Come cambia la determinazione del compenso dell’avvocato a seguito della riforma della professione forense.

Mirco Minardi

La legge di riforma della professione forense, approvata definitivamente dal Senato nella seduta del 21 dicembre 2012 e di imminente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, disciplina all’art  13 il “Conferimento dell’incarico e compenso”.

L’articolo in commento consta di dieci commi. In sintesi si stabilisce quanto segue:

  • la possibilità di essere avvocati di se stessi;
  • la possibilità di svolgere l’incarico gratuitamente;
  • la libertà nella pattuizione dei compensi;
  • il divieto dei patti di quota lite;
  • l’obbligo di informazione;
  • l’obbligo di fornire un preventivo scritto se richiesto;
  • l’applicazione dei parametri ministeriali in caso di mancato accordo sul compenso e di liquidazione giudiziale;
  • la possibilità di esperire un tentativo di conciliazione presso il COA in caso di mancato accordo e il diritto di ottenere da parte dell’avvocato un parere di congruità;
  • la possibilità di pattuire un rimborso per le spese forfettarie.

PRESTAZIONI IN PROPRIO FAVORE. Il primo comma stabilisce che “L’avvocato può esercitare l’incarico professionale anche a proprio favore”. Posto che nulla impediva all’avvocato di tutelare i propri diritti in sede civile e amministrativa, si tratta di stabilire se l’articolo 1 ci permetta ora di difenderci anche in sede penale (circostanza questa comunque da evitare).

La norma prosegue stabilendo che “L’incarico può essere svolto a titolo gratuito”.

PREVENTIVO SCRITTO. Scompare l’obbligo di redigere un preventivo scritto (introdotto dall’art  9, comma 4 del D.L. n. 1/12, conv. con l. n. 27/12), che tante proteste aveva suscitato nel mondo dell’avvocatura, soprattutto per la difficoltà di prevedere i costi di una causa che, come è noto, può avere sviluppi imprevedibili. Ora, il secondo comma dell’art. 13 stabilisce che il compenso spettante al professionista è pattuito di regola per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico professionale.

PATTUIZIONE DEL COMPENSO. Il comma 3 prevede la libertà nella pattuizione del compenso, stabilendo anche in che modo possa essere stabilita detta regolamentazione: a tempo, in misura forfetaria, per convenzione avente ad oggetto uno o più affari, in base all’assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione, per singole fasi o prestazioni o per l’intera attività, a percentuale sul valore dell’affare o su quanto si prevede possa giovarsene, non soltanto a livello strettamente patrimoniale, il destinatario della prestazione.

PATTO DI QUOTA LITE. Ritorna invece il divieto del patto di quota lite. Il nuovo comma 4 stabilisce infatti che sono vietati i patti con i quali l’avvocato percepisca come compenso in tutto o in parte una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa. Pertanto detti patti debbono ora considerarsi nulli, in quanto in violazione di una norma imperativa.

OBBLIGHI INFORMATIVI. Il comma 5 prevede una serie di obblighi informativi. In particolare l’avvocato è tenuto nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico. Va evidenziato che trattandosi di prestazione contrattuale, in assenza di prova scritta grava sull’avvocato l’onere di provare di avere assolto detto obbligo (cfr. art. 1218 c.c.). L’obbligo del preventivo scritto scatta invece qualora il cliente ne faccia richiesta. In tal caso l’avvocato deve rendere nota la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale.

TENTATIVO DI CONCILIAZIONE. Il comma 9 prevede poi che in mancanza di accordo tra avvocato e cliente, ciascuno di essi possa rivolgersi al consiglio dell’ordine affinché esperisca un tentativo di conciliazione. Qualora la conciliazione non sortisca effetto, l’iscritto può richiedere il rilascio di un parere sulla congruità della pretesa dell’avvocato in relazione all’opera prestata.

PARAMETRI MINISTERIALI. Qualora il compenso non sia stato determinato in forma scritta, in ogni caso di mancata determinazione consensuale, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi e nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell’interesse di terzi o per prestazioni officiose previste dalla legge, si applicheranno i parametri ministeriali, che dovranno essere aggiornati ogni due anni, su proposta del CNF. La norma stabilisce che detti parametri debbono essere formulati in modo da favorire la trasparenza nella determinazione dei compensi dovuti per le prestazioni professionali e l’unitarietà e la semplicità nella determinazione dei compensi.

RESPONSABILITÀ‘ SOLIDALE. Nel caso in cui una controversia oggetto di procedimento giudiziale o arbitrale venga definita mediante accordi presi in qualsiasi forma, il comma 8 prevede che le parti siano solidalmente tenute al pagamento dei compensi e dei rimborsi delle spese a tutti gli avvocati costituiti che hanno prestato la loro attività professionale negli ultimi tre anni e che risultino ancora creditori, salvo espressa rinuncia al beneficio della solidarietà.

SPESE FORFETTARIE. Infine, il comma 10 prevede l’obbligo di rimborso delle spese forfettarie, ove concordato oppure in caso di liquidazione giudiziale. Ovviamente, oltre al compenso, al rimborso delle spese effettivamente sostenute e di tutti gli oneri e contributi eventualmente anticipati nell’interesse del cliente. La somma per il rimborso delle spese forfetarie non può superare il massimo stabilito con il decreto ministeriale di cui al comma 6, unitamente ai criteri di determinazione e documentazione delle spese vive.


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.




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