La procura speciale a ricorrere in Cassazione e la sottoscrizione del ricorso ex 365 c.p.c.

Mirco Minardi

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Il ricorso deve essere sottoscritto da un avvocato cassazionista, iscritto cioè nell’apposito albo speciale. Lo stesso deve essere munito di procura speciale che deve necessariamente essere rilasciata dopo la pubblicazione del provvedimento impugnato[1].

La procura speciale, nel giudizio di cassazione, merita un’attenzione particolare tanto che è stato detto che è la prima «preoccupazione» dell’avvocato[2].

In estrema sintesi:

  • il rilascio, come già detto, deve essere posteriore alla deposito della sentenza, comprensiva dei motivi[3];
  • la procura deve essere specifica e quindi contenere il riferimento al provvedimento impugnato (salvo che sia posta in calce o a margine del ricorso) e al giudizio di legittimità;
  • deve essere rilasciata anteriormente o al più lo stesso giorno della notifica;
  • la sottoscrizione del soggetto che la rilascia deve essere leggibile, o quanto meno che l’identificazione risulti dal testo;
  • se è conferita da persona giuridica o da altro ente anche se privo di personalità giuridica occorre anche l’indicazione della fonte di rappresentanza[4];
  • se il mandato è rilasciato da un procuratore speciale, occorre indicare l’atto di conferimento dei poteri rappresentativi e produrlo in giudizio[5];
  • il difetto di poteri rappresentativi non è sanabile[6];
  • in caso di sostituzione o aggiunta di difensore, è ammesso il rilascio di una procura con memoria o atto di nomina, ma relativamente ai giudizi introdotti in primo grado dal 4 luglio 2009, ex 83, terzo comma, c.p.c.[7].

È stato affermato che la firma apposta dal difensore in calce o a margine del ricorso ai fini dell’autenticazione della procura speciale vale anche quale sottoscrizione del ricorso, in quanto consente di attribuire al difensore che ha autenticato la sottoscrizione della procura speciale anche la paternità del ricorso stesso[8].

Qualora l’originale dell’atto rechi la firma del difensore munito di procura speciale e l’autenticazione, ad opera del medesimo, della sottoscrizione della parte che la procura ha conferito, la mancanza di tale firma e dell’autenticazione nella copia notificata non determinano l’invalidità del ricorso, purché la copia stessa contenga elementi, quali l’attestazione dell’ufficiale giudiziario che la notifica è stata eseguita a istanza del difensore del ricorrente, idonei a evidenziare la provenienza dell’atto dal difensore munito di mandato speciale. La mancanza di tale attestazione, invece, non consentendo di accertare l’identità della persona che ha richiesto la notifica, determina l’inammissibilità del ricorso[9].

È validamente rilasciata la procura apposta a margine del ricorso, ancorché il mandato difensivo sia privo di data e conferito con espressioni generiche, poiché l’incorporazione dei due atti in un medesimo contesto documentale implica necessariamente il puntuale riferimento dell’uno all’altro, come richiesto dall’ articolo 365 c.p.c.[10]. È invece inammissibile il ricorso sottoscritto da un avvocato munito di una procura notarile di carattere generale, priva di ogni riferimento alla sentenza impugnata e all’impugnazione da proporsi[11].

La circostanza che la parte ricorrente sia residente all’estero non implica di per sé l’invalidità della procura speciale alle liti, che la parte medesima abbia rilasciato in calce o a margine del ricorso, pur senza l’indicazione del luogo di conferimento, atteso che, quando l’autentica della sottoscrizione sia stata effettuata da un difensore esercente in Italia, il rilascio del mandato e l’autentica della sottoscrizione del mandante devono presumersi avvenuti nel territorio dello Stato, in difetto di prova contraria da parte di chi ne contesti la validità[12].

Sconsiglio di far sottoscrivere il ricorso anche ad un avvocato non cassazionista, seppure anche di recente è stato affermato non avere conseguenze in caso di mandato disgiuntivo[13]. È invece inammissibile il ricorso sottoscritto da un avvocato non iscritto nell’albo speciale, ma unicamente da uno o più avvocati non abilitati a tale patrocinio, senza che rilevi in senso contrario che il mandato, in margine o in calce allo stesso ricorso, sia stato rilasciato anche in favore di un avvocato cassazionista e indicato come domiciliatario, qualora la sottoscrizione di detto mandato sia stata autenticata dall’avvocato non abilitato al patrocinio speciale suddetto[14].

La sottoscrizione del ricorso da parte di uno solo dei due difensori menzionati nella procura speciale, rilasciata dal ricorrente a margine dell’atto con l’esplicita previsione dell’obbligo per gli stessi di agire congiuntamente, determina l’invalidità del medesimo ricorso e, quindi, la sua inammissibilità[15].

Con riferimento ai ricorsi proposti dagli Avvocati dell’Avvocatura dello Stato è stato affermato che la circostanza che la sottoscrizione del ricorso sia illeggibile, né siano altrimenti indicate le generalità del sottoscrittore, non rende inammissibile il ricorso stesso, a meno che il resistente non contesti in modo specifico e puntuale l’appartenenza del sottoscrittore all’Avvocatura dello Stato[16]. Anche per gli avvocati “ordinari” è stato affermato che non può ritenersi violata la disposizione dell’art. 365 c.p.c. ove la firma apposta dall’avvocato sia illeggibile e tuttavia non se ne contesti la provenienza[17].

[1] Cass. 31031/2019.

[2] Carpi, La tecnica di formazione del ricorso per cassazione, pag. 1019.

[3] Cass. 4731/1993.

[4] Cass. 7062/2002.

[5] Cass. 11341/1998.

[6] Cass. 17893/2009. È discutibile se lo sia ora con la modifica dell’art. 182, secondo comma, c.p.c. per i giudizi introdotti dal 4 luglio 2009. Contrario G.F. Ricci, op. cit., pag. 280; favorevole Ferrari, Sulla sanabilità del difetto di capacità processuale, Riv. dir. proc., 2010, pag. 1170 ss.

[7] Cassazione civile , sez. VI , 09/02/2015 , n. 2460: «Nel giudizio di cassazione, la procura speciale al difensore può essere apposta, ai sensi dell’art. 83, terzo comma, cod. proc. civ., solo a margine o in calce degli atti ivi indicati (ossia del ricorso e del controricorso, nonché della memoria di nomina del nuovo difensore) in aggiunta o – per i giudizi instaurati successivamente alla novella di cui alla legge 18 giugno 2009, n. 69 – in sostituzione del difensore originariamente designato. Ne consegue che, fuori da tali ipotesi, la procura deve essere rilasciata, ai sensi dell’art. 83, secondo comma, cod. proc. civ., con atto pubblico o scrittura privata autenticata, nel quale debbono essere indicati gli elementi essenziali del giudizio, quali l’indicazione delle parti e della sentenza impugnata».

[8] Cass. 18491/2013.

[9] Cass. 4142/2012.

[10] Cass. S.U. 31031/2019.

[11] Cass. S.U. 10266/2018.

[12] Cass. 4634/2007.

[13] Cass. 6736/2018. Ritengo, però, che detta sottoscrizione abbia rilievo disciplinare e non solo.

[14] Cass. 3459/2012.

[15] Cass. 1702/2009.

[16] Cass. 21473/2007.

[17] Cass. 16150/2000.


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.




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