L’intervista realizzata da Giulia Picchi apparsa su Italia Oggi

Mirco Minardi

Giulia 1Pubblico l’intervista apparsa su Italia Oggi che Giulia Picchi di Marketude.it mi ha gentilmente fatto.

Avvocato Minardi, lei è uno dei primi giuristi ad aver adottato una modalità alternativa alla editoria tradizionale. Il suo ebook sulle insidie del processo civile, pubblicato su Lexform.it per la prima volta nel mese di maggio di quest’anno, ha già venduto centinaia di copie e sembra inarrestabile. Come è nata l’idea di scrivere un ebook?

Volevo soddisfare due esigenze: da un lato, mettere a disposizione dei colleghi un testo chiaro, pratico, aggiornato, scritto da un avvocato per gli avvocati; dall’altro utilizzare una formattazione particolare per permettere una lettura più agevole ed una migliore memorizzazione. Per ottenere questo ho fatto largo uso di riquadri colorati, grassetti, sottolineature. E poi volevo instaurare un rapporto diretto con i miei lettori, che continua dopo l’acquisto dell’ebook attraverso la newsletter.

Come mai ha deciso di realizzare anche dei video a corredo dell’ebook?
Credo molto nella comunicazione video, soprattutto per le generazioni cresciute a pane e televisione. Ho voluto dare una scelta in più. C’è chi preferisce leggere e chi preferisce ascoltare. In questo modo, chi acquista l’ebook può scegliere il canale che predilige.

Come hanno reagito i lettori che hanno acquistato un prodotto in formato solo digitale?
Molto meglio di quanto pensassi. Anche colleghi più attempati mi hanno chiamato per sapere come poter scaricare l’ebook e non hanno affatto recriminato per l’assenza di un testo cartaceo.

Lei pensa che gli ebook giuridici possano avere un futuro?
Dipende da molti fattori. Chi acquista un ebook si aspetta un testo diverso da quelli tradizionali, con un linguaggio certamente rigoroso ma meno formale, più diretto. Si aspetta inoltre di ricevere informazioni che non sono facilmente reperibili altrove, altrimenti preferisce comprare un testo tradizionale. L’ebook deve dare qualcosa di diverso che compensi il fatto che il lettore è costretto a leggerlo a video oppure a stamparlo. Io ho messo a disposizione dei lettori non solo la mia ricerca ma anche la mia esperienza sul campo. Ho inoltre risposto alle mail che mi sono state inviate. Insomma ho cercato di creare un rapporto più che una vendita.

Il titolo è singolare, le insidie e i trabocchetti del processo civile, ma è davvero così insidioso il processo civile?
Assolutamente sì. Da quando nel 1995 è entrata in vigore la legge 353/1990 che ha introdotto un rigido sistema di preclusioni, il processo civile è diventato molto complesso ed è molto facile commettere errori. Questo perché ad ogni piè sospinto ci si imbatte in una preclusione, ovvero in un termine rigido entro il quale occorre compiere una determinata attività. Il fatto, però, è che gran parte delle preclusioni non sono previste dal codice ma sono frutto della elaborazione giurisprudenziale che come sappiamo è assai mutevole. I lettori hanno dunque apprezzato moltissimo questa mia ricerca che ha permesso loro di conoscere meglio questo aspetto del processo civile.

Pensa di scriverne degli altri?
Sì penso di sì e sempre con il solito obiettivo di comunicare in modo semplice qualcosa che serve davvero per fare meglio la professione.


Share
Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.




Lascia un commento

  • (will not be published)

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*