Contributo unificato a seguito di cassazione con rinvio: come si calcola?

Avatar photo

Quello del contributo unificato nel giudizio di rinvio è stato uno dei tipici casi di burocrazia schizofrenica. In pratica ogni Corte d’appello (o Tribunale) faceva a modo suo. C’era chi non lo chiedeva (ad es. Bologna), chi lo chiedeva nella misura prevista per il giudizio di primo grado e chi lo chiedeva con la maggiorazione, come un normale giudizio di impugnazione (ad es. Cagliari).

Nel 2018, nel Foglio di Informazione DGGC n.ro 3, il provvedimento 14 maggio
2018 del Direttore Generale Affari Interni del Dipartimento Affari di Giustizia, emesso in riposta a quesito posto dal Presidente della Corte d’Appello di Catania, veniva massimato in forma
sintetica come segue: “contributo unificato – Procedimento di Cassazione – Giudizio di rinvio:
il giudizio che si svolge in riassunzione dinanzi alla Corte di Appello a seguito di rinvio della
Corte di cassazione non può essere considerato impugnazione aifini del pagamento del contributo unificato”.

In molti uffici si sviluppava una interlocuzione interna conseguente ai dubbi ingenerati dalla sommaria esposizione del contenuto del provvedimento di cui sopra, che non sembrava esplicitamente confermativo della debenza del CU; all’esito, alcuni di essi aderirono alla interpretazione che allora sembrava più convincente anche in conformità a quanto statuito dalla circ. DAG 13.5.2002 n.3 e, ritenendo di dover considerare il giudizio civile di rinvio da Cassazione non come un grado del processo,
ma come una fase rescissoria del procedimento, si propendeva per la non debenza del contributo
unificato.

La motivazione competa del citato provvedimento 14 maggio 2018 veniva conosciuta solo
in seguito alla sua pubblicazione sul Foglio di informazione della Direzione generale degli
affari interni – Anno 2022 – Rassegna sul contributo unificato del 06.12.2022, nel quale lo
stesso provvedimento è richiamato con la sintetica esposizione “Giudizio di rinvio dinanzi al
giudice di appello -Pagamento del contributo unificato -E’ dovuto ”; nel corpo dello stesso
si chiarisce che “il giudizio che sisvolge in riassunzione dinanzi alla Corte di appello a seguito
di rinvio della Corte di cassazione sconta il pagamento del contributo unificato determinato
secondo i criteri individuati dal d.P.R. n. 115/2002; tale giudizio, tuttavia, non può essere
considerato “impugnazione ”, ai fini della determinazione del quantum dovuto a titolo di contributo unificato, con la conseguenza che non si applicherà l’art. 13, comma 1-bis, del d.P.R.
n. 115 del 30 maggio 2002.

Nel mese di marzo di quest’anno (2023) la Corte d’appello di Bologna che aveva sempre escluso la necessità di versare il c.u. in caso di riassunzione ex art. 392 c.p.c., ha dunque precisato che esso è dovuto nella misura calcolata per il giudizio di primo grado.

Tutti i miei articoli sul ricorso per cassazione.

La supervisione del ricorso per cassazione.

 Contatti.


Share
Avatar photo

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.


Un commento:

  1. Nico

    Da un lato e’ definita (la riassunzione) “atto endoprocessuale”, mantenendo la sua struttura unitaria, anche con riferimento alle decadenze e preclusioni, per quanto riguarda il cuc, NO .
    …solito mantra : servono i soldi ! ! …soldi, soldi, soldi. E l’art. 24 Cost. ?



Lascia un commento

  • (will not be published)

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*