Riforma del processo civile: il sunto delle modifiche

Mirco Minardi

La Camera ha pubblicato il sunto delle modifiche al progetto di legge 1441 bis sulla riforma del processo civile.

Questi i punti fondamentali della novella:

  • l’introduzione dello strumento della mediazione civile, finalizzato a una conciliazione stragiudiziale delle parti;
  • l’inserimento del processo sommario di cognizione, più snello e alternativo al rito ordinario;
  • la semplificazione dei riti attraverso
  • la riconduzione di tutti i procedimenti ai tre modelli processuali previsti dal codice di procedura civile (rito ordinario di cognizione, rito del lavoro, rito sommario di cognizione);

  • la soppressione del rito societario e l’applicazione del rito ordinario per le cause in materia di sinistri stradali;
  • l’introduzione di un filtro per l’ammissibilità dei ricorsi in Cassazione al fine di deflazionare il carico di lavoro del giudice di legittimità;
  • la previsione di uno strumento di coercizione nei confronti del debitore per ogni giorno di inadempienza di alcune tipologie di obbligazioni;
  • l’inserimento di sanzioni processuali a carico di chi ritarda, con il proprio comportamento, la conclusione del processo;
  • la previsione di ulteriori misure per l’efficienza del processo civile, quali l’aumento delle competenze del giudice di pace, la semplificazione della fase di decisione delle controversie, la riduzione dei tempi per il compimento dei singoli atti processuali e la prova testimoniale scritta, previo accordo tra le parti.

Capo IV: Giustizia (artt. 43-70)

Nel corso dell’esame in sede referente è stato soppresso l’articolo 42, che aumentava da 4 a 6 il numero dei membri del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa eletti dal Parlamento (3 eletti dalla Camera e 3 dal Senato), portando la composizione complessiva dell’organo di autogoverno del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali da 15 a 17 membri.

L’articolo 43 interviene sulla disciplina della funzione giurisdizionale della Corte dei conti; il comma 1(riformulato in sede referente) apporta – per finalità acceleratorie – alcune modifiche alla procedura del giudizio pensionistico, disponendo tra l’altro il trasferimento della competenza in materia di procedimenti cautelari dal collegio al giudice unico, residuando al primo il giudizio sull’eventuale gravame. Il comma 2 prevede che il Presidente della Corte dei conti possa, in determinati casi, richiedere il giudizio delle sezioni riunite in sede giurisdizionale in analogia con quanto previsto per le sezioni riunite della Corte di cassazione.

L’articolo 44 reca disposizioni concernenti l’Avvocatura generale dello Stato. I commi 1 e 2 modificano la disciplina di ripartizione delle somme spettanti all’avvocatura generale e alle avvocature distrettuali dello Stato, a titolo di competenze di avvocato quando tali competenze siano poste a carico delle controparti o nei casi di transazione dopo sentenza favorevole per l’amministrazione e di compensazione in cause in cui l’amministrazione non è risultata soccombente. Il comma 2 – aggiungendo un comma al citato articolo 21 – dispone che le predette proporzioni e le modalità di ripartizione delle competenze in caso di trasferimento da una sede all’altra possono essere modificate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dell’Avvocato generale dello Stato, sentito il Consiglio degli avvocati e procuratori dello Stato Il comma 3 istituisce presso l’Avvocatura generale dello Stato il Fondo perequativo dei proventi derivanti da incarichi arbitrali. il Fondo perequativo del personale amministrativo dell’Avvocatura dello Stato.
L’articolo 45 reca una delega al Governo – da esercitare entro un anno – per il riassetto delle disciplina del processo amministrativo, al fine di adeguare la disciplina del processo davanti ai TAR e al Consiglio di stato alla giurisprudenza costituzionale e delle giurisdizioni superiori e di coordinarla con quella del processo civile. Nel corso dell’esame i sede referente i princìpi e criteri direttivi per l’esercizio della delega sono stati modificati:
– nella parte concernente la razionalizzazione delle norme vigenti per il processo amministrativo sul contenzioso elettorale (comma 1, lettera d)), introducendosi la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nelle controversie concernenti atti del procedimento elettorale preparatorio per le elezioni politiche (con apposito rito abbreviato in camera di consiglio);
– riformulando, al comma 4, la disposizione concernente la facoltà per il Governo, nell’esercizio della delega (ex art. 14, n. 2°, del R.D. n. 1054/1924) di avvalersi del Consiglio di Stato per la formulazione dei testi.

Gli articoli 46 e seguenti apportano ampie modifiche al codice di procedura civile. Questi i punti fondamentali della novella:
– l’introduzione dello strumento della mediazione civile, finalizzato a una conciliazione stragiudiziale delle parti;
– l’inserimento del processo sommario di cognizione, più snello e alternativo al rito ordinario;
– la semplificazione dei riti attraverso la riconduzione di tutti i procedimenti ai tre modelli processuali previsti dal codice di procedura civile (rito ordinario di cognizione, rito del lavoro, rito sommario di cognizione);
– la soppressione del rito societario e l’applicazione del rito ordinario per le cause in materia di sinistri stradali;
– l’introduzione di un filtro per l’ammissibilità dei ricorsi in Cassazione al fine di deflazionare il carico di lavoro del giudice di legittimità;
– la previsione di uno strumento di coercizione nei confronti del debitore per ogni giorno di inadempienza di alcune tipologie di obbligazioni;
– l’inserimento di sanzioni processuali a carico di chi ritarda, con il proprio comportamento, la conclusione del processo;
– la previsione di ulteriori misure per l’efficienza del processo civile, quali l’aumento delle competenze del giudice di pace, la semplificazione della fase di decisione delle controversie, la riduzione dei tempi per il compimento dei singoli atti processuali e la prova testimoniale scritta, previo accordo tra le parti.

L’articolo 46 è composto da 20 commi che intervengono sul Libro primo del codice di procedura civile, recante le disposizioni generali.
Il comma 1, novellando l’art. 7 c.p.c., amplia la competenza per valore e per materia del giudice di pace. Il comma 2 è stato soppresso dalle Commissioni riunite, ma la relativa disposizione, riformulata, è stata introdotta nel successivo art. 47 quale nuovo co. 21-bis (vedi infra). Il comma 3 modifica l’art. 38 c.p.c., in materia di incompetenza, prevedendo che le questioni di competenza siano eccepite immediatamente nella fase iniziale della causa. I commi 4-7 stabiliscono che tutte le decisioni in materia di litispendenza, connessione, continenza, ecc. siano adottate con ordinanza, anziché con sentenza, e dunque motivate in forma più sintetica. Il comma 7 inoltre apporta modifiche all’art. 50 c.p.c. dimezzando da sei a tre mesi il termine per la riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato competente. Il comma 8 modifica l’art. 54 c.p.c. rendendo facoltativa (e aumentandone l’importo) l’irrogazione della sanzione pecuniaria nei confronti di chi abbia presentato un’istanza di ricusazione inammissibile o infondata. Il comma 9 aumenta l’importo della pena pecuniaria applicabile, ex art. 67 c.p.c., al custode che non abbia eseguito l’incarico assunto. Il comma 10 modifica l’art. 83 c.p.c., in materia di procura alle liti sostanzialmente adeguandone la formulazione all’introduzione delle nuove tecnologie informatiche. Il comma 11 modifica l’art. 91 c.p.c., in materia di condanna alle spese emessa con la sentenza di condanna, introducendo un meccanismo sanzionatorio a carico della parte che abbia rifiutato, senza giustificato motivo, una proposta conciliativa avanzata dalla controparte. Il comma 12 modifica il secondo comma dell’art. 92 c.p.c. prevedendo la compensazione, anche parziale, delle spese tra le parti in caso di soccombenza reciproca o altre gravi ed eccezionali ragioni, esplicitamente indicate nella motivazione. Il comma 13 aggiunge un nuovo comma all’art. 96 c.p.c., in materia di responsabilità aggravata della parte per la cd. lite temeraria, prevedendo la possibilità di condanna della parte soccombente al pagamento di una somma determinata in via equitativa. Il comma 14 interviene sul principio del contraddittorio di cui all’art. 101 c.p.c., disciplinando il caso in cui il giudice ritenga di porre a fondamento della decisione una questione rilevata d’ufficio. Il comma 15 modifica l’art. 115, primo comma, c.p.c. autorizzando il giudice a porre a fondamento delle proprie decisioni anche i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita. Il comma 16 aumenta l’importo della pena pecuniaria applicabile, ex art. 118, terzo comma, c.p.c., al terzo che abbia rifiutato di eseguire l’ordine del giudice di consentire sulla sua persona o sulle cose in suo possesso le ispezioni che appaiono indispensabili per conoscere i fatti della causa. Il comma 17 modifica il regime di pubblicità della sentenza di cui all’art. 120 c.p.c.. Il successivo comma 18, attraverso una novella all’art. 132 c.p.p., semplifica il contenuto della sentenza, prevedendo che essa contenga la concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione. Il comma 19 aggiunge un comma all’art. 137 c.p.c. in materia di notificazioni informatiche. Il comma 20 interviene sull’istituto della rimessione consentendone un’applicazione generalizzata anche con riferimento a fasi diverse rispetto alla trattazione del giudizio di primo grado.
L’articolo 47 è composto da 23 commi che intervengono sul Libro secondo del codice di procedura civile, recante la disciplina del processo di cognizione.
Il comma 1 novella il terzo comma dell’art. 163, relativo al contenuto dell’atto di citazione coordinando la formulazione del n. 7 con il nuovo testo dell’art. 38 in materia di incompetenza. Il comma 2 novella l’art. 182, in materia di difetto di rappresentanza o autorizzazione. Il comma 3 contiene l’abrogazione l’art. 184-bis, conseguente alla nuova disciplina dell’istituto della rimessione in termini contenuta nel testo novellato dell’art. 153 c.p.c.. Il comma 4 modifica l’art. 191 in materia di nomina del consulente tecnico, anticipando la formulazione dei quesiti alla pronuncia dell’ordinanza di ammissione dei quesiti stessi. I commi 6, 7 e 8 modificano la disciplina della prova testimoniale nel processo di cognizione. Il comma 6 reca disposizioni di coordinamento con il nuovo c.p.p. dell’art. 249 in materia di facoltà di astensione dei testimoni davanti all’autorità giudiziaria. Il comma 7, novellando l’art. 255, disciplina il caso di seconda mancata comparizione dei testimoni senza giustificato motivo. Il comma 8, in parte riformulato durante l’esame in sede referente, prevede che la testimonianza – quando riguardi documenti di spesa già depositati – possa essere resa con dichiarazione sottoscritta senza bisogno di ricorrere al modello di testimonianza di cui al nuovo art. 103-bis delle norme di attuazione del codice di procedura penale (cfr. art. 53). I commi 9 e 10 modificano, rispettivamente, l’art. 279, in materia di forma dei provvedimenti del collegio e l’art. 285, relativo alle modalità di notificazione della sentenza. I commi successividell’articolo 47 in esame dispongono l’abbreviazione di numerosi termini processuali: in materia di sospensione del processo su istanza delle parti; in materia d’istanza di fissazione dell’udienza (qualora questa non sia stata fissata dal provvedimento che ha disposto la sospensione del processo); in materia di prosecuzione o riassunzione del processo interrotto. Viene inoltre previsto che l’estinzione del processo possa essere dichiarata anche d’ufficio senza quindi bisogno di essere eccepita dalla parte. Il comma 16 reca una norma di mero coordinamento normativo con la previsione che le pronunce sulla competenza si assumono con ordinanza anziché con sentenza. Il comma 17 modifica l’art. 327, dimezzando da un anno a 6 mesi il cosiddetto “termine lungo” per le impugnazioni. Il comma 18 modifica l’art. 345 chiarendo che in appello – salvo specifiche eccezioni – non possono essere prodotti nuovi documenti. Il comma 19 prevede, oltre che una norma di mero coordinamento, la riduzione da 6 a 3 mesi del termine per la riassunzione del processo. Il comma 20 abroga il quarto comma dell’art. 385 per motivi di coordinamento con la modifica apportata all’art. 96. (cfr. art. 46, comma 13, del disegno di legge in esame). Il comma 21 modifica l’art. 392 riducendo da un anno a 3 mesi il termine per la riassunzione della causa davanti al giudice di rinvio. Il comma 21-bis stabilisce l’inapplicabilità della disciplina del processo del lavoro alle cause in materia di interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali attribuite dal co. 1 del precedente art. 46 alla competenza del giudice di pace. Icommi 22 e 23, rispettivamente, novellano l’art. 444 in materia di giudice competente per le controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie in caso di attore residente all’estero ed estendono ai giudizi amministrativi e contabili l’applicazione del primo comma dell’art. 291, in caso di mancata costituzione del convenuto.

L’articolo 48, integralmente modificato nel corso dell’esame in sede referente, reca ulteriori modifiche al libro secondo del c.p.c. in riferimento alla disciplina del ricorso per cassazione; esso introduce, in particolare, il nuovo art. 360-bis, che prevede il c.d. filtro in Cassazione, ossia un esame preliminare di ammissibilità dei ricorsi in Cassazione.
Rispetto al testo approvato dal Senato, che prevedeva l’indicazione delle ragioni di ammissibilità del ricorso in Cassazione, l’attuale formulazione dell’art. 360-bis enuncia invece i motivi di inammissibilità dello stesso, che vengono individuati nei seguenti:
– la questione di diritto è stata decisa nel provvedimento impugnato in modo conforme della giurisprudenza della Cassazione, e i motivi non offrono elementi per confermare o mutare tale orientamento;
– la censura relativa alla violazione dei principi regolatori del giusto processo appare manifestamente infondata.
Rispetto al testo approvato dal Senato, che affidava il filtro di ammissibilità a un collegio di tre magistrati, l’attuale formulazione dell’articolo 48 prevede:
– l’assegnazione dei ricorsi da parte del presidente della Corte ad un’apposita sezione, chiamata a valutarne l’eventuale inammissibilità (art. 376 c.p.c.). Tale sezione dovrà essere di regola composta da magistrati appartenenti a tutte le sezioni della Corte di cassazione (nuovo art. 67-bis, R.D. 12/1941);
– lo specifico procedimento che tale sezione dovrà seguire per decidere sia in ordine all’inammissibilità che – in caso di ricorso non dichiarato inammissibile – per eventualmente trattenere la causa e decidere in camera di consiglio (art. 380-bis c.p.c.).

Vengono, invece, mantenute la soppressione dell’art. 366-bis (relativo alla formulazione dei motivi che deve contenere il ricorso), nonché, anche se in una formulazione diversa, le modifiche all’art. 375 c.p.c. (relativo alle pronunce in camera di consiglio), finalizzate a tener conto di tale soppressione.

L’articolo 49 interviene in materia di esecuzione mobiliare presso il debitore, introducendo il nuovo art. 540-bis c.p.c.. Tale disposizione disciplina la possibilità di integrazione del pignoramento quando il ricavato della vendita non sia sufficiente a soddisfare tutti i creditori o quando i beni pignorati rimangano invenduti anche dopo il secondo incanto.

L’articolo 50 introduce alcune novità in materia di processo di esecuzione. Il comma 1 inserisce nel c.p.c. un nuovo art. 614-bis, relativo alla fissazione da parte del giudice e su richiesta di parte, con la condanna all’adempimento di un obbligo di fare infungibile o di non fare, delle somme dovute per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento. Il comma 2 sopprime l’ultimo periodo dell’art. 616 c.p.c., ai sensi del quale l’opposizione all’esecuzione di cui all’art. 615 c.p.c. è decisa con sentenza non impugnabile. Il comma 3, riformulando i commi terzo e quarto dell’art. 624 c.p.c., in materia di effetti della sospensione dell’esecuzione nel caso di opposizione all’esecuzione stessa, prevede quale ulteriore condizione alla dichiarazione giudiziale di estinzione del processo, la mancata introduzione del giudizio di merito nel termine perentorio fissato ex art. 616 dal giudice dell’esecuzione. Il comma 4 modifica il secondo comma dell’art. 630 c.p.c., in materia di estinzione del processo esecutivo per inattività delle parti, stabilendo che l’estinzione può anche esser dichiarata d’ufficio, introduce un termine ultimo per la dichiarazione di estinzione da parte del giudice nonché l’obbligo di comunicazione dell’ordinanza, a cura del cancelliere, ove non pronunciata in udienza.

L’articolo 51, non modificato dall’altro ramo del Parlamento, novella l’art. 669-septies c.p.c. (eliminando la possibilità di fare opposizione alla condanna alle spese pronunciata dal giudice in fase cautelare ante-causam), nonché l’art. 669-octies c.p.c. (stabilendo che nel pronunciare un provvedimento cautelare idoneo ad anticipare gli effetti della sentenza di merito, il giudice deve sempre provvedere sulle spese del procedimento cautelare).

L’articolo 52 prevede l’inserimento nel codice di procedura civile di un nuovo capo III-bis (composto dagli artt. 702-bis, 702-ter e 702-quater) che aggiunge tra i procedimenti speciali del libro quarto, il procedimento sommario di cognizione. Tale procedimento può essere attivato, mediante ricorso, per tutte le cause di competenza del tribunale in composizione monocratica, senza alcuna limitazione di valore o di materia. La rapidità del procedimento, disciplinato dall’art. 702-ter, permette di arrivare ad un rapido soddisfacimento della domanda grazie all’emanazione di un provvedimento immediatamente esecutivo su cui, in mancanza di appello, si forma il giudicato (art. 702-quater).

L’articolo 53 interviene sulle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile. Il comma 1 modifica l’art. 23, ponendo un tetto alla percentuale degli incarichi affidabili ad uno stesso consulente tecnico. Il comma 2 aggiunge l’art. 81-bis che disciplina il calendario del processo, fissato dal giudice quando provvede sulle richieste istruttorie. Il comma 3 introduce l’art. 103-bis che disciplina il modello di testimonianza richiamato dal nuovo art. 257-bis c.p.c., in materia di assunzione di testimonianze scritte. Il comma 4 modifica l’art. 104 disp. att. prevedendo la dichiarazione d’ufficio della decadenza dalla prova per la parte che non fa chiamare i testimoni senza giusto motivo. Il comma 5, novellando il primo comma dell’art. 118 disp. att., limita l’estensione della motivazione della sentenza. Il comma 6, novellando l’art. 152 disp. att., pone il limite del valore della prestazione per la liquidazione delle spese, competenze ed onorari nei giudizi per prestazioni previdenziali. Il comma 7, infine, aggiunge alle disposizioni di attuazione un nuovo art. 186-bis che prevede che il giudice che abbia già conosciuto degli atti esecutivi non possa poi decidere sull’eventuale giudizio di opposizione agli atti stessi.
L’articolo 54, non modificato dal Senato, abroga l’art. 3 della L. n. 102/2006 che prevede l’applicazione della disciplina del processo del lavoro alle controversie relative al risarcimento dei danni per morte o lesioni conseguenti ad incidenti stradali e reca una disposizione transitoria per i processi pendenti e per quelli non ancora transitati al rito speciale.

L’articolo 55 reca una delega al Governo per la riduzione e la semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, rientranti nella giurisdizione ordinaria e che sono regolati dalla legislazione speciale. Ai fini di tale semplificazione si prevede, tra i principi e criteri direttivi della delega, la riconduzione delle numerose tipologie di procedimento civile ai tre modelli processuali previsti dal codice di procedura civile (rito ordinario di cognizione, rito del lavoro, nuovo rito sommario di cognizione, introdotto dall’art. 52 del d.d.l.) e si dispone inoltre la soppressione del rito societario di cui al D.Lgs. n. 5/2003.

L’articolo 56, non modificato dal Senato, interviene sulla disciplina della notificazione di atti civili, amministrativi e stragiudiziali da parte dell’Avvocatura dello Stato, alla quale riconosce la possibilità di avvalersi delle modalità di notifica previste, in generale, per gli avvocati del libero foro.

L’articolo 57 interviene per razionalizzare la disciplina della notificazione del ricorso avverso l’ordinanza-ingiunzione (L. n. 689/1981) e la disciplina della proposizione della domanda per il riconoscimento del diritto a prestazioni nei procedimenti in materia di invalidità civile, cecità civile e sordomutismo.

L’articolo 58, non modificato dal Senato, interviene sull’art. 9, comma 2, della L. n. 205/2000 (recanteDisposizioni in materia di giustizia amministrativa), per affermare che la perenzione del ricorso amministrativo ultraquinquennale può essere dichiarata anche in udienza dal giudice, se le parti non dichiarano di avere interesse alla decisione.

L’articolo 59 reca alcune disposizioni transitorie, stabilendo l’ambito di applicazione di alcune modifiche apportate dal disegno di legge al rito civile.

L’articolo 60, non modificato nel corso dell’esame in Senato, detta disposizioni in materia di risoluzione delle questioni di giurisdizione, volte a conservare gli effetti sostanziali e processuali della domanda rivolta ad un giudice privo di giurisdizione, quando il processo sia poi proseguito davanti al giudice munito di giurisdizione.

L’articolo 61 delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi in materia di mediazione e di conciliazione in ambito civile e commerciale; la conciliazione, avente per oggetto diritti disponibili e non preclusiva all’azione ordinaria, dovrà essere affidata ad organismi professionali ed indipendenti, iscritti in un apposito registro tenuto dal Ministero della Giustizia.

L’articolo 62, attraverso una novella all’art. 125 della legge fallimentare, interviene in materia di concordato fallimentare, disciplinando in particolare la procedura applicabile nel caso di presentazione di più proposte di concordato o di sopravvenienza di una nuova proposta.

L’articolo 63, introducendo nel codice civile gli articoli aggiuntivi 2668-bis e 2668-ter, interviene sulla durata dell’efficacia della trascrizione della domanda giudiziale, con norme chevengono estese anche alla durata dell’efficacia del pignoramento immobiliare e del sequestro conservativo sugli immobili.

L’articolo 64 inserisce nella L. n. 52/1985 il nuovo art. 19-bis, volto a prevedere l’esecuzione delle annotazioni nei pubblici registri immobiliari mediante l’inserimento dei relativi dati negli archivi informatici delle conservatorie dei registri immobiliari e a disciplinare il contenuto delle ispezioni e certificazioni ipotecarie.

L’articolo 65 consente il trasferimento presso gli uffici provinciali dell’Agenzia del territorio delle sezioni staccate dei servizi di pubblicità immobiliare, confermando il mantenimento per ciascuna sezione staccata dell’’attuale circoscrizione territoriale ed esplicitando che rimangono nelle sedi attuali le sezioni staccate operanti in città sedi circondariali di tribunale.

L’articolo 66 delega il Governo a disciplinare le procedure informatiche e telematiche per la redazione degli atti pubblici, nonché per lo svolgimento di ulteriori attività da parte dei notai.

L’articolo 67 è finalizzato a semplificare le procedure per l’accesso al notariato. Esso interviene sui requisiti per la partecipazione al concorso, sopprimendo in particolare la prova di preselezione informatica e richiedendo l’assenza di dichiarazioni di inidoneità (cui è equiparata l’espulsione del candidato dopo la dettatura dei temi) in tre concorsi precedenti e prevede l’articolazione della commissione di concorso in tre sottocommissioni composte da cinque membri. Nel corso dell’esame in sede referente sono stati soppressi i commi 4 e 5, che dettavano specifiche disposizioni applicabili ai soli candidati che hanno partecipato al concorso notarile indetto con decreto del direttore generale della giustizia civile 1° settembre 2004.

L’articolo 68 interviene in materia di pubblicazione delle sentenze penali di condanna (prevedendo in particolare la pubblicazione non più soltanto su uno o più giornali, ma anche sul sito internet del Ministero della giustizia) e reca, inoltre, disposizioni volte a realizzare il contenimento delle spese di giustizia e la razionalizzazione delle procedure della relativa riscossione. Tra i diversi interventi, quelli maggiormente significativi consistono nelle modifiche apportate al testo unico delle disposizioni in materia di spese di giustizia (D.P.R. n. 115/2002). Esse riguardano, tra l’altro, l’importo dovuto per i processi dinanzi alla Corte di cassazione, la registrazione degli atti giudiziari nel processo penale, il sistema di recupero delle spese di giustizia, anche con riferimento alla semplificazione della procedura di quantificazione del credito. Con riferimento quindi al recupero delle spese di mantenimento in carcere, delle spese processuali, delle pene pecuniarie, delle sanzioni amministrative pecuniarie e delle sanzioni pecuniarie nel processo civile e penale, viene completamente ridefinita la disciplina in materia di riscossione a mezzo ruolo. Alcune modifiche conseguenti all’introduzione della nuova disciplina sono, infine, apportate alla legge finanziaria per il 2008, in materia di riscossione dei crediti erariali relativi al processo penale affidati ad Equitalia spa.

L’articolo 69, non modificato dal Senato, reca le abrogazioni conseguenti alla nuova disciplina della riscossione delle spese di giustizia.

L’articolo 70, non modificato dal Senato, detta disposizioni in materia di rimedi giustiziali contro la pubblica amministrazione, intervenendo sulla disciplina dei ricorsi straordinari al Capo dello Stato.


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.

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2 commenti:

  1. Luigi Passalacqua

    Perché escludere le controversie di lavoro? Sarebbe stato un ottimo strumento nei casi il cui il datore rifiuti di reintegrare o comunque riammettere in servizio il lavoratore vittorioso in giudizio!



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