L’erronea sussunzione del motivo di ricorso per cassazione

Mirco Minardi

Una delle maggiori preoccupazioni degli avvocati cassazionisti è quella di sussumere correttamente il vizio in uno dei motivi previsti in modo tassativo dall’art. 360 c.p.c.

Gli errori più frequenti sono questi:

a) si denuncia la violazione o la falsa applicazione di legge quando in realtà si contesta il modo in cui il giudice di merito ha ricostruito il fatto

b) si denunciano violazioni processuali invocando in relazione al n. 3 dell’art. 360 c.p.c. e non, invece, in relazione al n. 4

c) si denuncia un vizio motivazionale (n. 4) mentre il giudice ha fatto falsa applicazione della norma.

Questo errore di qualificazione tuttavia non necessariamente comporta, nel presente l’inammissibilità del ricorso. Infatti, nel caso in cui il ricorrente incorra nel c.d. “vizio di sussunzione” (e cioè erri nell’inquadrare l’errore commesso dal giudice di merito in una delle cinque categorie previste dall’art. 360 c.p.c.), le Sezioni Unite della Corte hanno stabilito che il ricorso non possa per questa sola ragione essere dichiarato inammissibile, quando dal complesso della motivazione adottata dal ricorrente sia chiaramente individuabile l’errore di cui egli si duole.

Depongono in tal senso sia il generale principio di validità degli atti processuali idonei al conseguimento dello scopo (art. 156 c.p.c.); sia il generale principio jura novit curia, in virtù del quale è compito del giudice individuare la norma applicabile alla fattispecie (anche processuale), a nulla rilevando l’eventuale erronea indicazione compiuta dalla parte; sia, soprattutto, i principi affermati dalle Sezioni Unite della Corte, le quali – componendo i precedenti contrasti – hanno stabilito che l’erronea indicazione del motivo di ricorso resta ininfluente, quando la motivazione del ricorso contenga comunque un “inequivoco riferimento” al vizio di cui la parte intende effettivamente dolersi (Sez. U, Sentenza n. 17931 del 24/07/2013) (Cass. 7683/2015).

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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

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5 commenti:

  1. Flavio Picciaredda

    Chiaro,a dir poco! Congratulazioni.
    Cosa posso fare per leggere la “parte” successiva?
    Nel ringraziare porgo i migliori saluti.
    Flavio Picciaredda
    (Avvocato)

  2. Vincenzo Chiusolo

    L’unico commento che posso lasciare è n grato ringraziamento per l’opera che l’Atore svolge.
    Come problema sono in dubbio se allegare al ricorso in Cassazione diretto alla c/parte la sentenza o meno.La sentenza mi è stata comunicata via pec dalla Corte di appello di Napoli,averso la quale devo proporre ricorso in Cassazione entro oggi.
    Posso notificare via pec entro oggù
    Enzo Chiusolo

  3. Vincenzo Chiusolo

    Rinnovo i sensi di grato apprezzamento per l’opera svolta dall’avv.. Mirco Minardi e resto in atesa di riscontro
    Vincenzo Chiusolo

  4. Simona Grossi

    Buongiorno. Sono alle prese con il mio primo deposito di un controricorso per Cassazione notificato a mezzo PEC. Avrei bisogno di lumi sulla collazione del fascicolo da depositare (attestazioni di conformità etc.). Grazie e buona giornata




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