totale. In tal caso è praticamente impossibile censurare la statuizione in Cassazione, trattandosi di una valutazione  discrezionale pura. Più complesso è il caso della compensazione… Continua la lettura »