Le contestazioni riguardanti il nesso di causa nel ricorso per cassazione

Mirco Minardi

Molto spesso nel ricorso per cassazione si censura la sentenza nella parte in cui ha riconosciuto oppure escluso il nesso di causalità.

La questione è delicata perchè molto spesso si finisce per censurare il modo in cui il giudice ha accertato il rapporto di causa ed effetto e questa è una indagine riservata al giudice di merito.

Il vizio di legge ricorre allorquando il giudice ha violato i criteri della equivalenza causale (art. 40 c.p.), della causa efficiente (art. 41 c.p.); oppure quello della causalità adeguata o ancora quello della preponderanza dell’evidenza (sancito da Sez. U, Sentenza n. 576 del 11/01/2008).

Si pensi al caso in cui il giudice, pur a fronte di un giudizio di preponderanza, abbia escluso il nesso di causa, mancando la certezza del danno. In questo caso certamente saremmo di fronte ad un vizio di violazione di legge.

Se invece si contesta il modo in cui il giudice ha escluso detta preponderanza (ad esempio facendo valere quanto osservato dal proprio ctp) si invade il campo del giudice di merito e pertanto il motivo verrà dichiarato inammissibile, come stabilito di recente da Cass. 18324/2018.

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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.





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