PCT: si può depositare in giorno festivo?

Mirco Minardi

Con il processo civile telematico è certamente possibile, di fatto, trasmettere un atto in un giorno festivo. Altro, però, è il discorso sulla decorrenza dei termini, che rimane invariata.

Il PCT, infatti, non costituisce deroga alle disposizioni generali previste dall’art. 155 c.p.c., ai sensi del quale:

Nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o l’ora iniziali.
Per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osserva il calendario comune.
I giorni festivi si computano nel termine.
Se il giorno di scadenza è festivo la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo.
La proroga prevista dal quarto comma si applica altresì ai termini per il compimento degli atti processuali svolti fuori dell’udienza che scadono nella giornata del sabato.
Resta fermo il regolare svolgimento delle udienze e di ogni altra attività giudiziaria, anche svolta da ausiliari, nella giornata del sabato, che ad ogni effetto è considerata lavorativa.

Tanto ciò è vero, che i commi 4 e 5 sono espressamente richiamati dall’art. 16-bis, comma 7, d.l. 179/2012.

Pertanto, se il termine scade di lunedì posso certamente effettuare il deposito la domenica precedente, ed esso sarà tempestivo.

In caso di termini a ritroso, invece, se il termine scade di domenica o di sabato occorrerà depositare entro le ore 23.59.99 del venerdì, oppure del primo giorno non festivo (sempre calcolato a ritroso).


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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

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17 commenti:

  1. Matteo lombardi

    il che significa che se deposito di sabato perché in tale giorno scade il trentesimo giorno per la memoria n. 2 ex art. 183, c.6, c.p.c., sono nei termini?

  2. Raffaele Russo

    Sono un pò perplesso sull’ultima frase: poiché “proroga” vuol dire “postecipazione di scadenza”, se il termine a ritroso scade di domenica, l’interpretazione che leggo porterebbe ad una “anticipazione di scadenza”.
    Secondo me, invece, il termine di scandenza deve considerarsi prorogato al lunedì, non anticipato al sabato o al venerdì.

  3. Mirco Minardi

    @Raffaele: Purtroppo il più recente orientamento della Cass. 14767/2014 è in questo senso:
    Al riguardo si è da questa Corte invero in più di un’occasione affermato che l’art. 155 c.p.c., comma 4, diretto a prorogare al primo giorno non festivo il termine scadente in giorno festivo (v. Cass., 29/11/1977, n. 5187) e l’art. 155 c.p.c., comma 5, (introdotto dalla L. n. 263 del 2005, art. 2, comma 1, lett. f) volto a prorogare al primo giorno non festivo il termine che scada nella giornata di sabato (v. Cass., 7/5/2008, n. 11163) opera con esclusivo riguardo ai termini a decorrenza successiva e non anche per quelli che si computano a ritroso, con l’assegnazione di un intervallo di tempo minimo prima del quale deve essere compiuta una determinata attività (v. Cass., 4/1/2011, n. 182; Cass., 7/5/2008, n. 11163; Cass., 12/12/2003, n. 19041; Cass., 29/11/1977, n. 5187. E già Cass., 24/4/1982, n. 2540).
    Ciò in quanto si produrrebbe altrimenti l’effetto contrario di una abbreviazione dell’intervallo, in pregiudizio delle esigenze garantite con la previsione del termine medesimo (v. Cass., 4/1/2011, n. 182; Cass., 7/5/2008, n. 11163. E già Cass., 24/4/1982, n. 2540).
    Orbene, nel condividersi e ribadirsi siffatta ratio, va al riguardo sottolineato come debba invero più correttamente affermarsi che le norme di cui all’art. 155 c.p.c., commi 4 e 5 trovano in effetti applicazione anche relativamente al termine come nella specie a ritroso, con la particolarità che rispetto al termine a scadenza successiva la proroga in questione necessariamente opera in tal caso in modo speculare, in ragione della relativa modalità di calcolo.
    A tale stregua, nei termini a ritroso lo slittamento contemplato all’art. 155 c.p.c., commi 4 e 5 va invero inteso come necessariamente riferito al giorno cronologicamente precedente non festivo rispetto al giorno festivo o al sabato in cui cada il 5 giorno, costituente il dies ad quem, escluso dal computo -come detto- il dies a quo costituito dal giorno dell’udienza.
    Orbene, con riferimento all’udienza pubblica del 28/2 il termine a ritroso ex art. 378 c.p.c. è nel caso scaduto il precedente venerdì 21/2.
    Escluso il dies a quo (28/2), il 5 giorno (dies ad quem) cadeva di domenica (23/2), con proroga pertanto ex art. 155 c.p.c., comma 4, al sabato 22/2, nonchè ex art. 155 c.p.c., comma 5, (ai sensi della L. n. 69 del 2009, art. 58, comma 3, applicantesi a tutti i procedimenti, anche se instaurati anteriormente al 1/3/2006) al suindicato venerdì 21/2.
    La memoria ex art. 378 c.p.c. dal ricorrente nella specie depositata in Cancelleria il 24/2 è pertanto tardiva, in quanto inammissibilmente depositata oltre il termine come sopra calcolato, con abbreviazione pertanto dell’intervallo normativamente stabilito e costituente il lasso di tempo minimo garantito -oltre che al giudice- alla controparte per esaminare tale atto, con conseguente violazione del relativo diritto di difesa ex art. 24 Cost. (cfr. Cass., 4/1/2011, n. 182).

  4. Fabio

    Gentile Collega,
    quid se il termine per il deposito della memoria ex art.183, c.6, n.1, c.p.c.cade di sabato (con proroga, giusta art.155 c.p.c. al primo giorno feriale successivo, dunque lunedì), per il conteggio dei successivi termini per il deposito delle memorie ex art.183, c.6, nn.2 e 3, c.p.c. (posto che l’art.183, c.6. c.p.c. parla di “un termine di ulteriori trenta giorni” e “un termine di ulteriori venti giorni”): si parte a conteggiare dal termine originario che cadeva di sabato, ovvero si conteggia dal termine prorogato, quindi il lunedì successivo?
    Ho fatto una veloce ricerca ma non ho trovato nulla al riguardo.
    Ritengo la questione di non poco conto, posto che l’eventuale asimmetria temporale (laddove una parte si attenga ad una metodologia di conteggio più prudente e l’altra, invece, conteggi dal lunedì successivo) potrebbe concedere vantaggi significativi di conoscenza anticipata degli argomenti istruttori al punto da vanificare di fatto il rispetto del principio della parità del contraddittorio tra le parti?
    Mi piacerebbe molto avere la Sua opinione al riguardo.
    La ringrazio e Le faccio i miei complimenti.
    Cordiali saluti.
    Fabio Ferrari

  5. Lina Tripoli

    Se il Giudice in un provvedimento fuori udienza fissa udienza al 17 dicembre con termine sino a 10 giorni prima per deposito di note conclusive, la scadenza è da ritenersi il 7 o il 4 dicembre?

  6. Lina Tripoli

    Salve, anche secondo me è il 7, i giorni non sono liberi e nel computo a ritroso è escluso il dies a quo

  7. Danilo

    “In caso di termini a ritroso, invece, se il termine scade di domenica o di sabato occorrerà depositare entro le ore 23.59.99 del venerdì, oppure del primo giorno non festivo (sempre calcolato a ritroso).”
    depositando alle ore 23.59.99 saremo decaduti dal termine per 40″. il termine ultimo sarà alle ore 23.59.59.
    saluti colleghi 🙂

  8. Antonia

    Se invio telematicamente un atto di dissenso nel processo ex art. 445 bis cpc domenica, i successivi 30 giorni per introdurre la fase di merito decorrono dalla domenica o dal lunedì giorno di scadenza per la formulazione del dissenso?

  9. Andrea

    Il giudice rinviando la causa al 22 novembre ex art. 281 sexies autorizza deposito note conclusionali entro il 12 novembre, che è un sabato, che si fà?

  10. Mario

    Buongiorno Collega,
    nel caso in cui il giudice abbia assegnato termine fino al giorno 30 aprile per il deposito di memorie conclusive, in vista della successiva udienza ex art. 281 sexies da tenersi il 25/5, andando a cadere tale termine di domenica, a Tuo avviso si posticipa in ogni caso al primo giorno non festivo successivo, e dunque al 2 maggio?
    A mio avviso questa è la soluzione più corretta, nonostante in questo caso il termine non sia indicato in un intervallo temporale (ad es., 30 giorni a partire da…), ma sia stato indicato in una data esatta.

    Diverso sarebbe stato se lo stesso Giudice avesse detto che tali note avrebbero dovuto essere depositate entro – poniamo – il termine di 25 giorni prima della data di udienza: in tal caso, infatti, pur andando a cadere ugualmente il giorno di domenica 30/4, ci troveremmo dinanzi ad un termine a ritroso, con la conseguenza che si sarebbe dovuto depositare entro il venerdì precedente.

    Che ne pensi?

    Cordialità




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