L’uso delle presunzioni semplici in Cassazione

Mirco Minardi

L’art. 2729 c.c. stabilisce che le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice [116 c.p.c.], il quale deve ammettere solo presunzioni gravi, precise e concordanti.

Le presunzioni non si possono ammettere nei casi in cui la legge esclude la prova per testimoni.

Il giudice di merito può violare l’art. 2729 c.c. in vari modi:

a) valutando atomisticamente gli elementi indiziari

b) giungendo ad una presunzione nonostante gli elementi indiziari siano privi di gravità, precisione, concordanza

c) applicando una presunzione nei casi in cui la legge lo vieta (ad es. per provare un contratto che richiede la forma scritta)

Quando ciò accade, si può denunciare il vizio de quo in relazione all’art. 360 n. 3, trattasi infatti di un error in iudicando.

La S.C. ha affermato numerose volte che compete alla stessa, nell’esercizio della funzione nomofilattica, il controllo della corretta applicazione dei principi contenuti nell’art. 2729 c.c. alla fattispecie concreta. Difatti,  è vero che al giudice di merito è devoluta la valutazione della ricorrenza dei requisiti enucleabili dagli artt. 2727 e 2729 c.c. per valorizzare gli elementi di fatto quale fonte di presunzione, ma tale giudizio è soggetto al controllo di legittimità se risulti che, nel violare i criteri giuridici in tema di formazione della prova critica, il giudice non abbia fatto buon uso del materiale indiziario disponibile, negando o attribuendo valore a singoli elementi, senza una valutazione di sintesi (cfr. Cass., ord. n. 10973/2017, Cass., sent. n. 1715/2007).

Quanto all’utilizzo degli indizi, si è affermato che la gravità, precisione e concordanza richiesti dalla legge debba ricavarsi dalla valutazione complessiva dei medesimi, in un giudizio globale e non atomistico (ciascuno potendo essere insufficiente), ancorchè preceduto dall’esame di ognuno per individuare quelli significativi, perché è necessaria la loro collocazione in un contesto articolato, nel quale un indizio rafforza e ad un tempo trae vigore dall’altro in vicendevole completamento (tra le più recenti cfr. Cass., sent. n. 12002/2017; Cass., ord. n. 5374/2017). Ciò che rileva, in base a deduzioni logiche di ragionevole probabilità, non necessariamente certe, è che gli indizi, nella loro valutazione complessiva, supportino con sufficienza la presunzione semplice di fondatezza della pretesa, salvo l’ampio diritto dell’altra parte a fornire prova contraria.

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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

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5 commenti:

  1. Flavio Picciaredda

    Chiaro,a dir poco! Congratulazioni.
    Cosa posso fare per leggere la “parte” successiva?
    Nel ringraziare porgo i migliori saluti.
    Flavio Picciaredda
    (Avvocato)

  2. Vincenzo Chiusolo

    L’unico commento che posso lasciare è n grato ringraziamento per l’opera che l’Atore svolge.
    Come problema sono in dubbio se allegare al ricorso in Cassazione diretto alla c/parte la sentenza o meno.La sentenza mi è stata comunicata via pec dalla Corte di appello di Napoli,averso la quale devo proporre ricorso in Cassazione entro oggi.
    Posso notificare via pec entro oggù
    Enzo Chiusolo

  3. Vincenzo Chiusolo

    Rinnovo i sensi di grato apprezzamento per l’opera svolta dall’avv.. Mirco Minardi e resto in atesa di riscontro
    Vincenzo Chiusolo

  4. Simona Grossi

    Buongiorno. Sono alle prese con il mio primo deposito di un controricorso per Cassazione notificato a mezzo PEC. Avrei bisogno di lumi sulla collazione del fascicolo da depositare (attestazioni di conformità etc.). Grazie e buona giornata




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