Omessa pronuncia su una istanza di rimessione in termini: è vizio del procedimento (art. 112 c.p.c. in relazione all’art. 360 n. 4) c.p.c.)

Avatar photo

Nel caso deciso da Cass. 4667/2024 l’appellante aveva chiesto di essere rimesso nei termini dopo che il primo deposito dell’atto di appello non era andato a buon fine.

La Corte d’appello, però, ha dichiarato l’improcedibilità del primo appello e l’inammissibilità del secondo, senza pronunciarsi sull’istanza di rimessione in termini che era stata formulata dopo dieci giorni dal deposito del primo appello.

Ha osservato la Suprema Corte che era incontroverso il deposito della istanza e che sulla stessa non vi era stato alcun provvedimento, né da parte del Collegio, né da parte del Presidente di esso o di Sezione o della Corte d’appello.

In ragione di detta carenza provvedimentale, non potendosi ritenere che la semplice citazione dell’istanza di remissione in termini equivalga a decisione implicita (di rigetto) su di essa, si era verificato il vizio di omessa pronuncia, atteso che secondo la giurisprudenza di legittimità nell’ambito del complesso procedimento informatico di invio degli atti processuali può inserirsi validamente, a fini recuperatori, un’istanza di remissione in termini (Cass. n. 30514 del 18/10/2022 Rv. 666004 – 01), che deve essere formulata in un ambito temporale ragionevole (Cass. n. 1348 del 12/01/2024 Rv. 669773 – 01: nella specie è stata cassata con rinvio la sentenza impugnata, che aveva ritenuto tardiva un’istanza di rimessione in termini presentata a distanza di soli undici giorni dalla definitiva verifica dell’esito negativo del tentativo di deposito).

L’omesso esame dell’istanza di rimessione in termini concretizza di per sé un vizio del procedimento (Sez. U n. 36596 del 25/11/2021 Rv. 663244 – 01), al di là della deduzione di parte di uno specifico nocumento, posto che il solo esame dell’istanza avrebbe potuto condurre a un diverso opinamento del giudice di merito circa l’improcedibilità e l’inammissibilità delle impugnazioni: sicché di tale violazione della norma non è necessario dolersi prospettando un nocumento processuale (Cass. n. 27313 del 25/09/2023; Cass. ord. n. 27424 del 26/09/2023 Rv. 669114 – 01).

La Suprema Corte ha poi ricordato la necessità di una accurata disamina della non imputabilità della violazione del termine originario.

La supervisione del ricorso per cassazione.

I miei ricorsi pendenti e decisi

Ricorsi accolti

 Contatti.


Share
Avatar photo

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.




Lascia un commento

  • (will not be published)

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*