I fascicoli di parte cartacei in Cassazione nell’era telematica

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Non pochi colleghi mi contattano per sapere se sia ancora necessario produrre i fascicoli cartacei in Cassazione, con o senza scansione.

Chiariamo subito un fatto: non è mai stato necessario produrre i fascicoli, per il semplice fatto che l’art. 369 n. 4 c.p.c. richiede esclusivamente il deposito degli atti e dei documenti su cui il ricorso si fonda.

Non è mancato nel tempo qualche controricorrente che di tanto in tanto ha eccepito l’omissione, ma la Corte ha sempre rigettato l’eccezione richiamando, appunto, detta norma.

Perché, allora, quasi tutti gli avvocati lo facevano? La risposta è semplice: aveva poco senso “smantellare” un fascicolo cartaceo per tirar via ciò che era funzionale ai motivi di ricorso. Tanto più che in caso di accoglimento si sarebbe dovuto ricostruirlo per il giudizio di rinvio. Era dunque più semplice produrre direttamente il malloppo.

Se, dunque, nemmeno all’epoca del cartaceo era necessario produrre i fascicoli di parte, figuriamoci oggi nell’era telematica.

Intanto, il fascicolo cartaceo non può più essere prodotto. Se proprio si vuole, si può fare la scansione del suo contenuto, ma è un’operazione che ha poco senso. In fondo, spesso a livello inconscio, in molti avvocati c’è la speranza – leggasi illusione – che i consiglieri vadano a leggere tutto quanto e si rendano finalmente conto della bontà delle ragioni del ricorrente, ma così non è: “i fascicoli non si toccano”, per citare l’ammonimento di un famoso Presidente ai giovani consiglieri.

Se per riposare tranquillamente si vuole proprio produrre i due fascicoli si abbiano almeno queste accortezze. Anzitutto si dividano in due file distinti il fascicolo di primo grado e quello di appello. In secondo luogo, si tengano separati gli atti e i documenti su cui il ricorso si fonda rispetto ai file dei fascicoli. In buona sostanza, con questa divisione si viene a creare automaticamente il “fascicoletto” che da cartaceo è ora telematico.

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Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.


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