Come si determina la competenza per territorio nelle cause di lavoro, in caso di simulazione.

Mirco Minardi

Il caso è questo.

Dovete agire in giudizio per far accertare che un contratto di collaborazione coordinata e continuativa in realtà dissimulava un rapporto di lavoro subordinato.

Ai sensi dell’art. 413, II comma, c.p.c. competente per territorio è il giudice nella cui circoscrizione è sorto il rapporto, ovvero si trova l’azienda o una sua dipendenza alla quale è addetto il lavoratore o presso la quale egli prestava la sua opera al momento della fine del rapporto.

Il IV comma stabilisce invece che competente per territorio per le controversie previste dal numero 3 dell’articolo 409 è il giudice nella cui circoscrizione si trova il domicilio dell’agente, del rappresentante di commercio ovvero del titolare degli altri rapporti di collaborazione di cui al predetto numero 3 dell’articolo 409.

Si supponga che l’attore risieda in un comune sito in un circondario diverso rispetto a quello dove ha sede l’azienda o dove è sorto il rapporto.

Quid juris?

La giurisprudenza ha affrontato questioni come queste, affermando che in tali casi prevale l’aspetto sostanziale della domanda, con conseguente applicazione dei criteri di cui al secondo comma e quindi:

  • il luogo ove si trova l’azienda o una sua dipendenza alla quale è addetto il lavoratore;
  • o presso la quale egli prestava la sua opera al momento della fine del rapporto;
  • il luogo ove è sorto il rapporto.

In particolare è stato affermato che “la competenza si determina in base al contenuto della domanda introduttiva del giudizio – e, in caso di più domande l’una all’altra subordinata, in base al contenuto della domanda principale – e non già secondo l’oggetto dell’indagine di merito che il giudice deve compiere per la decisione della controversia.

Pertanto, ove l’attore deduca la simulazione di un contratto di agenzia, in quanto dissimulante un rapporto di lavoro subordinato, e chieda la condanna del datore di lavoro al pagamento delle differenze retributive inerenti al contratto dissimulato, deve farsi riferimento – ai fini dei criteri determinativi della competenza per territorio – al comma 2 dell’art. 413 c.p.c., che riguarda i rapporti di lavoro subordinato, e non al successivo comma 4 (nel testo introdotto dalla l. 11 febbraio 1992 n. 128, inerente ai rapporti di agenzia o rappresentanza commerciale o di collaborazione di cui al comma 3 dell’art. 409 n. 3 c.p.c.)”, Cassazione civile , sez. lav., 07 ottobre 1993, n. 9929.


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.


Un commento:

  1. Antonio Ruso

    Salve Avvocato, vorrei chiederle un informazione riguardo una vertenza al mio ex datore di lavoro. Premetto che per circa un anno non mi ha pagato, non mi ha versato contributi e non ho potuto chiedere disoccupazione. E’ più di un anno che il mio Avvocato non riesce ad ottenere nessuna risposta da questa persona. E’ possibile che non riuscirò a rifarmi mai su questa persona o forse l’Avvocato sta lavorando non al massimo? L’eventuale causa, si farebbe nel Comune dove ha sede l’azienda o anche nel mio di Comune?
    La ringrazio.



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