Sezioni Unite n. 19246/2010: Tribunale di Tivoli (estensore dott. Picaro)

Mirco Minardi

Tribunale Civile di Tivoli, Sentenza n. 1416 del 13.10.2010, estensore giudice Picaro.

Opposizione a decreto ingiuntivo – costituzione in giudizio opponente – nuova interpretazione Corte di Cassazione art. 645 c.p.c. – abbreviazione termini Sezioni Unite n. 19246/10 – improcedibilità opposizione – rimessione in termini ex art. 184 bis c.p.c. – accoglimento.

In ordine alla questione – rilevata d’ufficio all’udienza di precisazione delle conclusioni – dell’eventuale tardività della costituzione degli opponenti, con conseguente improcedibilità dell’opposizione a decreto ingiuntivo, a seguito dell’intervento della sentenza n° 19246 delle sezioni unite della Corte di Cassazione del 9.9.2010, secondo la quale in tutti i casi di opposizione a decreto ingiuntivo, anche quando non vi sia stata riduzione dei termini a comparire da parte dell’opponente, il termine di costituzione dello stesso è ridotto alla metà, si ritiene che gli stessi vadano rimessi in termini ai fini della costituzione, come da loro richiesto ex art. 184 bis c.p.c., in quanto per costante e protratta interpretazione giurisprudenziale l’onere della costituzione dell’opponente nel termine ridotto di cinque giorni dalla notificazione della citazione in opposizione operava solo quando la parte opponente avesse effettivamente concesso alla controparte un termine a comparire ridotto, sia per scelta consapevole, sia per errore, e non in tutti i casi di opposizione a decreto ingiuntivo, nonostante la perentoria locuzione utilizzata nell’art. 645 comma 2° c.p.c. secondo la quale “in seguito all’opposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito; ma i termini di comparizione sono ridotti a metà”. Gli opponenti, conformandosi incolpevolmente alla costante interpretazione della Suprema Corte, si sono costituiti l’ottavo giorno dalla notifica, rispettando il termine di costituzione ordinario di dieci giorni, pertanto la remissione in termini ha il solo fine di evitare la definitività del decreto ingiuntivo scaturente dalla nuova interpretazione delle sezioni unite della Corte di Cassazione per l’improcedibilità derivante dalla tardiva costituzione dell’opponente, equiparata a mancata costituzione. (Il Tribunale di Tivoli ha, nella fattispecie, ritenuto inapplicabile il termine abbreviato per la costituzione in giudizio dell’opponente ai fini della procedibilità dell’opposizione a decreto ingiuntivo, ritenuto regola sempre operante dalla Sentenza n. 19246/10 dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, concedendo la rimessione in termini ex art. 184 bis c.p.c. onde evitare la definitività del decreto ingiuntivo conseguente ad errore incolpevole).

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI TIVOLI

in persona del Giudice unico, dott. Vincenzo Picaro,
ha pronunciato dandone lettura all’udienza del 13.10.2010 la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I grado, iscritta al n° 2615/2009 RG del Tribunale di Tivoli, trattenuta in decisione all’udienza del 13.10.2010, promossa da
P. M. e M. C., rappresentati e difesi dagli avvocati S. Corrivetti e V. Spada per procura a margine dell’atto di citazione in opposizione ed elett.te domiciliati presso il loro studio in Tivoli, viale Trieste n° 71,

OPPONENTI,

nei confronti di

C. I. s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati P. Farkas e C. Grisolia per procura in calce al ricorso per decreto ingiuntivo ed elett.te domiciliata presso lo studio dell’avv. C. Napoli in Palestrina, via Dante Alighieri n° 11,

OPPOSTA,

avente ad oggetto: Opposizione a decreto ingiuntivo.

Conclusioni per le parti come da verbale di udienza del 13.10.2010.

FATTO E DIRITTO.

Premesso che con atto di citazione notificato il 27.5.2009 alla C. I. s.p.a., P. M. e M. C. hanno proposto opposizione davanti al Tribunale di Tivoli avverso il decreto ingiuntivo n° 275/09 del 17/18.3.2009 dello stesso Tribunale, notificato loro il 20.4.2009, col quale è stato loro imposto, al primo come soggetto finanziato ed alla seconda quale garante, il pagamento in solido di E 12.619,27 oltre interessi convenzionali dal 6.11.2008 al saldo e spese processuali in favore della C. I. s.p.a. per la mancata restituzione delle rate del finanziamento al consumo n° 298006 con interessi e spese maturati;
rilevato che gli opponenti hanno dedotto che durante le vacanze trascorse a Merine (LE) hanno conferito mandato il 23.8.2006 alla S. N. V. per l’acquisto di una settimana di multi vacanza con diritto di uso perpetuo nel complesso turistico Acuarium Suite Resort di Santo Domingo di proprietà delle società costruttrici Il B. C. S.A. e Il B. C.p.A., che per il pagamento del prezzo di E 9.900,00 avrebbero usufruito di un finanziamento, da rimborsare in rate di E 186,00 mensili e che hanno revocato via telefax il mandato in data 5.9.2006 prima che si perfezionasse il contratto di acquisto, ma la C. I. S.P.A. ha ugualmente dato seguito all’attività istruttoria pur non erogando alcuna somma a favore degli opponenti, concludendo per la revoca del decreto ingiuntivo per inesistenza del credito;
considerato che la C. I. s.p.a. si è costituita sostenendo che la richiesta di finanziamento finalizzato all’acquisto era avvenuta da parte degli opponenti davanti alla società venditrice in assenza della società finanziaria, che a seguito di una breve istruttoria sulla solvibilità dei finanziati aveva erogato il finanziamento direttamente alla società venditrice convenzionata (S. D. s.r.l.) secondo quanto disposto dai consumatori; che la revoca del mandato del 5.9.2006 non costituiva prova dell’avvenuto recesso dal contratto di finanziamento, mancando di data certa e dell’indicazione del destinatario; che il 24.10.2006 la C. I. s.p.a. aveva ricevuto comunicazione dalla S. D. s.r.l. secondo la quale erano inutilmente decorsi i termini per l’esercizio del diritto di recesso ai sensi del D. Lgs. 427/98 da parte degli opponenti; che in base agli articoli 73 e 77 cod. civ. il recesso doveva avvenire entro dieci giorni e con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno e secondo l’art. 9.1 del contratto di compravendita della multiproprietà il recesso doveva avvenire con richiesta scritta di data certa al recapito della società venditrice ed il fax non garantiva la data certa;
rilevato che in prosieguo gli opponenti hanno sollevato nella memoria ex art. 183 comma 6° n° 1) c.p.c. la questione della nullità del contratto di finanziamento per vizio di forma e che l’opposta ha dedotto la tardività del rilievo;
considerato in ordine alla questione rilevata d’ufficio all’udienza di precisazione delle conclusioni del 13.10.2010 dell’eventuale tardività della costituzione degli opponenti, con conseguente improcedibilità dell’opposizione a seguito dell’intervento della sentenza n° 19246 delle sezioni unite della Corte di Cassazione del 9.9.2010, secondo la quale in tutti i casi di opposizione a decreto ingiuntivo, anche quando non vi sia stata riduzione dei termini a comparire da parte dell’opponente, il termine di costituzione dello stesso è ridotto alla metà, che effettivamente gli opponenti hanno notificato la citazione in opposizione il 27.5.2009 e si sono costituiti iscrivendo la causa a ruolo solo in data 4.6.2009, ma gli stessi vanno rimessi in termini ai fini della costituzione, come da loro richiesto ex art. 184 bis c.p.c. (vedi in tal senso Trib. Nola 28.9.2010; Trib. Varese 8.10.2010), in quanto per costante e protratta interpretazione giurisprudenziale l’onere della costituzione dell’opponente nel termine ridotto di cinque giorni dalla notificazione della citazione in opposizione scattava solo quando la parte opponente avesse effettivamente concesso alla controparte un termine a comparire ridotto, sia per scelta consapevole, sia per errore (vedi Cass. 18942/2006; Cass. 12044/1998; Cass. 3316/1998; Cass. 2460/1995; Cass. 3355/1987; Cass. 12.10.1955), e non in tutti i casi di opposizione a decreto ingiuntivo, nonostante la perentoria locuzione utilizzata nell’art. 645 comma 2° c.p.c. secondo la quale “in seguito all’opposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito; ma i termini di comparizione sono ridotti a metà”, e nel caso di specie gli opponenti avevano notificato la citazione in opposizione il 27.5.2009 per l’udienza di prima comparizione del 3.11.2009, concedendo un termine superiore a quello ordinario di 90 giorni, per cui conformandosi incolpevolmente alla costante interpretazione della Suprema Corte si sono costituiti l’ottavo giorno dalla notifica, rispettando il termine di costituzione ordinario di dieci giorni;
rilevato del resto che la rimessione in termini serve solo ad evitare la definitività del decreto ingiuntivo scaturente dalla nuova interpretazione delle sezioni unite della Corte di Cassazione per l’improcedibilità derivante dalla tardiva costituzione dell’opponente, equiparata a mancata costituzione (vedi in tal senso Cass. 9684/1992; Cass. 2707/1990; Cass. 1375/1980), mentre il giudizio di opposizione si è articolato attraverso la normale dialettica delle parti, che fino al rilievo d’ufficio della questione, mai ha riguardato l’argomento della tardiva costituzione degli opponenti;
considerato che la doglianza dell’opposta circa la tardività del rilievo di nullità formale del contratto di finanziamento per vizio di forma non ha pregio, in quanto la nullità di un contratto del quale si chieda giudizialmente l’adempimento è rilevabile d’ufficio, dato che l’esistenza di un contratto valido si pone come presupposto della domanda di parte opposta e rientra nel suo onere probatorio;
rilevato nel merito che la C. I. s.p.a. nonostante le indicazioni contenute nel prospetto informativo depositato dagli opponenti non ha provato che sia stata inviata agli opponenti, o alla società venditrice convenzionata, la comunicazione scritta di accettazione della richiesta di finanziamento (peraltro scarsamente leggibile) sottoscritta dagli opponenti, per cui non risulta che il contratto di finanziamento si sia perfezionato nella forma scritta richiesta, senza contare poi che neppure risulta fornita prova dell’erogazione del finanziamento alla società venditrice convenzionata, sicché l’opposizione va accolta ed il decreto ingiuntivo opposto deve essere revocato, respingendo la domanda della C. I. s.p.a., a carico della quale restano le spese processuali della fase monitoria e vanno poste anche quelle del giudizio di opposizione liquidate in dispositivo

P.Q.M.

Il Tribunale di Tivoli, in persona del Giudice unico, dott. Vincenzo Picaro, definitivamente pronunciando sull’opposizione proposta da P. M. e M. C. con atto di citazione notificato il 27.5.2009 alla C. I. s.p.a., ogni contraria istanza, eccezione, o deduzione respinta, così provvede:
1)Rimessi in termini ex art. 184 bis c.p.c. gli opponenti per la costituzione in giudizio, accoglie l’opposizione, e per l’effetto revoca il decreto ingiuntivo n° 275/09 del 17/18.3.2009 del Tribunale di Tivoli e respinge la domanda della C. I. s.p.a. di condanna in solido di P. M. e M. C. al pagamento della somma di E 12.619,27 oltre interessi convenzionali dal 6.11.2008;
2)Pone definitivamente a carico della C. I. s.p.a. le spese processuali della fase monitoria e la condanna al pagamento in favore di P. M. e M. C. delle spese processuali del giudizio di opposizione, liquidate in E 99,47 per spese vive, E 800,00 per diritti ed E 1.500,00 per onorario, oltre rimborso spese generali del 12,50%, IVA e CPA.

Tivoli 13.10.2010 Il Giudice unico
dott. Vincenzo Picaro


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.

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