Mancata elezione di domicilio e luogo di notificazione dell’appello.

Dove può essere notificata l’impugnazione qualora la parte non abbia eletto domicilio nel comune o nella circoscrizione del Giudice adito?

Al riguardo bisogna distinguere diverse ipotesi:

  1. la parte, cui la impugnazione è diretta, è stata in giudizio personalmente;
  2. il procuratore pur non avendo eletto domicilio nel comune ove aveva sede il giudice adito, era residente nel circondario del tribunale;
  3. il procuratore era residente fuori dal circondario.

Si ricordi che talvolta occorre eleggere domicilio nel comune (ad es. nelle cause davanti al giudice di pace, altre volte basta che si trovi all’interno del circondario).

La soluzione ai quesiti è questa:

Caso 1:  la notificazione va effettuata alla parte personalmente.

Caso 2: la notificazione va fatta al procuratore presso il suo studio.

Caso 3: la notificazione può essere fatta alternativamente alla parte personalmente o al procuratore presso la cancelleria del Giudice che ha emesso la sentenza.

La notifica alla parte personalmente presso la cancelleria è invece inesistente, atteso che l’elezione di domicilio ex lege di cui all’art. 82 r.d. 37/1934 limitata al solo procuratore costituito.

 

Cassazione civile , sez. II, 18 febbraio 2008, n. 3970
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Fatto

D.G.B.D., R.V., Bo.
G. e D.G.N. convenivano in giudizio B. G., Z.G. e L.R.M.G. esponendo che: i coniugi Bo. e D.G. ed i coniugi D. G. e R. avevano acquistato dallo Z. e dalla L. due appartamenti ubicati in (OMISSIS) in un edificio costruito dagli alienanti su un terreno loro venduto da B. G.; gli appartamenti erano però stati venduti privi dell’area di parcheggio pur se prevista nel progetto posto a base della concessione edilizia; nella detta area il B. aveva impiantato un orto dopo aver recintato lo spazio. Gli attori quindi chiedevano l’accertamento dell’appartenenza al condominio dell’area destinata al parcheggio con condanna del B. al rilascio di tale area e con condanna di tutti i convenuti all’esecuzione delle opere necessarie per ripristinare l’area all’uso del parcheggio cui essa era destinata.
L’adito tribunale di Termini Imerese rigettava le domande con sentenza 29/5/1998 avverso la quale i soccombenti proponevano appello con atto notificato solo al B. che non si costituiva.
Con sentenza 3/6/2002 la corte di appello di Palermo, in riforma dell’impugnata decisione, dichiarava che gli appellanti erano titolari di un diritto reale di uso proporzionale alla consistenza delle loro unità immobiliari sull’area di parcheggio di mq. 112 adiacente all’edificio condominiale e condannava il B. al rilascio a favore degli appellanti dell’area in questione previa esecuzione delle opere descritte nella relazione del c.t.u..
La cassazione della sentenza della corte di appello di Palermo è stata chiesta da B.G. con ricorso affidato ad un solo motivo illustrato da memoria. Gli intimati D.G.B. D., R.V., Bo.Gi., D.G. N. non hanno svolto attività difensiva in sede di legittimità.
Il procuratore del ricorrente ha altresì depositato note di udienza di replica alle conclusioni del Procuratore Generale.

Diritto
Con l’unico motivo di ricorso B.G. denuncia violazione dell’art. 330 c.p.c. e R.D. 22 gennaio 1934, n. 37, art. 82 deducendo che l’atto di appello avverso la sentenza di primo grado, pur dovendo essere notificato alla parte (ossia ad esso ricorrente) presso il procuratore, era stato notificato a detta parte personalmente presso la cancelleria del tribunale di Termini Imerese in base al rilievo che il destinatario non aveva eletto domicilio nel circondario dello stesso tribunale. Senonchè esso ricorrente nel giudizio in primo grado aveva eletto domicilio presso l’avvocato Luigi Speciale dal quale era rappresentato e difeso in virtù di mandato a margine della comparsa di costituzione contenente solo la dicitura “Studio Legale Avv. Luigi Speciale – Patrocinante in Cassazione” senza l’indicazione del luogo dello studio. Del tutto irrilevante è poi il timbro apposto nella memoria conclusiva in primo grado indicante il luogo dello studio dell’avvocato Speciale in Palermo alla via Tripoli n. 3.

Tale elezione di domicilio non è stata mai effettuata da esso B. nel corso del giudizio di primo grado. Pertanto l’atto di appello andava notificato non alla parte personalmente presso la cancelleria del tribunale, bensì alla parte presso il procuratore costituito avvocato Luigi Speciale iscritto nell’albo degli avvocati di Termini Imerese con studio in Castellana Sicula e recapito con domiciliazione a Termini Imerese in Corso Umberto come provato dalla certificazione del Consiglio dell’Ordine. Quindi, ad avviso del B., il vizio di notifica rende nulla la sentenza impugnata.
Il motivo è fondato.
In via preliminare va rilevato che il ricorrente ha assunto di essere rimasto involontariamente contumace in secondo grado – per, non aver ricevuto regolare notifica dell’atto d’appello e per aver quindi ignorato scusabilmente l’esistenza del giudizio svoltosi innanzi alla corte di appello di Palermo – e di aver quindi impugnato (con atto notificato il 10/11/2003) la sentenza emessa in sede di gravame oltre il termine annuale dal deposito di tale sentenza (avvenuto il 3/6/2002) avendone avuto conoscenza solo con la notifica della pronuncia effettuata in data 6/10/2003.
Ciò posto va osservato che a norma dell’art. 327 c.p.c., comma 2 le disposizioni sul termine annuale per l’impugnazione della sentenza non si applicano se la parte non costituita dimostri di non avere avuto conoscenza del processo per nullità della notificazione dell’atto di citazione introduttivo del giudizio. In tal caso il soccombente rimasto contumace può proporre impugnazione contro la sentenza non notificatagli personalmente, anche dopo la decorrenza del termine annuale, in presenza del suddetto presupposto oggettivo (nullità della notificazione dell’atto d’appello) e di quello soggettivo, costituito dall’effettiva ignoranza della pendenza del processo. Nella specie dalla consentita lettura degli atti processuali – in particolare della comparsa di costituzione del B. in primo grado, del mandato a margine di tale atto e della relata di notifica dell’atto di appello – risulta che, con il mandato a margine dell’atto di costituzione in primo grado, il B. elesse domicilio nello studio del nominato difensore avvocato Luigi Speciale il quale non indicò in detto atto ove era ubicato il proprio studio nè provvide ad eleggere il domicilio in un luogo rientrante nell’ambito della circoscrizione del tribunale di Termini Imerese innanzi al quale si svolgeva il processo. Non risulta che nel corso del giudizio di primo grado sia stata effettuata da parte dell’avvocato Speciale una regolare e rituale elezione di domicilio non potendosi di certo ritenere valido a tal fine il contenuto del timbro apposto nella memoria conclusiva di detto giudizio innanzi al tribunale ed indicante esclusivamente l’indirizzo dello studio del citato avvocato ubicato in Palermo. L’atto dell’appello proposto dagli attori in primo grado venne in data 12/7/1999 notificato – come riportato nella relata di notifica – personalmente al B. “presso la cancelleria del Tribunale di Termini Imerese non avendo eletto domicilio nel circondario dello stesso tribunale”.
Va aggiunto che, come risulta dalla esibita certificazione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Termini Imerese, l’avvocato Luigi Speciale è stato iscritto nell’albo degli avvocati di Termini Imerese ininterrottamente sino al 27/10/2003 con domiciliazione in Castellana Sicula e in Termini Imerese all’interno della circoscrizione del tribunale di Termini Imerese.
Ciò posto è evidente la fondatezza della censura in esame dovendo ritenersi radicalmente nulla la notifica al B. dell’atto di appello. A causa di tale nullità il ricorrente, come è ovvio, non ha avuto conoscenza del giudizio di appello (ignoranza da presumersi nella specie) e quindi – in applicazione dell’art. 327 c.p.c., cit.
comma 2 – non è decaduto dalla facoltà di proporre tardivamente l’impugnazione avverso la sentenza di secondo grado che deve ritenersi nulla per la nullità del procedimento di appello.
Al riguardo vanno richiamati i seguenti principi più volte affermati da questa Corte:
– il procuratore della parte che eserciti il proprio ministero nella circoscrizione del tribunale al quale è assegnato non è tenuto ad eleggere domicilio nel luogo ove ha sede l’ufficio giudiziario innanzi al quale si svolge il processo, in quanto, a norma del R.D. 22 gennaio 1934, n. 37, art. 82 tale obbligo (in difetto del cui adempimento, il domicilio si intende eletto presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria adita) si riferisce solo ai procuratori che esercitano il proprio ministero al di fuori della circoscrizione d’appartenenza; pertanto, nei riguardi del procuratore esercente nella propria circoscrizione che non abbia eletto domicilio nel luogo dove ha sede l’ufficio giudiziario innanzi al quale si svolge il processo, le notificazioni non possono essere eseguite presso la cancelleria del giudice adito nè ai sensi del citato art. 82 nè ai sensi dell’art. 58 disp. att. c.p.c., ma vanno eseguite nel luogo, risultante dall’albo dell’ordine professionale, in cui il procuratore ufficialmente risiede in ragione del suo ufficio a norma del R.D.L. 27 novembre 1933, n. 1578, artt. 10 e 17, comma 1, n. 7, conv. nella L. 22 gennaio 1934, n. 36, anche ove risieda altrove e non abbia ottenuto la prevista autorizzazione (sentenza 18/4/2002 n. 5635 nella quale questa Corte, nel fare applicazione del suindicato principio, ha escluso che l’indicazione, negli atti di parte, di uno studio legale sito in circoscrizione diversa da quella dell’ufficio giudiziario innanzi al quale si svolge il processo e la stessa elezione di domicilio della parte presso detto studio autorizzino a presumere, ove difetti una espressa e valida elezione di domicilio ai sensi del R.D. 22 gennaio 1934, n. 37, citato art. 82 ad opera del procuratore, che quest’ultimo sia iscritto all’ordine di quella diversa circoscrizione piuttosto che, come di norma e per legale presunzione implicita ex citato art. 82, a quello cui appartiene l’ufficio, in quanto sulla sopraddetta indicazione prevale il domicilio legale risultante dall’albo professionale);
– per stabilire la validità della notifica al procuratore costituito non rileva il domicilio eletto dalla parte, bensì dal suo procuratore, se a ciò obbligato perchè il giudizio si svolge fuori della circoscrizione del tribunale a cui è assegnato, con il corollario che ove invece la sede dell’autorità giudiziaria adita appartiene alla circoscrizione in cui egli è iscritto, il difetto di domicilio in questo luogo non comporta che la notifica stessa sia eseguibile in cancelleria, bensì deve esser eseguita, a pena di nullità, presso il luogo nel quale ufficialmente il medesimo risiede per l’esercizio del suo ufficio (sentenza 7/5/1999 n. 4602);
– in tema di notificazione dell’atto di appello, qualora la parte abbia eletto domicilio presso il proprio procuratore, e questi, svolgendosi il giudizio di gravame fuori della propria circoscrizione di assegnazione, non abbia a sua volta eletto domicilio presso un collega iscritto nel luogo ove ha sede l’autorità procedente (con conseguente fissazione di domicilio “ex lege” presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria procedente: R.D. n. 37 del 1934, art. 82), la notifica stessa può, alternativamente, venir compiuta alla parte personalmente, “ex” art. 137 c.p.c., ovvero al procuratore presso la cancelleria del luogo ove si svolge il giudizio d’appello, ma non anche alla parte presso detta cancelleria, dovendosi ritenere l’elezione di domicilio “ex lege” di cui al R.D. n. 37 del 1934, citato art. 82 limitata al solo procuratore costituito, e non anche estesa alla parte appellata: pertanto la notifica effettuata alla parte personalmente presso la Cancelleria è inesistente ed insuscettibile di rinnovazione ( o di sanatoria con efficacia “ex tunc” per effetto della costituzione della parte destinataria nel giudizio di appello ) perchè priva di qualsiasi collegamento con il destinatario di essa atteso che la chiusura del pregresso grado di giudizio “comporta la rescissione di qualsiasi legame del destinatario con la cancelleria del giudice a quo e l’inettitudine di questa a configurarsi ulteriormente come luogo di consegna legittima dell’atto (sentenza 23/12/1999 n. 14476).
Da quanto precede deriva che, in applicazione degli enunciati principi, la notifica dell’atto di appello al B. personalmente presso la cancelleria del tribunale di Termini Imerese deve ritenersi inesistente, perchè priva di qualsiasi collegamento con la persona del destinatario della notifica. L’appello, quindi, doveva ritenersi inammissibile non essendo il particolare vizio della notifica dell’atto d’impugnazione suscettibile di sanatoria con efficacia ex tunc. Ne consegue che erroneamente la corte di appello ha proceduto all’esame del merito dell’impugnazione per cui la sentenza impugnata deve essere cassata senza rinvio, a norma dell’art. 382 cod. proc. civ., in quanto il processo non poteva essere proseguito in appello, per inammissibilità dell’atto introduttivo del gravame.
Sussistono giusti motivi per dichiarare interamente compensate tra le parti le spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M

la Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata senza rinvio e compensa interamente tra le parti le spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, il 3 dicembre 2007.
Depositato in Cancelleria il 18 febbraio 2008


Share

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

Anche questi articoli potrebbero interessarti:


10 commenti:

  1. Stefano

    Ottimo articolo. …
    Posso fare 1 domanda?
    Non mi è ben chiaro se sia possibile per il giudice decidere la questione sulla sua giurisdizione unitamente al merito o debba farlo preventivamente.grazie

  2. Articolo come sempre molto chiaro, anche da un punto di vista "pratico".

    Ho una domanda, forse banale, ma che sta destando molte perplessità in me e nei colleghi interpellati.
    La mia cliente CAIA ha promosso una causa per il risarcimento dei danni da sinistro stradale nei confronti dellUCI, nonché del conducente (straniero), della società proprietaria del mezzo e della relativa compagnia assicurativa.
    Ha ottenuto una sentenza del Gdp totalmente favorevole, con conseguente pagamento da parte dell’UCI di una somma X a totale risarcimento dei danni e delle spese legali.
    Ora l’UCI ha impugnato la sentenza, chiedendo la restituzione delle somme complessivamente versate. La mia cliente deve costituirsi: posso chiedere la chiamata in manleva della sua assicurazione (soggetto estraneo al 1° grado), nell’ipotesi di effettiva condanna di CAIA alla restituzione dell’importo percepito?
    Spero di essere stata sufficientemente chiara.

  3. Enrico Bartolo

    Buon giorno, avrei un quesito che mi arrovella.
    In primo grado il danneggiato D chiede il risarcimento ad A ex art. 2050 c.c. e a B. ex art. 2051 c.c., in solido ex art. 2055 c.c.
    Ottiene condanna solo verso A, e soccombe verso B (anche se il Giudice compensa le spese tra D e B).
    A appella, non addossando la colpa dell’evento dannoso a B, ma solo allegando che la condotta imprudente di A (riconosciuta dal Giudice ex art. 1227 1 co. c.c.) in realtà escludeva completamente il nesso di causa.
    La domanda è se D può proporre impugnazione incidentale tardiva verso B, sostenendone anche in appello la responsabilità, visto che:
    – a B è stata notificata l’impugnazione principale solo ex art. 322 c.p.c. per iniziativa spontanea dell’impugnante, quindi quale litis denuntiatio, e quindi a rigore B non è parte del giudizio d’appello;
    – le cause sono scindibili;
    – quando B vorrebbe proporre appello incidentale tardivo, nei 20 gg. prima dell’udienza d’appello, è decorso il termine annuale per impugnare;
    – se oltretutto B fosse stato vittorioso anche sulle spese, e quindi fosse stato totalmente vittorioso, nessuna notifica dell’impugnazione principale, nemmeno ex art. 332 c.p.c., avrebbe dovuto essergli fatta.
    Secondo me verso B avrebbe dovuto essere fatta impugnazione tempestiva principale.
    Grazie

  4. Goffredo Pagliari

    Carissimo ,in primo grado il giudice ha tenuto conto solo dei suoi due CTU, non tenendo minimamente conto dei CTU di parte (illustri professionisti ).
    La mia domanda : ma è possibile che il giudice faccia questo ?
    grazie

  5. Gioele

    Gentilissimo avvocato, un’informazione per favore,
    in base alla sua esperienza, quanto tempo ci mette di solito la corte d’appello per sciogliere la riserva assunta durante la prima udienza di un appello civile ed emettere l’ordinanza? In poche parole si tratta dell’ordinanza in cui deve decidere sull’ammissibilità/inammissibilità dell’appello/ragionevole probabilità di accoglimento e sull’istanza di sospensione della sentenza di primo grado. E’ possibile addirittura che ci metta più di un mese? All’inizio si era parlato di pochi giorni.
    Grazie e complimenti per il sito

  6. Domenico

    Egregio avvocato le pongo il seguente quesito: proposto reclamo ex art. 708 CPC avverso un’ordinanza presidenziale che riconosceva a favore della madre collocataria un assegno per il mantenimento dei figli in soli euro 500,00 mensili a far data dal deposito del ricorso per separazione, la corte di appello, riconoscendo l’errore del presidente, ha così statuito: “accoglie il reclamo principale e per l’effetto, in parziale riforma dell’ordinanza presidenziale, ridetermina l’assegno a carico del reclamato in complessivi euro 1200,00 mensili, oltre ISTAT annuale”.
    Secondo la sua esperienza il decreto della C.A. ha effetto retroattivo, consentendo alla madre di pretendere le differenze mensili di 700,00 euro dall’origine, oppure riconosce il solo diritto a percepire l’assegno maggiorato dalla sua pubblicazione? Grazie.

Lascia un commento

  • (will not be published)

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

*