Lex & Formazione

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Articoli per 'Onere della prova'

Onere della prova e animali ex art. 2052: Furia cavallo del west!

Postato in Onere della prova @ 8:00:32 da Mirco Minardi

Una giovane amazzone, mentre partecipa ad una lezione di equitazione organizzata dal Gruppo Ippico …., compiendo una escursione all’esterno del recinto di maneggio, era disarcionata da uno scatto improvviso del cavallo e riportava lesioni gravi (30%).

Proposta azione di risarcimento la domanda veniva rigettata in primo e secondo grado. Ricorre in appello l’amazzone e la Corte accoglie il ricorso.

L’art. 2052 stabilisce che “Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”. Pertanto l’attore danneggiato deve provare:

  • a) l’evento dannoso;
  • b) il nesso di causalità tra evento dannoso ed animale;
  • c) il nesso di causalità tra evento dannoso e danno risarcibile.

Il proprietario o il custode si libera con Continua a leggere l’articolo »

Onere della prova e rovina di edificio art. 2053 c.c.: un cancello fuori dai binari

Postato in Onere della prova @ 8:00:31 da Mirco Minardi

L’art. 2053 c.c. stabilisce che “Il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione”.

La responsabilità de qua costituisce una ipotesi di responsabilità a titolo di colpa presunta, atteso che, una volta assolto da parte del danneggiato, che agisca per il risarcimento dei danni ex art. 2053 c.c., l’onere di provare l’esistenza del danno ed il nesso di causalità con lo stato di rovina dell’edificio altrui, grava sul proprietario dell’edificio l’onere di fornire la prova specifica dell’insussistenza della colpa, dimostrando che la rovina non è dovuta a difetto di manutenzione (della quale si postula quindi la doverosità) o a vizio di costruzione. (Cass. 8 settembre 1998 n. 8876, 12 marzo 2004 n. 5127).

Pertanto, sull’attore Continua a leggere l’articolo »

Onere della prova e scontro tra veicoli art. 2054 c.c.: un pazzo contromano

Postato in Circolazione stradale, Onere della prova @ 8:00:45 da Mirco Minardi

Il primo comma dell’art. 2054 c.c. stabilisce che “il conducente di un veicolo senza guida di rotaie è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose dalla circolazione del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli”.

Tradizionalmente,  in giurisprudenza si afferma che l’accertamento in concreto della responsabilità di uno dei due convenuti non comporta Continua a leggere l’articolo »

Onere della prova e responsabilità da cose in custodia ex art. 2051 c.c.: la solita insidia stradale

Postato in Aggiornamenti, Onere della prova @ 8:00:25 da Mirco Minardi

Le argomentazioni che abbiamo svolto in tema di responsabilità da attività pericolose possono essere trasportate anche al tema della responsabilità da cose in custodia.

L’art. 2051 c.c. stabilisce che “Ciascuno e responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”.

L’attore pertanto ha l’onere di provare:

  1. la relazione di custodia tra convenuto e cosa;
  2. l’evento dannoso;
  3. il nesso di causalità tra l’evento dannoso e la cosa custodita;
  4. il nesso di causalità tra evento dannoso e danno (patrimoniale e/o non patrimoniale).

Fornite queste prove, il convenuto avrà l’onere di provare il caso fortuito. Prendiamo la classica ipotesi di danno da insidia stradale. L’attore dovrà dimostrare:

  1. la relazione di custodia tra convenuto e strada;
  2. la caduta;
  3. il nesso di causalità tra caduta e insidia stradale;
  4. il nesso di causalità tra caduta e danno.

Il custode della cosa, per liberarsi dalla presunzione di responsabilità posta a suo carico, ha l’onere di provare l’esistenza del caso fortuito che consiste in un fattore estraneo alla sua sfera soggettiva, dal carattere imprevedibile Continua a leggere l’articolo »

Onere della prova nelle azioni di responsabilità dell’avvocato.

Postato in Onere della prova @ 7:36:10 da Mirco Minardi

Nelle azioni di responsabilità contrattuale promosse contro un avvocato il cliente ha fondamentalmente l’onere di provare l’esistenza del titolo (contratto di mandato professionale). Dovrà poi allegare in maniera specifica l’inadempimento dell’avvocato; “specifica” significa che dovrà indicare in cosa è consistito l’inadempimento, non potendo bastare, ad esempio, il semplice riferimento alla soccombenza nella lite. Spetterà invece al professionista, conformemente all’insegnamento delle S.U. (sent. 13533/2001) l’onere di provare di avere esattamente adempiuto la propria prestazione.

Perché allora si parla di doppia causalità? Se ne parla, ad esempio, in caso di azione di responsabilità fondata sulla soccombenza processuale. In tal caso il cliente deve allegare:

  • che la negligenza, imprudenza, imperizia o il dolo dell’avvocato ha prodotto la soccombenza (1° nesso causale);
  • (e deve provare) che qualora la prestazione fosse stata diligentemente eseguita il cliente avrebbe ottenuto il bene della vita (2° nesso causale).

Per la verità c’è una certa resistenza nella giurisprudenza di legittimità ad estendere i principi affermati dalle S.U. anche al tema de quo. Non è raro infatti trovare sentenze che affermano in capo al cliente l’onere di provare l’inadempimento dell’avvocato, oppure altre che in tema di causalità utilizzano il criterio della “certezza morale” anziché quello del “più probabile che non”.

Il danno risarcibile, come sempre, va provato da chi lo invoca e questo in tutti i tipi di azioni, contrattuali ed extracontrattuali.

Facciamo dunque un esempio. Tizio cita l’Avv. Caio addebitandogli di avergli comunicato il deposito della sentenza che lo vedeva soccombente in primo grado dopo il termine di scadenza per impugnare. Tizio dovrà:

  • provare l’esistenza del mandato;
  • allegare l’inadempimento (mancata comunicazione della sentenza);
  • provare che l’appello, ove coltivato, avrebbe permesso di ottenere un determinato bene della vita.

Non è andata così ai protagonisti della vicenda decisa da Cass. civ. n. 12354 del 27.5.2009 che hanno omesso di provare che l’appello, ove proposto, avrebbe permesso loro di ottenere un bene della vita. La sentenza è leggibile su www.plentedamaggiulli.it con nota dell’Avv. Raffaele Plenteda.

Onere della prova e responsabilità per attività pericolose ex art. 2050 c.c.: occhio alle lampadine.

Postato in Onere della prova @ 7:50:16 da Mirco Minardi

L’art. 2050 c.c. è intitolato “Rsponsabilità per l’esercizio di attività pericolose” e stabilisce:

Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un’attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, e tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno.

L’attore pertanto avrà l’onere di provare:

  1. l’evento dannoso;
  2. la natura pericolosa dell’attività esercitata;
  3. il nesso di causalità tra attività pericolosa e evento dannoso;
  4. il nesso di causalità tra evento dannoso e danno.

Il convenuto avrà invece l’onere di provare di avere adottato tutte le misure Continua a leggere l’articolo »

Onere della prova nelle azioni aquiliane. Il passero solitario

Postato in Onere della prova @ 7:21:27 da Mirco Minardi

L’attore che agisce in giudizio ex art. 2043 c.c. ha l’onere di provare tutti gli elementi della fattispecie costitutiva:

  • il comportamento del convenuto;
  • l’elemento soggettivo (dolo o colpa);
  • l’evento lesivo;
  • il nesso di causalità tra comportamento ed evento lesivo;
  • il nesso di causalità tra evento lesivo e danno.

Come si vede si tratta di un percorso tutto in salita, dovendo l’attore farsi carico Continua a leggere l’articolo »

Onere della prova: qualcosa sta cambiando

Postato in Onere della prova @ 7:00:49 da Mirco Minardi

Ieri abbiamo visto come il meccanismo dell’onere della prova sia (apparentemente) chiarito dalla norma del codice civile (art. 2697 c.c.):

  • chi propone una domanda ha l’onere di dimostrare i fatti che ne costituiscono il fondamento;
  • chi solleva una eccezione ha l’onere di dimostrare i fatti impeditivi, modificativi ed estintivi a sostegno dell’eccezione.

Eppure qualcosa sta cambiando. Sempre più spesso si sente parlare di “vicinanza della prova”, o di “distribuzione in senso conforme alla realtà dell’esperienza positiva”, di ripartizione conforme al principio costituzionale del diritto di difesa e in particolare del principio di non rendere troppo difficile il diritto di azione.

Non solo. La giurisprudenza Continua a leggere l’articolo »

Un nuovo focus di LexForm: L’onere della prova.

Postato in Diritto civile, Onere della prova @ 8:00:56 da Mirco Minardi

Inizia oggi un nuovo ed entusiasmante viaggio (almeno spero): parleremo dell’onere della prova. Si tratta di un argomento fondamentale non solo dal punto di vista del teorico del diritto ma soprattutto dal punto di vista del pratico.

L’avvocato dell’attore, ogni volta che inizia una causa, deve porsi una domanda fondamentale: quali sono i fatti che devo provare? Egli sa che una volta iniziata la causa il giudice dovrà prendere una decisione in un senso o nell’altro:

a) o i fatti a sostegno dell’azione sono provati e allora il giudice (può) accoglie(re) la domanda;
b) o i fatti non sono provati e allora rigetterà la domanda.

Non c’è una terza possibilità. Il giudice non può emettere Continua a leggere l’articolo »