08.02.10
Diritto processuale civile, Dottrina, Giurisprudenza
@ 8:00:32 da Mirco Minardi |
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Vi ripropongo, visti i numerosissimi ed interessantissimi commenti, un estratto del mio e-book pubblicato in questa pagina che affronta, da un punto di vista squisitamente pratico, le preclusioni e l’udienza di trattazione, visto che ormai una buona parte delle cause, ahimé, si gioca proprio sugli errori in questa delicata fase.
Si tratta di un testo scritto da un avvocato per gli avvocati, quindi con attenzione a tutti gli aspetti pratici. Se avessi avuto questa visione d’insieme sin dall’inizio, lo dico sinceramente, molte cause Continua a leggere l’articolo »
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06.02.10
Aggiornamenti
@ 8:51:38 da Mirco Minardi |
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04.02.10
Aggiornamenti
@ 12:38:03 da Mirco Minardi |
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Sommario XXVI° Edizione del 3 Febbraio 2010:
- Varato il piano anti-mafia
- L’assistenza di studi d’infortunistica va rimborsata
- Al via il patentino per i proprietari di cani
- No all’espulsione del clandestino con figli mino
www.videodiritto.it
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03.02.10
Aggiornamenti, Processo sommario cognizione
@ 8:00:57 da Mirco Minardi |
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Il problema è molto semplice. Qualora ritenga che il processo necessiti di una istruzione non sommaria, il giudice fissa l’udienza ex art. 183. Questo dice la norma. Ma è giusto che a fronte di comportamenti sleali dell’attore, che utilizzi lo strumento solo per ridurre i termini a difesa del convenuto, questi non possa ottenere altro che una eventuale pronuncia ex art. 96 c.p.c.?
Secondo il Tribunale di Genova la risposta è negativa. Difatti, a seguito di un incontro dei magistrati civili si è stabilito che Continua a leggere l’articolo »
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02.02.10
Diritto processuale civile, Processo sommario cognizione
@ 8:00:52 da Mirco Minardi |
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Ieri abbiamo affrontato la questione della chiamata in causa del terzo. Oggi ne affrontiamo un’altra che la dottrina non ha mancato di segnalare non appena pubblicata la legge 69/2009. Si tratta della questione relativa alla compatibilità del rito locatizio con il processo sommario de quo.
La dottrina prevalente ritiene che non vi sia detta compatibilità. Il Tribunale di Modena, a firma del dott. Roberto Masoni che, peraltro, al processo sommario di cognizione ha dedicato una monografia uscita con i tipi della Maggioli, affronta la questione risolvendola del pari negativamente, con conseguente pronuncia di inammissibilità del ricorso.
D’altra parte il rito laburistico è già un rito deformalizzato e speciale, donde Continua a leggere l’articolo »
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01.02.10
Processo sommario cognizione
@ 11:42:08 da Mirco Minardi |
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Come è noto, nel processo sommario di cognizione, qualora il convenuto intenda chiamare in causa il terzo deve fare dichiarazione a pena di decadenza nella comparsa di costituzione e risposta e chiedere al giudice designato lo spostamento dell’udienza. In tal caso il giudice, con decreto comunicato dal cancelliere alle parti costituite, provvede a fissare la data della nuova udienza assegnando un termine perentorio per la citazione del terzo.
Tuttavia la norma contempla la sola “chiamata in garanzia”. Secondo autorevole dottrina (Luiso, Olivieri) sarebbe irragionevole escludere la chiamata per comunanza di causa. Di contrario avviso De Gioia – Tedeschi i quali ritengono che la scelta del legislatore di limitare alla sola chiamata in garanzia propria appare coerente con la sommarietà procedimentale che sarebbe compromessa laddove il contraddittorio fosse esteso (parzialmente contrari Sinisi – Troncone i quali ritengono che la chiamata possa essere non solo in garanzia propria ma anche impropria).
Ecco la prima pronuncia edita. Si tratta Continua a leggere l’articolo »
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28.01.10
Aggiornamenti
@ 17:13:31 da Mirco Minardi |
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E’ uscita una nuova edizione di Videodiritto.it. Ecco il sommario.
- Processo breve: primo sì del Senato
- Notifiche a irreperibili: occorre ricevuta della raccomandata
- Telelaser: multa valida anche senza la foto
- Notai: indetto un concorso per 200 posti
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Appello
@ 9:34:01 da Mirco Minardi |
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Rimaniamo ancora sull’appello incidentale. Va ben evidenziato che l’appello incidentale non è una impugnazione di serie B, secondaria rispetto a quella principale. Al contrario, è una impugnazione vera e propria ed autonoma rispetto a quella principale. Cosa si intende per autonoma? Si intende che rimangono irrilevanti per l’appellante incidentale le vicende relative all’appello principale, che potrebbe essere dichiarato inammissibile, improponibile, oppure potrebbe essere rinunciato. Tutte queste vicende sono indifferenti per l’appellante incidentale. Ma ad una condizione. Che non si tratti di appello incidentale tardivo.
L’appello incidentale tardivo è quello proposto dalla parte parzialmente soccombente (o parzialmente vincitrice, il che è lo stesso) anche se:
- sono scaduti i termini per appellare
- è stata prestata acquiescenza
Perché? Per quale ragione il legislatore permette di impugnare la sentenza nonostante quel o quei capi siano “teoricamente” passati in giudicato? Per evitare il proliferare delle impugnazioni. Mi spiego. Talvolta la parte, pur non completamente soddisfatta, non ha interesse ad impugnare. Tale interesse sorge, però, se ad impugnare è l’altra parte. Ora, se non fosse possibile l’impugnazione incidentale tardiva, per non correre il rischio di non poter chiedere la modifica della sentenza nonostante l’impugnazione dell’altra parte, tutti sarebbero indotti ad impugnare sempre e comunque, con conseguente aumento del contenzioso. Ecco spiegata la ragione dell’impugnazione incidentale tardiva.
Dal 1989, a seguito di una pronuncia delle sezioni unite, l’appello incidentale tardivo può essere proposto sempre e comunque, senza limiti oggettivi e soggettivi.
Abbiamo detto che l’impugnazione incidentale tardiva interviene dopo la scadenza dei termini o dopo l’acquiescenza e comunque quando ormai non era possibile proporre impugnazione. Ovviamente, tale privilegio non può essere assoluto ed è per questo che l’impugnazione incidentale tardiva subisce gli effetti di quella principale: se questa viene dichiarata inammissibile stessa sorte subirà anche quella incidentale tardiva.
Un’ultima precisazione. L’impugnazione incidentale tardiva può essere a sua volta tempestiva o intempestiva. Si potrebbe quasi dire, perdonate il gioco di parole, “impugnazione tardiva tardiva” e “impugnazione tardiva tempestiva”. L’impugnazione “tardiva tardiva” è quella proposta:
- dopo il termine di venti giorni fissato con l’atto d’appello;
- con un atto diverso e successivo dalla comparsa di costituzione e risposta.
L’impugnazione “incidentale tardiva tardiva” dovrà essere dichiarata inammissibile.
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27.01.10
Appello, Diritto processuale civile
@ 8:00:20 da Mirco Minardi |
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E’ uno degli argomenti più complessi. Cominciamo a dare delle definizioni e a fare delle distinzioni, in particolare tra appello incidentale in senso stretto e appello incidentale adesivo.
L’appello incidentale in senso stretto è l’appello della parte contro cui è stata proposta l’impugnazione principale o che sia stata chiamata ad integrare il contraddittorio, ai sensi dell’art. 331 c.p.c..
Esempio. Tizio, convenuto per il risarcimento di un danno, appella la sentenza che lo ha visto soccombere nei confronti di Caio. Caio a sua volta chiede la riforma della sentenza lamentando la non congruità del risarcimento.
L’appello incidentale adesivo è invece quello diretto a chiedere la riforma della sentenza Continua a leggere l’articolo »
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25.01.10
Appello, Diritto processuale civile
@ 18:42:35 da Mirco Minardi |
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L’art. 342 tratta della forma dell’appello. Ci dice che l’atto deve contenere:
a) l’esposizione sommaria dei fatti;
b) i motivi specifici dell’impugnazione;
c) le indicazioni prescritte dall’art. 163 c.p.c..
Tralasciamo i punti a) e c) e concentriamoci sul punto b).
Come va interpretato il riferimento ai motivi specifici? La giurisprudenza della Cassazione afferma che ai fini della validità dell’appello non è sufficiente che l’atto di gravame consenta di individuare le statuizioni concretamente impugnate, ma è altresì necessario, pur quando la sentenza di primo grado sia stata censurata nella sua interezza, Continua a leggere l’articolo »
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