La riforma Cartabia e il giudizio civile di cassazione

Mirco Minardi

Quali sono le modifiche più rilevanti del giudizio di cassazione introdotte dalla riforma Cartabia?

Le modifiche più rilevanti sono le seguenti:

  • obbligo di deposito telematico degli atti introduttivi e non;
  • il controricorso diretto contro il ricorrente va semplicemente depositato e non più notificato;
  • sono stati unificati i riti camerali;
  • è stata soppressa la sesta sezione;
  • è stato introdotto un filtro monocratico;
  • è stato introdotto il nuovo istituto del rinvio pregiudiziale in Cassazione;
  • è stata inserita una nuova ipotesi di revocazione delle sentenze.

Quali modifiche riguardano il contenuto del ricorso?

La riforma ha modificato i numeri 3, 4 e 6 dell’articolo 366 insistendo sulla necessità della chiarezza, sinteticità ed essenzialità dell’esposizione dei fatti della causa e dei motivi per i quali si chiede la cassazione.

Il nuovo numero 6 stabilisce che il ricorso deve contenere la specifica indicazione per ciascuno dei motivi degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali il motivo si fonda, illustrando il contenuto rilevante degli stessi.

È ancora necessario eleggere domicilio nel comune di Roma ovvero indicare l’indirizzo di posta elettronica certificata?

No, essendo stato soppresso il secondo comma dell’articolo 366. Come per i giudizi di merito, anche in Cassazione il domicilio è ormai quello digitale risultante dei pubblici elenchi di cui all’articolo 16-sexies del decreto-legge 179 del 2012.

È ancora necessario chiedere la trasmissione del fascicolo ai sensi dell’articolo 369 ultimo comma?

No, la riforma ha soppresso l’ultimo comma dell’articolo 369. Al relativo adempimento provvederà la cancelleria.

È ancora possibile depositare il ricorso per cassazione a mezzo posta?

No, l’articolo 134 delle disposizioni di attuazione è stato abrogato.

Quali modifiche riguardano il controricorso?

Il controricorso, anche se contenente impugnazione incidentale diretta verso il ricorrente, non dovrà più essere notificato, ma dovrà essere depositato entro 40 giorni dalla notifica del ricorso principale (370.1). Ugualmente per la parte alla quale il ricorso sia stato notificato per integrazione a norma degli articoli 331 e 332 (372.2.).

Il controricorso contenente una impugnazione incidentale verso altra parte dovrà invece essere notificato e poi depositato.

Anche il ricorrente principale che intenda resistere al ricorso incidentale deve semplicemente depositare il controricorso (371.4).

Quali modifiche riguardano la produzione di altri documenti di cui all’articolo 372?

Non è più necessaria la notifica mediante elenco alle altre parti, ma il deposito può avvenire fino a 15 giorni prima dell’udienza o dell’adunanza in camera di consiglio.

Come funziona il nuovo filtro (380-bis)?

Nel caso in cui il presidente o un consigliere delegato ritengano il ricorso (e l’eventuale impugnazione incidentale) inammissibile, improcedibile o manifestamente infondato, potrà formulare una sintetica proposta di definizione del giudizio.

Qualora la parte intenda comunque ottenere la decisione, il difensore dovrà depositare una istanza sottoscritta, munito di procura speciale.

L’istanza va depositata entro 40 giorni.

In assenza dell’istanza di decisione il giudizio verrà dichiarato estinto.

Qual è il vantaggio per la parte che rinuncia a chiedere la decisione?

In questo caso la parte evita il pagamento del contributo unificato (se dovuto), limita la condanna alle spese (non essendo liquidata la fase decisionale) ed evita la condanna ex art. 96, commi 3 e 4.

Cosa accade invece se la parte chiede la decisione e il collegio conferma la proposta del presidente o del consigliere delegato?

In questo caso, oltre alla condanna alle spese e al pagamento del contributo unificato (se dovuto), la parte sarà condannata per lite temeraria e al pagamento di una sanzione amministrativa da 500 a 5000 € ai sensi dell’art. 96 commi 3 e 4.

È previsto l’intervento del pubblico ministero nel nuovo procedimento accelerato?

No.

In quali casi oggi la decisione con sentenza avviene in pubblica udienza?

A seguito della riforma, la decisione secondo il rito della pubblica udienza è divenuta un’ipotesi residuale, prevista nei casi in cui la questione di diritto sia di particolare rilevanza, nonché nel caso di revocazione ex art. 391-quater.

In tutti gli altri casi la corte decide in camera di consiglio.

Quali novità riguardano l’udienza pubblica?

L’art. 377 prevede che dell’udienza sia data comunicazione al pubblico ministero e agli avvocati delle parti almeno 60 giorni prima.

Il pubblico ministero ha la facoltà di depositare una memoria scritta 20 giorni prima dell’udienza, mentre i difensori delle parti possono depositarle fino a 10 giorni prima dell’udienza.

Si precisa che le memorie degli avvocati devono essere sintetiche ed avere carattere illustrativo.

L’udienza si svolge sempre in presenza (379).

Quali sono i nuovi termini per le memorie in caso di procedimento in camera di consiglio?

Il pubblico ministero potrà depositare le sue conclusioni scritte non oltre 20 giorni prima dell’adunanza in camera di consiglio mentre le parti non oltre 10 giorni prima.

Entro quali termini dovrà essere depositata la sentenza o l’ordinanza della corte di cassazione?

In caso di udienza pubblica entro il termine di 90 giorni, mentre in caso di pronuncia in camera di consiglio entro il termine di 60 giorni.

In quali casi è possibile chiedere la revocazione per contrarietà alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo?

Ai sensi dell’articolo 391-quater, le decisioni passate in giudicato il cui contenuto sia stato dichiarato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo contrario alla Convenzione ovvero ad uno dei suoi Protocolli possono essere impugnate per revocazione se ricorrono due condizioni:

  1. la violazione accertata dalla Corte europea ha pregiudicato un diritto di stato della persona;
  2. l’equa indennità eventualmente accordata dalla Corte europea ai sensi dell’articolo 41 della Convenzione non è idonea a compensare le conseguenze della violazione.

Entro quale termine si propone il ricorso per revocazione per contrarietà alla CEDU?

Il ricorso va proposto nel termine di 60 giorni dalla comunicazione o in mancanza dalla pubblicazione della sentenza della Corte europea.

L’accoglimento della revocazione pregiudica i diritti acquistati dai terzi in buona fede che non hanno partecipato al giudizio innanzi alla Corte europea?

No.

In quali casi il giudice di merito può disporre il rinvio pregiudiziale?

Ai sensi dell’articolo 363-bis il rinvio pregiudiziale può essere disposto quando la questione sia necessaria alla definizione anche parziale del giudizio e non sia stata ancora risolta dalla Corte di cassazione.

La questione deve presentare gravi difficoltà interpretative e deve essere suscettibile di porsi in numerosi giudizi.

Chi si pronuncia sull’ammissibilità del rinvio pregiudiziale?

Il Primo presidente, il quale è tenuto a valutare la sussistenza dei presupposti previsti dalla norma entro il termine di 90 giorni.

Qualora la questione sia ammissibile da chi viene decisa?

La questione può essere decisa dalle sezioni unite o dalla sezione semplice, sempre in pubblica udienza, con la requisitoria scritta del pubblico ministero e con la facoltà per le parti di depositare brevi memorie.

Come si conclude il procedimento?

Il procedimento si conclude con l’enunciazione del principio di diritto da parte della Corte, espressamente vincolante nel giudizio nell’ambito del quale è stata rimessa la questione.

Quando sono entrate in vigore le disposizioni che modificano il giudizio di cassazione?

Le norme sul ricorso per cassazione (capo III del titolo III del libro secondo, ossia gli articoli da 360 a 394 c.p.c.) e relative disposizioni di attuazione (capo IV), ossia gli articoli da 133 al nuovo 144-bis.1 disp. att. c.p.c.), come modificate dal D.Lgs. n. 149/2022, hanno effetto dal 1.1.2023 e si applicano ai giudizi introdotti con ricorso notificato da tale data.

Gli artt. 372, 375, 376, 377, 378, 379, 380, 380-bis, 380-bis.1, 380-ter, 390 e 391-bis c.p.c. si applicano anche ai giudizi introdotti con ricorso già notificato alla data del 1.1.2023 per i quali non è stata ancora fissata udienza o adunanza in camera di consiglio.


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.




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