Se occorre una oculata gestione del capitale, l’amministratore di sostegno va individuato in un professionista.

Mirco Minardi

Continuamo il nostro viaggio attorno all’istituto dell’amministratore di sostegno. Ancora una volta con un decreto del Tribunale di Modena, chiamato a decidere in ordine ad una richiesta di autocandidatura da parte del marito per la anziana moglie, in vista di una operazione di vendita immobiliare.

Il Tribunale, tuttavia, ritenendo necessario garantire la beneficiaria sotto il profilo di una oculata gestione del capitale ricavabile dalla futura operazione di vendita della quota di immobile, capitale fondamentale per le future esigenze della beneficiaria, nonchè per la circostanza dell’età avanzata della stessa (88 anni), ha demandato l’incarico ad un professionista, nella specie un avvocato.

A questi, ad alienazione avvenuta, è stato demandato il compito di (a) provvedere all’investimento del ricavato, (b) alla gestione dello stesso e (c) all’utilizzo per le esigenze di vita e di assistenza della persona.

 

Tribunale Modena, 24 aprile 2008

TRIBUNALE DI MODENA
Il Presidente di Sezione Dott. Guido Stanzani in funzione di Giudice
Tutelare ha pronunciato il seguente
DECRETO

Premesso
1. Con ricorso, depositato in data 16/1/08, M. [S.] ha chiesto la nomina di amministratore di sostegno a Nives [P.], propria moglie ottantacinquenne; la coppia ha due figli adulti, G. e M. [S.].
2. A supporto della richiesta sono state addotte, e documentate, disabilità consistenti in deficit cognitivo in fase avanzata.
3. Secondo parte istante queste disabilità determinerebbero, per la persona, l’impossibilità totale e stabile di provvedere ai propri interessi con conseguente necessità di sostegno per sostituirla nel compimento del seguente atto:
– vendita alla pronipote E. [R.] della quota di nuda proprietà della persona (il marito alienerebbe alla nipote stessa la propria quota) con costituzione di usufrutto in favore della beneficiaria dell’appartamento coniugale sito in Maranello, via [omissis]; l’operazione, rileva il ricorrente, corrisponderebbe ad una decisione cui i coniugi consensualmente pervennero quando la [P.] era ancora nel pieno delle sue facoltà .

Osservato e deliberato
4. In sede di esame della persona, effettuato da questo Giudice in data 20/3/08
è emerso che la stessa, poco orientata nel tempo e nello spazio, si trova, a causa delle constatate patologie di affezione, in una situazione di effettiva impossibilità di compiere in modo autonomo l’atto di cui in premessa.
5. Sono conseguentemente ravvisabili i presupposti di legge che, pur nell’attenta ablazione minima della capacità d’agire della persona, impongono che le si nomini, a sua tutela, un amministratore di sostegno con potere di compiere in Suo nome e per conto gli atti di cui alla parte dispositiva.
Considerato e ritenuto
6. Nel corso del procedimento sono state acquisite informazioni attraverso l’interrogatorio di G. [S.], dei suoi due figli A. e An. [Z.], di M. [S.] e della di lui figlia Ma., maggiore di età, che hanno tutti dichiarato di concordare nell’operazione di alienazione della nuda proprietà dell’appartamento di cui si è detto a E. [R.] che, presente, ha per parte sua precisato di essere pronta all’acquisto della nuda proprietà dell’immobile per il complessivo valore di mercato di euro 223.907,00 certificato dalla prodotta perizia giurata di stima.
7. La persona non è stata in grado di esprimere adesione cosciente.
8. Non sono emerse esigenze di cura e protezione tali da legittimare il ricorso ai residuali, ed ormai eccezionali, istituti dell’interdizione o dell’inabilitazione dopo l’introduzione nell’ordinamento di quello generale dell’amministrazione di sostegno.
9. Chiede il ricorrente l’attribuzione di un incarico che si esaurisca con l’operazione di alienazione e si propone come amministratore.
Ritiene nondimeno questo Giudice Tutelare che entrambe le richieste non siano accoglibili per la primaria esigenza di garantire la beneficiaria sotto il profilo di una oculata gestione del capitale che realizzerà dall’operazione di vendita della sua quota di immobile, capitale fondamentale per le sue future esigenze costituendo poca cosa per una persona nel suo stato il diritto di usufrutto sull’immobile.
Di qui, nonchè dalla circostanza dell’età avanzata di M. [S.] nato l’8 dicembre 1920, l’opportunità di demandare l’incarico ad un professionista di fiducia del Giudicante, professionista che, ad alienazione avvenuta, provvederà all’investimento del ricavato, alla gestione dello stesso e all’utilizzo per le esigenze di vita e di assistenza della persona.
La veste professionale dell’amministratore comporta che l’incarico debba essere conferito a tempo determinato: dodici mesi dalla data del presente provvedimento.
Il Pubblico Ministero, notiziato, non è intervenuto all’udienza

P.Q.M.
Nomina l’Avv.D. B. del Foro di Modena amministratore di sostegno di Nives [P.] nata a [omissis] (MO) [omissis]/1923 ed ivi res. via [omissis] con le seguenti prescrizioni:
1. L’incarico è a tempo determinato: dodici mesi dalla data del presente provvedimento.
2. All’amministratore di sostegno vengono demandati i poteri-doveri di compiere, in nome e per conto della persona beneficiaria, le seguenti operazioni:
* alienazione a E. [R.] e per un complessivo prezzo non inferiore ad euro 223.907,00 della quota di nuda proprietà della beneficiaria dell’immobile sito in Maranello via [omissis] con contestuale costituzione di diritto di usufrutto in capo all’alienante; * investimento del ricavato in titoli a capitale e reddito garantiti, gestione di questo capitale, utilizzo dello stesso per il soddisfacimento delle esigenze di vita e di assistenza della persona.
3. L’amministratore di sostegno dovrà riferire per iscritto al Giudice Tutelare, allegando rendiconto, dieci giorni prima la scadenza dell’incarico circa l’attività svolta nel corso del periodo precedente e le condizioni di vita personale e sociale della persona; in questa relazione prospetterà l’eventuale opportunità di una proroga del mandato indicando il termine auspicato.
4. La persona conserva la facoltà di compiere senza l’amministratore di sostegno gli atti necessari a soddisfare le esigenze della vita quotidiana e tutti quelli per i quali la sua capacità di agire non viene limitata dal presente provvedimento.
Decreto esecutivo per legge.
Modena, 24/4/08
IL PRESIDENTE – GIUDICE TUTELARE
Dr. Guido Stanzani
Giudice Guido Stanzani


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.

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