Il Consigliere Delegato aveva proposto una definizione accelerata del ricorso (art. 380 bis c.p.c.), ritenendolo inammissibile. Non avendo la Puce richiesto la decisione del ricorso entro il termine previsto, il Consigliere Delegato ha dichiarato l’estinzione del giudizio e condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali. Successivamente, la Puce ha chiesto la fissazione dell’udienza per contestare l’estinzione.
Decisione della Corte:
La Corte di Cassazione ha confermato l’estinzione del giudizio.
Punti chiave della sentenza:
- Legittima partecipazione del Consigliere Delegato al Collegio: La Corte ha chiarito che il Consigliere Delegato che formula la proposta di definizione accelerata può far parte del Collegio che decide, non essendoci incompatibilità.
- Natura del decreto di estinzione e rimedi: Il decreto di estinzione (art. 391 c.p.c.) è impugnabile con la richiesta di fissazione dell’udienza, che consente alla Corte di valutare la correttezza dell’estinzione.
- Applicazione dell’art. 380 bis c.p.c.: La Corte ha analizzato la procedura di definizione accelerata introdotta dall’art. 380 bis c.p.c., evidenziando che la mancata richiesta di decisione entro il termine comporta l’estinzione del giudizio.
- Differenza tra richiesta di decisione e richiesta di fissazione dell’udienza: La Corte ha sottolineato che la richiesta di fissazione dell’udienza ex art. 391 c.p.c. non equivale alla richiesta di decisione del ricorso ex art. 380 bis c.p.c. e che, nel caso specifico, la Puce aveva presentato la prima.
- Correttezza dell’estinzione: La Corte ha ritenuto corretta l’estinzione del giudizio, in quanto la Puce non aveva presentato la richiesta di decisione entro il termine previsto, nonostante avesse fatto riferimento ad un altro giudizio pendente tra le stesse parti.
Conclusioni:
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio di cassazione e condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore della controricorrente.






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