Emergenza Covid: dal 1° agosto 2020 in Cassazione le memorie si depositano nuovamente in cartaceo

Mirco Minardi

Con ordinanza 23184/2020 la S.C. ha affermato che dal 1° agosto 2020 è cessata la possibilità di depositare le memorie ex artt. 378, 3801bis, 380 bis, tramite PEC, atteso che in data 31.7.2020 è scaduto il protocollo con il Consiglio Nazionale Forense, nè è intervenuto il decreto del Ministro della Giustizia che preveda il deposito telematico degli atti, anche endoprocedimentali, nel giudizio di cassazione.

Queste le motivazioni:

la memoria ex art. 380-bis c.p.c dei controricorrenti è inammissibile in quanto trasmessa via pec e non depositata in cancelleria, attesa la limitata operatività della disciplina del processo telematico nel giudizio di cassazione (da ultimo Cassazione civile sez. un., 04/03/2020, n. 6074 in tema di deposito del ricorso);

tutti gli atti processuali in Cassazione sono ancora custoditi in cartaceo, essendo vigenti e applicati gli artt. 137 e 140 disp. att. c.p.c. che impongono alle parti il deposito in cancelleria, unitamente al ricorso e al controricorso di almeno tre copie in carta libera, nonchè di tre copie delle memorie, oltre a quelle per le altre parti già costituite;

considerata la grave situazione epidemiologica in atto, il legislatore, con la L. n. 27 del 2020, di conversione del D.L. n. 18 del 2020, ha introdotto l’art. 83, comma 11-bis; detta norma, con efficacia temporale limitata solo fino al 31 luglio 2020, stabilisce che innanzi alla Corte di cassazione il deposito degli atti e dei documenti da parte degli avvocati “può avvenire in modalità telematica nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. L’attivazione del servizio è preceduta da un provvedimento del direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia che accerta l’installazione e l’idoneità delle attrezzature informatiche, unitamente alla funzionalità dei servizi di comunicazione dei documenti informatici”;

tra le misure organizzative a norma del D.L. n. 18 del 2020, art. 83, comma 7, i dirigenti degli uffici giudiziari possono adottare “linee guida vincolanti per la fissazione e la trattazione delle udienze”.

nella Delib. 26 marzo 2020, il Consiglio Superiore della Magistratura ha dato precise indicazioni ai capi degli uffici giudiziari su come esercitare il potere previsto dal D.L. n. 18 del 2020, art. 83, commi 5 e 6; in particolare, nelle dette linee guida, il CSM invita direttamente i capi degli uffici a promuovere la stipula di protocolli con i Consigli dell’Ordine degli Avvocati locali, per individuare modalità condivise di partecipazione da remoto di tutti i soggetti del processo, ovvero modalità condivise della gestione dell’udienza a cd. trattazione scritta;

dando seguito alle linee guida dettate dal CSM, in data 9 aprile 2020, la Corte Suprema di Cassazione ha stipulato un protocollo d’intesa con il Consiglio Nazionale Forense e la Procura Generale presso la Corte di Cassazione “per la trattazione delle adunanze camerali ex art. 375 c.p.c. e delle udienze ex art. 611 c.p.p.”; l’obiettivo chiaro del Protocollo è quello di consentire ai consiglieri della S.C. di avere la disponibilità dei cd. “atti regolamentari”, senza necessità di accedere fisicamente nelle cancellerie delle sezioni civili della Corte;

il Protocollo deroga alla regola generale, contenuta nel codice di rito, a tenore del quale le copie analogiche degli atti processuali, comprese le memorie, devono essere depositate esclusivamente nella cancelleria della Corte, perchè è il cancelliere a curarne direttamente la trasmissione alla segreteria della Procura Generale, mettendole a disposizione delle altre parti private attraverso l’accesso in cancelleria; la ragione appare chiaramente legata all’esigenza di ridurre al massimo il carico delle cancellerie della Corte in tempi di cd. “lavoro agile”, unita alla estrema facilità con cui le copie informatiche degli atti possono essere trasmesse ad una pluralità di destinatari;

quanto agli atti endoprocedimentali e, in particolare, le memorie ex artt. 380-bis, 380-bis.1 e 380-ter c.p.c. e le conclusioni scritte del Procuratore Generale ai sensi degli artt. 380-bis.1 e 380-ter c.p.c., nel decreto n. 44 del 2020 adottato dal Primo presidente della S.C., successivamente integrato dai decreti nn. 47, 55 e 76 del 2020, si è chiaramente previsto che i difensori, utilizzando esclusivamente l’indirizzo elettronico presente nel Reginde, possono far pervenire alla Corte “motivi aggiunti e memorie a mezzo PEC”;

può sostenersi, allora, rientrando tra i poteri organizzativi accordati al capo dell’ufficio anche quello di autorizzare “lo scambio e il deposito in telematico di note scritte” (ai sensi del D.L. n. 18 del 2020, art. 83, comma 7, lett. h)), che siffatto potere potrebbe essere esercitato anche fuori dai casi previsti dall’attuale disciplina sul c.d. processo civile telematico;

è consentito in altre parole affermare che, nel quadro di grave emergenza epidemiologica in cui versava il paese, eccezionalmente il Primo Presidente potesse autorizzare le parti private e il Procuratore Generale a depositare gli atti endoprocedimentali (id est le cennate memorie e conclusioni scritte ex artt. 380-bis, 380-bis.1 e 380-ter c.p.c.), anzichè secondo il tradizionale canale – il deposito previo accesso nella cancelleria – mediante la posta elettronica certificata di cui al D.Lgs. 11 febbraio 2005, n. 68;

per il periodo successivo al 31.7. 2020, il D.L. 19 maggio 2020, n. 34, art. 221, come sostituito dalla L. 17 luglio 2020, n. 77, art. 1, comma 1, il quale, al comma 5, prevede che fino al 31.10.2020 nei procedimenti civili innanzi alla Corte di Cassazione, il deposito degli atti e dei documenti da parte degli avvocati possa avvenire in modalità telematica nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici;

l’attivazione del servizio deve però essere preceduta da un provvedimento del Direttore generale dei sistemi informatici e automatizzati del Ministero della Giustizia che accerti l’installazione e l’idoneità delle attrezzature informatiche, unitamente alla funzionalità dei servizi di comunicazione dei documenti informatici;

in data 31.7.2020 è scaduto il protocollo con il Consiglio Nazionale Forense, nè è intervenuto il decreto del Ministro della Giustizia che preveda il deposito telematico degli atti, anche endoprocedimentali, nel giudizio di cassazione;

ne consegue che le memorie depositate via pec dopo il 31 luglio sono inammissibili;

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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.




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