Processo Civile Telematico: atto introduttivo in PDF non nativo, e ora?

Mirco Minardi

Purtroppo non pochi colleghi continuano a depositare telematicamente atti introduttivi sì in formato PDF, ma previa scansione dell’atto. Questi documenti non sono tecnicamente “PDF nativi”, perché nativo è solo il PDF che nasce da una trasformazione di un file di testo (art. 11, DM 44/2011 e art. 12 specifiche tecniche).

Il PDF originato da una scansione ha una (pessima) caratteristica (nell’ottica del PCT) in quanto il giudice (ma anche le parti, per la verità) non può selezionare il testo per fare il copia/incolla (sembra ironico, ma lo scopo è proprio quello, nell’ottica di velocizzare la stesura dei provvedimenti).

Ma cosa accade se si deposita un atto in PDF scansionato?

Sul punto si sono formati due orientamenti.

Il primo, quello più severo, afferma che in tal caso l’atto non solo è nullo, ma determina l’inammissibilità della domanda. In poche parole, il difensore deve ricominciare tutto da capo (contributo unificato compreso); v. Trib. Roma 9.6.2014, Trib. Livorno 25.7.2014; Trib. Udine 17.6.2014;

Il secondo afferma che l’atto non è nullo, avendo raggiunto il proprio scopo; ma è irregolare e, pertanto, il giudice può ordinare, ex art. 182 c.p.c., la regolarizzazione (Trib. Milano 24.9.2013, Trib. Varcelli 31.7.2014)

Se si è fortunati il cancelliere (pur non potendo) rifiuta l’atto; in questo caso, il C.U. è salvo!

Non resta che sperare di aver depositato un atto nella cancelleria del “giudice buono” e del “cancelliere cattivo”.


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.

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7 commenti:

  1. Giuseppe Dimito

    Egregio Collega Minardi,
    solo per dirTi che mi rallegra non poco ritrovare questo sito aggiornato con i Tuoi sempre puntuali e chiarissimi commenti.
    Grazie
    Giuseppe Dimito
    Taranto

  2. Francesco

    Si potrebbe far sapere ai giudici che l’Acrobat permette l’OCR ed anche la copia di una porzione di documento come immagine. 🙂

  3. Daniela Garofalo

    Ch.mo collega,
    Mi complimento anche io per la precisa, puntuale e sagace eleganza giuridica dei tuoi aggiornamenti.
    Grazie.
    Lieta dell’incontro professionale.
    Avv. Daniela garofalo

  4. Livia

    e il pasticcio non si limita alla duplicazione degli indirizzi……….! benché per i soggetti iscritti alla camera di commercio vi sia l’obbligo di possedere una pec, molti indirizzi risultano inesistenti o inattivi e non esiste sanzione……

  5. Mauro

    Gentile Collega,
    ho un quesito da porTi, la cui soluzione giuridica spero possa essere d’aiuto ad altri colleghi che dovessero affrontare la mia stessa questione.
    Il collega di controparte ha notificato al mio indirizzo pec l’atto di appello avverso la sentenza di primo grado e la relativa relata di notifica, non i PDF nativo, ma in formato word, benché firmato digitalmente: qual è la sanzione che si applica? nullità? inesistenza?
    Grazie del parere
    Mauro



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