La formulazione del motivo di ricorso per cassazione (Cass. 38944/2021)

Mirco Minardi

2.2. Un ricorso per cassazione così concepito viola i princìpi ripetutamente
affermati da questa Corte, a partire da Sez. 3, Sentenza n. 4741 del 04/03/2005, Rv. 581594 – 01, sino a Sez. un., Sentenza n. 7074 del
20/03/2017, secondo i quali il ricorso per cassazione è un atto nel quale si
richiede al ricorrente di articolare un ragionamento sillogistico così scandito:
(a) quale sia stata la decisione di merito;
(b) quale sarebbe dovuta essere la decisione di merito;
(c) quale regola o principio sia stato violato, per effetto dello scarto tra
decisione pronunciata e decisione attesa.

Questa Corte, infatti, può conoscere solo degli errori correttamente censurati, ma non può rilevarne d’ufficio, né può pretendersi che essa intuisca quale tipo di censura abbia inteso proporre il ricorrente, quando questi esponga le sue doglianze con tecnica scrittoria oscura, come si è già ripetutamente affermato (da ultimo, in tal senso, Sez. 1, Ordinanza n. 14856 del 27.5.2021; Sez. 3, Sentenza n. 21861 del 30.8.2019; Sez. 3, Ordinanza n. 11255 del 10.5.2018; Sez. 3, Ordinanza n. 10586 del 4.5.2018; Sez. 3, Sentenza
28.2.2017 n. 5036).

2.3. Ma anche a voler ritenere – benevolmente e per ipotesi – che il ricorrente abbia inteso concentrare in questo primo motivo di ricorso tre diverse censure, resterebbe il fatto che:
-) è inammissibile il motivo di ricorso per cassazione nel quale siano
mescolate censure diverse ed inestricabili (ex multis, Sez. 2 – , Sentenza n.
26790 del 23/10/2018 e Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 7009 del 17/03/2017,
secondo cui “l’articolazione di un singolo motivo in più profili di doglianza,
ciascuno dei quali avrebbe potuto essere prospettato come un autonomo
motivo, costituisce ragione d’inammissibilità dell’impugnazione quando la sua formulazione non consente o rende difficoltosa l’individuazione delle questioni prospettate”;
-) tanto il giudizio sulla liquidazione equitativa del danno, quanto il giudizio
sulla esistenza stessa del danno, costituiscono apprezzamenti di fatto riservati al giudice di merito ed incensurabili in sede di legittimità;
-) lo stesso è a dirsi per il giudizio sulla sussistenza di una condotta imprudente, per il giudizio sulla sussistenza del nesso di causa, per il giudizio di valutazione delle prove.

Pertanto il motivo di ricorso sia nella parte in cui si duole della liquidazione
equitativa del danno, sia nella parte in cui sostiene che “tutte le carte
processuali e tutte le difese” avrebbero dovuto indurre la Corte d’appello ad
una differente decisione, propone questioni esulanti dal perimetro del giudizio di legittimità, e per tale ragione inammissibili.

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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.




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