La determinazione del compenso del CTU.

Mirco Minardi

Abbiamo già detto che la liquidazione del compenso del CTU è disciplinata dagli artt. 49 ss. del DPR n. 115/2002, i quali determinano i criteri generali di liquidazione, mentre la misura degli onorari è stabilita dal DM 30/5/2002.

Ai CTU spettano:

(a) l’onorario (fisso, variabile o a tempo);

(b) l’indennità di viaggio e di soggiorno;

(c) le spese di viaggio;

(d) il rimborso delle spese sostenute per l’adempimento dell’incarico.

Nel determinare gli onorari variabili il magistrato deve tener conto delle difficoltà, della completezza e del pregio della prestazione fornita. In caso di urgenza gli onorari fissi e variabili possono essere aumentati, sino al venti per cento (art. 51).

Per le prestazioni di eccezionale importanza, complessità e difficoltà gli onorari possono essere aumentati sino al doppio (art. 52, 1° comma), con potere discrezionale non sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivato.

Se la prestazione non è completata nel termine originariamente stabilito o entro quello prorogato per fatti sopravvenuti e non imputabili all’ausiliario del magistrato, per gli onorari a tempo non si tiene conto del periodo successivo alla scadenza del termine e gli altri onorari sono ridotti di un terzo (art. 52, 2° comma).

Nel caso di incarico collegiale il compenso globale è determinato sulla base di quello spettante al singolo, aumentato del quaranta per cento per ciascuno degli altri componenti del collegio, a meno che il magistrato disponga che ognuno degli incaricati debba svolgere personalmente e per intero l’incarico affidatogli (art. 53).

Per le indennità e spese di viaggio e di soggiorno, si applica il trattamento previsto per i dipendenti statali. L’incaricato è equiparato al dirigente di seconda fascia del ruolo unico, di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. È fatta salva l’eventuale maggiore indennità spettante all’incaricato dipendente pubblico (art. 55, 1° comma). Le spese di viaggio, anche in mancanza di relativa documentazione, sono liquidate in base alle tariffe di prima classe sui servizi di linea, esclusi quelli aerei (art. 55, 2° comma). Tuttavia, quelle avvenute con mezzi aerei o con mezzi straordinari sono rimborsate se preventivamente autorizzate dal magistrato (art. 55, 3° comma).

Il consulente è tenuto a presentare una nota specifica delle spese sostenute per l’adempimento dell’incarico e allegare la corrispondente documentazione (art. 56, 1° comma). Il magistrato accerta le spese sostenute ed esclude dal rimborso quelle non necessarie (art. 56, 2° comma).

Se il consulente è stato autorizzato ad avvalersi di altri prestatori d’opera per attività strumentale rispetto ai quesiti posti con l’incarico, la relativa spesa è determinata sulla base delle tabelle di cui all’articolo 50 (art. 56, comma 3).

Quando le prestazioni di carattere intellettuale o tecnico hanno propria autonomia rispetto all’incarico affidato, il magistrato conferisce incarico autonomo (art. 56, comma 4°).

Questo, in estrema sintesi, il quadro normativo. Vediamo alcune questioni ricorrenti.

Anzitutto, il potere del giudice di liquidare il compenso permane finché il giudizio non divenga definitivo; dopo tale momento il giudice perde il proprio potere e l’eventuale provvedimento va considerato abnorme e quindi ricorribile in Cassazione ex art. 111 Cost. In tal caso, il CTU potrà ricorrere al decreto ingiuntivo, sempre che non sia decaduto dall’istanza ex art. 71 D.P.R. 115/2002 (Cass. 31 dicembre 2009, n. 28299).

Affinché maturi il diritto alla liquidazione del compenso occorre che l’attività possa essere utilizzata nell’ambito del processo; pertanto non ha diritto al compenso il CTU che abbia redatto un elaborato nullo ovvero non conferente all’incarico conferitogli (Cass. 234/2011).

La tabella ministeriale del 30/05/2012 non ricomprende tutte le tipologie di perizia e di consulenza. In questo caso, se non è possibile ricorrere all’analogia, il giudice deve adottare il criterio delle vacazioni. Ad esempio, l’incarico avente ad oggetto l’indagine di carattere psicologico in vista della decisione sull’affidamento dei figli nell’ambito di un procedimento di separazione personale tra i coniugi è stato ricondotto, per analogia appunto, nell’ipotesi contemplata dall’art. 24 del D.M. 30 maggio 2002 per la consulenza in materia psichiatrica.

L’adozione del sistema delle vacazioni ha dunque carattere residuale ed è quindi applicabile ove manchi una diversa e specifica previsione tariffaria o non sia possibile un’estensione analogica delle ipotesi tipiche di liquidazione secondo il criterio della percentuale (Cass. 20088/2010). La decisione di liquidare gli onorari a tempo e non a percentuale è incensurabile in sede di legittimità, se adeguatamente motivata (Cass. 17685/2010).

L’onorario è omnicomprensivo e riguarda tutte le attività complementari ed accessorie che, pur non essendo specificamente previste in sede di conferimento dell’incarico, risultano tuttavia strumentali all’accertamento tecnico; al contrario il principio della onnicomprensività non trova applicazione in presenza di una pluralità di indagini non interdipendenti, che presuppongono necessariamente una pluralità di incarichi di natura differente, come nel caso di richiesta di rilievi topografici e planimetrici da un lato, e di attività di stima dei beni dall’altro che, in quanto previsti distintamente dagli art. 12 e 13, comportano una liquidazione autonoma del compenso  (Cass. 7174/2010). Qualora al CTU sia demandato di svolgere indagini eterogenee su oggetti e con criteri di natura diversi, il compenso va riconosciuto per ogni singola indagine (Cass. 24096/2011); al contrario, se la questione è unica anche il compenso sarà unitario.

Talvolta i consulenti chiamati a chiarimenti depositano una nota spese integrativa; in realtà i chiarimenti non costituiscono un’attività ulteriore ed estranea rispetto a quella, già espletata e remunerata, oggetto di consulenza, ma un’attività complementare, integrativa e necessaria, al cui compimento il consulente tecnico d’ufficio può essere tenuto qualora gli venga richiesto (il che normalmente accade quando la relazione depositata non possa dirsi esaustiva), e di conseguenza in relazione ad essi non spetta un compenso ulteriore rispetto a quello già percepito per la consulenza tecnica (Cass. 2 marzo 2006 n. 4655).

Non di rado il CTU deposita la relazione in ritardo. Come abbiamo visto detto ritardo ha delle conseguenze sul piano dei compensi oltre che su quello disciplinare. Difatti, ai sensi del comma 2 dell’art. 52 del D.P.R. 115/2002 se la prestazione non è completata nel termine originariamente stabilito o entro quello prorogato per fatti sopravvenuti e non imputabili all’ausiliario del magistrato, per gli onorari a tempo non si tiene conto del periodo successivo alla scadenza del termine e gli altri onorari sono ridotti di un terzo. In origine la riduzione era di un quarto, ma il comma è stato modificato dall’articolo 67, comma 3, lettera b), della legge 18 giugno 2009, n. 69. Come si vede, l’istanza di proroga chiesta in assenza di giustificati motivi non impedisce il mancato riconoscimento degli onorari a tempo per l’attività svolta dopo l’originaria scadenza, come pure non impedisce la riduzione di un terzo degli altri onorari. La riduzione, in caso di ritardo non giustificato, non rientra nel potere discrezionale del giudice in quanto sia la formulazione (…sono ridotti di un terzo), sia la ratio della norma (garantire una celere definizione del procedimento nell’ottica del giusto processo) non consente una diversa interpretazione.

Qualora il CTU si avvalga, dietro autorizzazione del giudice, di terzi collaboratori per lo svolgimento di attività strumentali, trovano applicazione le medesime tabelle con cui deve essere determinata la misura degli onorari dei consulenti tecnici, anche in virtù della natura di munus publicum che caratterizza l’incarico assegnato al CTU del quale l’ausiliario non può ignorare l’esistenza e che, inevitabilmente, si riflette anche sul rapporto tra l’ausiliario e il CTU. Pertanto, la liquidazione delle spese dovute a detti ausiliari autorizzati deve avvenire alla stregua degli artt. 50 e 56, comma 3, del d.P.R. n. 115 del 2002 (Cass. 10978/2012). Nessun compenso è dovuto, invece, nel caso in cui manchi l’autorizzazione del giudice(cfr. Cass. 30 marzo 2006 n. 7499).

Gli onorari, come abbiamo visto, sono spesso ancorati al valore della lite, determinato in base alla domanda, ed in relazione agli importi o ai beni oggetto di contestazione e per i quali è stata disposta la consulenza tecnica (Cass. 22959/2011). Per cause di valore indeterminabile si intendono soltanto le cause aventi ad oggetto beni in suscettibili di valutazione economica. Pertanto, la causa di divisione di un patrimonio immobiliare non può mai essere definita di valore “indeterminabile”, nemmeno allorché l’attore non abbia indicato la consistenza del patrimonio nell’atto di citazione. In questo caso, il compenso dovuto al consulente tecnico d’ufficio chiamato alla stima dei beni da dividere non può essere liquidato col criterio delle vacazioni, applicabile nel caso di causa di valore indeterminabile, ma col criterio a scaglioni, di cui all’art. 3 D.M. 30 maggio 2002, che va applicato dal giudice in base al valore risultante dagli atti e, se del caso, dalla stessa consulenza d’ufficio (Cass. 3024/2011).

Per quanto concerne il rimborso spese per l’espletamento dell’incarico diversamente da quelle di viaggio, in base alla disciplina recata dall’art. 56 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, il  consulente tecnico d’ufficio ha l’onere di allegare una nota specifica relativa a dette spese e ne fornisca documentazione (Cass. 3024/2011).

Da ultimo, ricordiamo che le spettanze del consulente tecnico di parte devono essere determinate in base alle tariffe professionali e non in base a quelle ministeriali, in quanto egli svolge attività di natura squisitamente difensiva, ancorché di carattere tecnico, mirando a sottoporre al giudicante rilievi a sostegno della tesi difensiva della parte assistita. Non è possibile, quindi, ricorrere ai criteri seguiti per la determinazione delle spettanze del consulente tecnico d’ufficio, la cui attività non si ricollega a un rapporto contrattuale (Cass. 19399/2011).


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Mirco Minardi

Avvocato, blogger, relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e delle seguenti monografie: Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo civile di cognizione. Manuale di sopravvivenza per l’avvocato, Lexform Editore, 2009; Le trappole nel processo civile, 2010, Giuffrè; L’onere di contestazione nel processo civile, Lexform Editore, 2010; L’appello civile. Vademecum, 2011, Giuffrè; Gli strumenti per contestare la ctu, Giuffrè, 2013; Come affrontare il ricorso per cassazione civile, www.youcanprint.it, 2020.

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68 commenti:

  1. Compensi CTU

    Caro Mirco,

    in relazione ad un incarico conferito al C.T.U. per la determinazione del valore di un compendio immobiliare (appartamenti)finalizzato all’accertamento delle quote di legittima in una causa in materia successoria, il valore della lite da prendersi a riferimento per gli onorari è quello determinato dalla domanda complessiva dell’attore?

    In altri termini, si consideri – a mero titolo di esempio – una domanda attorea tesa all’accertamento della sua quota di legittima posta di valore indeterminato , onnicomprensiva di euro 120 , di cui euro 100 derivanti dal calcolo della quota di legittima riferita al compendio immobiliare e le altre 20 di natura divisoria (mobilio e altri beni rinvenuti nell’abitazione del de cuius) e compendio immobiliare complessivamente accertato dal ctu di euro 500,00.

    Il valore di causa supposto a fondamento degli onorari del ctu è pari ad euro 500 (valore complessivo immobili), euro 100 (domanda attore per quota legittima sul compendio immobiliare 500), oppure è pari al complessivo del valore di lite 120?

    In attesa di una tua pregiata risposta, un caro saluto

  2. Sciortino Ciro

    Egregio Avvocato Mirco Minardi, al momento sono alle prese per presentare Ricorso avvero il decreto di liquidazione al ctu. Poichè l’art. 170 del D.P.R. 115/2002 non prevede più giorni 20 entro cui presentarlo. Poichè il mio legale non ha le idee chiare ed i 20 gg. scadono proprio oggi. Le sarei grato se mi portasse a conoscenza da quale articolo del D. Lgs. 150/2011,o di altra legge, si evince “inconfutabilmente” che la scadena in questione è di 30 gg, significando che il mio ricorso ex art. 1168 c.c. e 703 c.p.c.l’ho presentato a giugno del 2012.
    Complimenti per il contenuto della sua collana che ho comprato e che, fino al momento,ne ho fatto veramente tesoro.
    Con riguardo
    Ciro Sciortino Maresciallo O. dei Carabinieri “Vittima del Dovere”

  3. Federico

    Ciao Mirco,
    io non credo sia possibile nominare più CTP qualora il giudice abbia nominato un solo CTU. E non solo perché l’art. 201, come evidenzi tu, si esprime al singolare parlando di “un loro consulente tecnico”. Ma anche in considerazione della lettera della norma contenuta nell’art. 87 codice di rito, ove il legislatore ha specificato che “la parte può farsi assistere da uno o più avvocati”; per poi aggiungere “e anche da un consulente tecnico”. Insomma, in questo caso, se avesse voluto prevedere la possibilità di nominare più consulenti tecnici, il legislatore l’avrebbe previsto, come ha fatto per la nomina “di uno o più avvocati”.
    Ciao,
    Federico

  4. Patrizia

    Gent.mo Avv. Minardi,poiché non sono pratica, vorrei chiederLe cosa posso fare se il giudice – magari anche su richiesta di controparte e nonostante mia opposizione – formula per il CTU un quesito esplorativo o che rimedia alle carenze delle allegazioni di controparte? Come e quando posso sollevare tale eccezione, a questo punto, nei confronti del Giudice che ha formulato un quesito esplorativo? Ringrazio anticipatamente e complimenti per la Sua chiarezza e professionalità. Cordiali saluti

  5. Eugenio S. Cafasso

    Egr. Collega,
    mi permetto di segnalare un’ordinanza che “sdrammatizza” ulteriormente gli aspetti formalistici relativi alla nomina del CTP, in quanto sembra recepire la diffusa prassi, giustamente definita irrituale a mente dell’art. 201, della nomina dinnanzi al CTU.
    In tal senso, Trib. Roma (Ord.), 07/04/2004
    A.T.I. Alpine Bau-Grassetto-Toto c. Bonifica s.p.a. ed Aeroporti di Roma s.p.a.
    “La nomina del consulente tecnico di parte può essere validamente fatta dinanzi al consulente tecnico d’ufficio con dichiarazione ricevuta da quest’ultimo.”

    FONTI
    Gius, 2004, 2450

  6. Riccardo

    Preg.mo Collega,

    il 19 agosto scorso un mio domiciliatario mi inviava via fax un decreto di liquidazione delle spese di CTU depositato in cancelleria il 7 agosto. Io sono rientrato dalla ferie il 2 settembre.
    Le chiedo se il termine decadenziale di 20 giorni sia sospeso ed inizierà a decorrere dal 16 settembre oppure è già decaduto.
    La ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti

  7. Pietro

    Egr. Avv. Minardi,
    a seguito di ATP,ho chiesto al giudice di nominare CTU per accertare se i danni derivati ad una parete di un immobile rustico fossero conseguenza del traliccio in calc immesso dall’ Enel a distanza di 80-90 cm dalla stessa.
    Nominato il CTU ed espletato il relativo sopralluogo, quest’ ultimo si limitava ad escludere incontrovertibilmente che tali danni derivassero dal traliccio in calc.
    Il giudice liquidava gli onorari in € 1.000 oltre iva e cpa (valore della causa € 8.000) ordinando il pagamento esclusivamente a parte ricorrente.
    Le chiedo, se tale compenso deve considerarsi sproporzionato rispetto al D. 30.maggio 2002, considerato altresì che il medesimo CTU limitandosi ad escludere tale nesso-eziologico ha eluso di conseguenza gli altri quesiti.
    A mio modesto giudizio il giudice avrebbe dovuto applicare l’art. 11 del suddetto Decreto, motivo per cui tale liquidazione risulta eccessiva.
    Ringrazio anticipatamente e complimenti per il manuale “COME SI CONTESTA UNA CTU” utilissimo ai fini della redazione delle note conclusive.
    Cordiali saluti

  8. Claudia

    Se il ctp invia le osservazioni dopo il termine fissato dal giudice e dopo il deposito della relazione cosa deve fare il ctp?

  9. Giulia

    Egregio avvocato, ho un dubbio: in caso di valore della causa che varia in funzione del tempo di durata del processo (in quanto collegato ad espletamento di mansioni superiori), il valore della causa deve essere considerato indeterminabile? mi spiego se il processo dura 12 mesi, il valore sarà la differenza stipendiale moltiplicato 12; ma se la durata del processo è 24 mesi, il valore sarà la differenza stipendiale moltiplicato 24).
    La ringrazio perla risposta

  10. Vincenzo

    Salve,per un sopralluogo di un impianto di telecamera con la nomina dell’ UTC del tribunale visto che il monitor si trova nel mio appartamento la parte denunciata e autorizzata ad entrare con il suo legale a casa mia grazie,resto in attesa vostra notizie

  11. Roberto

    Egregio avvocato avrei bisogno di un suo parere a seguito di un sinistro mortale riguardante mio padre lui da pedone abbiamo nominato un avvocato al quale abbiamo pagato delle consulenze tecniche a dei periti di parte un medico legale un perito ricostruttore Di incidenti e una spicologa giuritica questi gia’ pagati.il nostro legale a depositato tutto in tribunale.il problema adesso e’ che purtroppo abbiamo dovuto revocargli il mandato e’ lui insieme alla parcella ci dice che dobbiamo trovare altri consulenti dato che questi lavoravano nel suo studio.ora alla luce dei fatti dato che loro anno fatto le perizie e’ sono stati pagati non verranno in tribunale a testimoniare e’ normale oppure no?e come mi posso attrezzare per il futuro data che l udienza futura non e’ molto lontana?la ringrazierei di cuore di un vostro consiglio grazie.

  12. Roberto

    Buonasera egr avvocato minardi le scrivo per un suo parere,le scrivo perché’ abbiamo perso nostro padre da pedone travolto da una autovettura abbiamo dato incarico ad un legale che a sua volta a nominato dei consulenti di parte un medico legale un ingegnere ricostruttore e’ una spicologia giuridica pagati da noi profumatamente ora per ragioni personali abbiamo revocato l incarico al nostro legale, siamo costituiti parte civile nel penale e a fine mese c e’ l apertura del dibattimento l’ex legale oltre la notula spese ci dice che dobbiamo nominare altri consulenti in futuro dato che loro lavorano nella sua e chip ora la domanda è’ la seguente dato che loro anno già’ depositato le perizie nel fascicolo è’ breve ci sarà’ l udienza di comparizione delle prove e’ comunque il loro lavoro l ho abbiamo già’ pagato non dovrebbero almeno venire per testimoniare le loro relazioni scritte? Ne ho sentito uno di loro e mi a detto che non verrà’ in udienza le sembra corretto oppure no? La ringrazio per una sua gentilissima risposta buonasera.

  13. Mario Pinto

    Egregio avvocato, avrei bisogno del suo parere sull’entità dei compensi richiesti da un CTU in un procedimento di ATP relativo ai danni da infiltrazione d’acqua verificatisi nel mio appartamento e derivanti da una tubatura condominiale. Dopo aver fatto due accessi il CTU ha prima inviato una bozza di relazione e poi la CTU definitiva nella quale, da un lato, confermava che i danni erano riconducibili ad una pluviale condominiale e, dall’altro, accertava tali danni in € 6000 circa a fronte degli 8000 stimati dal mio CTP. Contestualmente ha depositato istanza di liquidazione chiedendo un importo di € 2.083 oltre IVA, così giustificato: € 101 per spese vive (fotocopie, raccomandate e spese di viaggio), € 500 per “onorario fisso per rilievi ex art. 12 Decreto 20.05.2002”, € 1.482 per onorario vacazioni (181 ore totali, di cui 20 per studio atti di causa (solo i nostri perchè il Condominio non si è costituito), 120 per stesura relazione e 30 per risposta alle note del CTP). Secondo il mio avvocato bisogna aspettare che il giudice emetta il decreto di liquidazione e poi eventualmente fare opposizione.
    Lei che ne pensa? Secondo lei sono legittime le richieste del CTU per onorario vacazioni? E se non sono dovute non è il caso di segnalare la cosa al giudice prima che esamini la questione?
    La ringrazio anticipatamente per la disponibilità e la saluto

  14. Ciro Sciortino

    Al mio appello, controparte ne ha chiesto l’inammissibilità ex art. 10, co. 6. D. Lgs. n. 150/2011 (non è previsto l’appello alla sentenza del Tribunale)!
    Il 21/09/16 NON si è avuta la prima udienza perche la C. di A. l’ha rinviata al 05/12/2018.
    La mia domanda è:”come posso uscirne”?
    Ho letto che anziche presentare appello si doveva presentare Ricorso in Cassazione!
    C’è una soluzione? Per chè il mio Avvocato non ne ha idea!!!
    Con riguardo
    Ciro Sciortino Maresciallo O. dei Carabinieri in congedo “Vittima del dovere”

  15. Alessandro

    Egr. Avvocato,
    vorrei porLe una questione. Il Giudice con ordinanza “concede al CTU giorni 60 per l’invio della bozza alle parti e 30 giorni alle parti per eventuali note critiche”.
    Qual è il dies a quo per inviare le nostre osservazioni alla bozza? La data di scadenza dei 60 giorni oppure il giorno in cui il CTU ha inviato la bozza?
    La ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
    Cordiali saluti.

  16. Massimo

    Buongiorno avvocato, desideravo conoscere il suo pensiero in ordine a tale problematica riguardante la liquidazione del compenso al Ctu.
    Materia diritto bancario anatocismo usura.
    Spesso i quesiti sono molto articolati (ad es verifichi che le condizioni pattuite nei contratti siano state effettivamente applicate, verifichi il calcolo con anatocismo senza anatocismo, verifichi se si sono superate le soglie usura, …. Solo per fare qualche esempio).
    Mi chiedo: come si deve procedere in questi casi per la richiesta di liquidazione del compenso ? (Nel mio caso i l quesito si articola fino alla lettera h con sottopunto per alcune lettere)

    Devo valorizzare il solo dato del valore della causa ai fini del contributo unificato?

    Oppure devo valorizzare la somma dei risultati ottenuti con la risposta ai vari quesiti? In questo caso il fatto che alcuni quesiti richiedano una lunga e impegnativa attività ma non portino a numeri (ad esempio accertare se le condizioni pattuite anche con ius variandi siano state poi effettivamente applicate) deve essere valutata per la liquidazione del compenso? Come, con vacazioni?
    Grazie per quanto riuscirà
    Cordiali saluti

  17. Vito

    Gentile Avv. Minardi,
    non riesco a trovare la pronuncia delle Sezioni Unite sul termine ultimo per la contestazione della CTU. Può aiutarmi?

  18. Cristina

    Buongiorno volevo chiedere quanto tempo ho per far ricorso ad una ctu che a mio giudizio nn e stata fatta bene….anzi ha evidenziato in modo positivo il padre e in modo superficiale la madre…..parlo di una perizia pet affidamento condiviso grazie mille

  19. Cristina

    Buonasera….quindi le osservazioni vanno fatte prima dell udienza? Al mio ctp…..e se lui nn valuta positive le mie osservazioni dopo l udienza posso contestare ? Grazie mille

  20. Gennaro

    Buonasera avvocato Mirco mirandi
    Nel 2011 (ottobre) è morto mio fratello
    Che aveva intestato una polizza vita
    A me e l’altro mio fratello.
    La polizza scadeva il 2018 .
    Più o meno erano 50000 euro
    Però non aveva versato per gli ultimi
    18-20 mesi.
    Mio fratello aveva versato per più di
    10 anni
    Ci hanno fatto conoscere un avvocato
    Che ci a fatto prima prendere 10.000 euro
    Dicendo che non c’era niente più
    Dopo qualche anno mi ha telefonato un suo collega dicendo che dovevamo
    Fare un ricorso al C.t.u
    Ed era una bella sommetta.
    Mi ha fatto andare a me al Vomero
    A portare 761 euro ad un
    Commercialista,e dopo un anno
    Mi ha fatto avere solo 680
    Sarebbe a dire 81 euro in meno.
    La cosa che non ho capito
    La polizza era intestata a due persone
    (Io e mio fratello)
    È normale che abbiamo ricevuto
    L’assegno intestato a una sola persona?
    Grazie anticipatamente

  21. Ciro Sciortino

    Prag.mo Avv. Mirco Minardi, poichè il mio Avvocato è coperto di assicurazione, non dovrebbe farne denuncia alla propria assicurazione per risarcirmi i danni?
    Ed ancora, per caso era previsto il Ricorso in Cassazione o neppure quello?
    Con riguardo
    Bagheria, 30 gennaio 2017
    Ciro Sciortino

  22. Romeo

    Gent.mo avvocato,
    vorrei sapere se ci sono dei termini per il G.I. per il decreto di liquidazione di una parcella del CTU. In altre parole dopo la richiesta di liquidazione da parte del CTU avvenuta una settimana dopo il deposito (nei termini) della relazione, c’è un termine per il G.I. entro il quale procedere al decreto di liquidazione? può essere fatto un sollecito.
    Molte grazie.
    Romeo

  23. Gennaro

    Gennaro gennaio 24th, 2017
    Buonasera avvocato Mirco mirandi
    Nel 2011 (ottobre) è morto mio fratello
    Che aveva intestato una polizza vita
    A me e l’altro mio fratello.
    La polizza scadeva il 2018 .
    Più o meno erano 50000 euro
    Però non aveva versato per gli ultimi
    18-20 mesi.
    Mio fratello aveva versato per più di
    10 anni
    Ci hanno fatto conoscere un avvocato
    Che ci a fatto prima prendere 10.000 euro
    Dicendo che non c’era niente più
    Dopo qualche anno mi ha telefonato un suo collega dicendo che dovevamo
    Fare un ricorso al C.t.u
    Ed era una bella sommetta.
    Mi ha fatto andare a me al Vomero
    A portare 761 euro ad un
    Commercialista,e dopo un anno
    Mi ha fatto avere solo 680
    Sarebbe a dire 81 euro in meno.
    La cosa che non ho capito
    La polizza era intestata a due persone
    (Io e mio fratello)
    È normale che abbiamo ricevuto
    L’assegno intestato a una sola persona?
    Grazie anticipatamente

  24. Anna

    Egregio Collega,
    leggendo il Suo interessante articolo, mi è sovvenuta una questione.
    In un processo per responsabilità medica, il G.I. all’atto del conferimento dell’incarico al C.T.U. ha così disposto: “le parti sono onerate della trasmissione al C.T.U. dei CD i cui referti cartacei siano già in atti”.
    I CD materialmente non sono agli atti.
    All’esito della C.T.U., se del caso, potrebbe essere sollevata eccezione di nullità per utilizzo di documenti non ritualmente prodotti? Oppure, vista l’ordinanza del G.I., li si ritiene essere stati acquisiti con il consenso e quindi che siano utilizzabili?
    E’ preferibile allora sollevare tale rilievo in sede di operazioni peritali, non acconsentendo all’utilizzo? O, ancor prima, la questione andava sollevata successivamente all’ordinanza?
    La ringrazio per l’occasione di confronto.
    Cordiali saluti.
    Anna

  25. Natalina

    Gentile Avvocato, vorrei porle un quesito: in un processo esecutivo sono intervenuta (prima di me ne sono intervenuti altri 3) dopo quattro mesi dalla emissione del decreto di liquidazione delle spese al ctu (il GE – nel novembre 2016- nel decreto le pone provvisoriamente a carico del procedente e degli intervenuti). Ora questi creditori all’ultima udienza hanno chiesto al GE che ponesse tali spese anche a mio carico. Io mi sono opposta dicendo che all’epoca del provvedimento del GE non ero neanche creditore in questo giudizio e che non ho mai interloquito col ctu (che fu persino chiamato a chiarimenti) perché sono intervenuta a “giochi fatti”.
    È vero che vige il 170 del dpr 115/02, ma è anche vero che quei creditori non potevano prevedere che sarei intervenuta dopo 4 mesi…
    Mi chiedo se il decreto è modificabile dal GE nel senso che può addossare le spese anche a me. Come potrei contrastare tale eventualità? Fiduciosa in una sua sollecita risposta, la ringrazio per l’attenzione prestata!

  26. Domy

    Gentile Avvocato,
    avrei un quesito. Nel 2013 ho ottenuto dal Tribunale la verifica delle mie posizioni bancarie con la nomina di un CTU.
    A luglio del 2015 il CTU chiama noi attori e banca convenuta per le sue conclusioni: noi ci siamo la banca no.
    A dicembre 2015 il CTU deposita in Tribunale le sue valutazioni. In due anni l’istituto di credito non contesta nulla.
    Prima di agire in giudizio, come prevede l’iter, abbiamo convocato la Banca per “tentata mediazione”, l’avvocato si presenta dichiarando “di contestare fortemente la CTU”.
    Il mio quesito: visto che in sede di convocazione da parte del CTU, e tanto meno una volta che la stessa CTU è stata depositata, la Banca non ha sollevato alcuna questione può farlo ora?
    Ci sono dei termini o scadenze entro cui la Banca avrebbe dovuto fare le sue contestazioni?
    Grazie per l’attenzione.
    Cordiali saluti

  27. Mirco Minardi

    @Domy: le contestazioni si fanno nel termine previsto dall’art. 195 c.p.c. E’ discusso se si tratti di un termine perentorio

  28. Vincenza

    Dovendo inviare una istanza al Presidente del Tribunale della sezione Civile, di cui fa parte il giudice che ha omesso di emettere il decreto di liquidazione relativamente ad una CTU, a quale ufficio dovrei inviare la pec con in allegato l’istanza? Quale altro documento è consigliabile allegare? Grazie

  29. Marcello Gaspa

    Gentilissimo avvocato,
    approfitto del blog per chiederle se un Giudice (in questo caso Giudice di Pace) abbia un termine entro il quale emettere il decreto di liquidazione del CTU che abbia tempestivamente depositato istanza di liquidazione. Nel mio caso ho depositato la CTU il 20 febbraio scorso, esattamente nei termini previsti, ma il Giudice non ha mai emesso Decreto di Liquidazione, nonostante le diverse segnalazioni, anche dirette. Cosa posso fare?
    Cordiali saluti
    ing. Marcello Gaspa
    CTU Tribunale di Sassari

  30. Tommaso

    Gentile Collega,
    un G.I. ha omesso di liquidare le competenze per l’attività prestata da un c.t.u. pur ponendo a carico della parte soccombente il pagamento delle spese relative. Come può procedere il consulente per veder riconosciuta la sua istanza di liquidazione inoltrata a tempo debito? Grazie sin d’ora per l’eventuale risposta.

  31. Gregorio

    Avverso il decreto di liquidazione venne proposta opposizione rigettata però dal Tribunale. La Cassazione mi ha dato ragione ed ha pronunciato ordinanza con rinvio.
    Il mio problema è: come si effettua la riassunzione? con ricorso o con atto di citazione e se si ripaga il contributo unificato.
    Grazie

  32. Mary

    Buongiorno avvocato. Vorrei chiederle una cosa:nel 2015 fui nominata CTU in un giudizio civile..il giudice emise il decreto di liquidazione del compenso a carico di una delle parti,che non mi ha Mai corrisposto alcunché. Ora scopro che il giudizio suddetto è stato interrotto in quanto la parte operata del pagamento del compenso sta fallendo e quindi si è aperta una procedura fallimentare,della quale non sono mai stata informata.
    Ora mi chiedo:per recuperare i miei compensi giudizialmente,posso agire direttamente nei confronti dell’altra parte,o devo insinuarmi per forza nel passivo?ho soltanto il decreto di liquidazione



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