LUCA D’APOLLO. Violazioni del codice della strada. La natura del verbale dell’agente accertatore che non contesta la multa immediatamente

Mirco Minardi

(estratto da L. D’Apollo, Le infrazioni al codice della strada, Giappichelli, 2009, pp. XVIII-374)
infrazioni-codice-strada
Il verbale redatto dagli agenti accertatori è un atto pubblico che fa fede fino a querela di falso (ex art. 2700 cc) che può essere utilizzato in giudizio al fine di dare riscontro processuale al fatto storico.
L’opponente versa dinanzi ad una vera e propria probatio diabolica: dimostrare che l’agente accertatore è in errore.
L’orientamento stratificato della giurisprudenza ammetteva la prova contraria soltanto a seguito della presentazione della querela di falso: ovvero l’agente non può sbagliare; se ciò avviene ha commesso un falso in atto pubblico.

Di recente la Corte di Cassazione ha aperto una breccia nel vecchio orientamento ammettendo che anche l’accertatore può sbagliare.

Il caso è di quelli più classici: un’automobilista romana, fermata per un passaggio col semaforo rosso, affermava che il semaforo al suo passaggio non era ancora rosso e aveva successivamente contestato la multa davanti al giudice di pace. La signora però non aveva sporto “querela di falso”, e il giudice di pace aveva convalidato la multa sostenendo che il giudizio del vigile è insindacabile.

Secondo la ricostruzione dei giudici di legittimità per mettere in discussione le conclusioni degli agenti del traffico non è necessaria la querela. La Cassazione ritiene che il verbale non ha valore di “piena prova” per i “giudizi valutativi” espressi da un pubblico ufficiale, quelli in cui è necessario un riscontro sensoriale, e pertanto fallibile.
In particolare si afferma che:

l’efficacia di piena prova fino a querela di falso, che ad esso ( verbale ) deve riconoscersi -ex art. 2700 cod. civ., in dipendenza della sua natura di atto pubblico (…) non sussiste né con riguardo ai giudizi valutativi che esprima il pubblico ufficiale, né con riguardo alla menzione di quelle circostanze relative a fatti i quali, in ragione delle loro modalità di accadimento repentino, non si siano potuti verificare e controllare secondo un metro sufficientemente obbiettivo, ed abbiano pertanto potuto dare luogo ad una percezione sensoriale implicante margini di apprezzamento
Cass., 29 agosto 2008, n. 21816.

Perchè ci si possa avvalere di tale principio, è necessario:
a) che il pubblico ufficiale non abbia direttamente assistito al fatto (altrimenti occorre proporre querela di falso);
b) che ci sia un teste che vi abbia assistito;
c) che non ci siano altri mezzi di prova (foto, telecamere, etc.) che rendano superflua o smentiscano la prova per testi.

Il principio in parola opera per tutte le fattispecie in cui vi sia un verbale di accertamento, sia quando si tratta di contestare una multa, sia quando si tratta, per esempio, di ricostruire la dinamica di un incidente.


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.

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Un commento:

  1. GIANNI COLUCCI

    sono un dipendente di telecom italia ,al quale il 30/01/012 mi viene verbalizzata una multa di divieto di sosta perche’ sostavo a circa due m. alla fine del marciapiede non mi e’ stata contestata nella immediatezza anche se poteva essere eseguita perche svolgendo il servizio pubblico ero parcheggiato come tante altre auto di telecom italia nei pressi del palazzo telecom , il quale bastava che suonassero il campanello e si spostava l’auto, ma indipendentemente a tutto cio’, telecom italia , senza capir ragione paga la multa e vuole rifarsi della stessa decurtandomi lo stipendio , premetto che, dal 30/01/012 telecom ancora oggi mi notifica tutto quanto – per cui ho perso il diritto di impugnare il verbale e contestarlo a mio avviso non devo permettere alcuna decurtazione della suddetta somma dallo stipendio a telecom saluti e grazie gianni colucci



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