L’art. 116 c.p.c. in Cassazione

Mirco Minardi

Ogni anno centinaia e centinaia di ricorsi vengono dichiarati inammissibili per avere il ricorrente invocato l’art. 116 c.p.c. al fine di censurare il modo in cui il giudice di merito ha valutato le prove.

Purtroppo, il campo di applicazione dell’art. 116 c.p.c. (libera valutazione delle prove) in Cassazione è attualmente assai ristretto e quasi mai utilizzabile.

Difatti, è possibile invocare detta norma quando:

a) il giudice ha valutato liberamente una prova legale;

b) il giudice ha valutato come vincolante una prova libera.

Ma ciò non accade mai. Ciò che invece accade di frequente è che il giudice prenda in considerazione solo alcune prove per formare il proprio convincimento.

Si pensi al caso in cui a fronte di due testimonianze contrapposte il giudice motivi in questo modo: “Il teste Caio ha confermato che l’attore, quel tal giorno, si trovava a Milano”, omettendo di considerare che il teste Sempronio aveva invece affermato che l’attore si trovava a Roma.

A leggere alcune massime, sarebbe impossibile censurare in Cassazione questo modo di procedere, in quanto il giudice di merito ha il dominio delle prove.

Con il “vecchio” 360 n. 5 si poteva denunciare l’omessa/insufficiente motivazione in un caso del genere, ma ora?

A me pare (con la migliore dottrina) che valutare prudentemente una prova significa:

a) esaminare tutto il materiale probatorio

b) scegliere gli elementi di prova rilevanti

c) dare conto con motivazione logica e completa del perché si sono privilegiate alcune prove rispetto ad altre (spiegando quindi perchè quelle scartate sono irrilevanti, inammissibili o inattendibili).

Al di fuori di questo metodo ci troviamo nel pur arbitrio, in un luogo in cui il giudice di merito ricostruisce il giudizio di fatto secondo le sue intuizioni e non secondo criteri di razionalità logica.

Quanto ancora dovremo aspettare prima di vedere la Cassazione dare nuova linfa all’art. 116 c.p.c.?

Tutti i miei articoli sul ricorso per cassazione.

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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

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5 commenti:

  1. Flavio Picciaredda

    Chiaro,a dir poco! Congratulazioni.
    Cosa posso fare per leggere la “parte” successiva?
    Nel ringraziare porgo i migliori saluti.
    Flavio Picciaredda
    (Avvocato)

  2. Vincenzo Chiusolo

    L’unico commento che posso lasciare è n grato ringraziamento per l’opera che l’Atore svolge.
    Come problema sono in dubbio se allegare al ricorso in Cassazione diretto alla c/parte la sentenza o meno.La sentenza mi è stata comunicata via pec dalla Corte di appello di Napoli,averso la quale devo proporre ricorso in Cassazione entro oggi.
    Posso notificare via pec entro oggù
    Enzo Chiusolo

  3. Vincenzo Chiusolo

    Rinnovo i sensi di grato apprezzamento per l’opera svolta dall’avv.. Mirco Minardi e resto in atesa di riscontro
    Vincenzo Chiusolo

  4. Simona Grossi

    Buongiorno. Sono alle prese con il mio primo deposito di un controricorso per Cassazione notificato a mezzo PEC. Avrei bisogno di lumi sulla collazione del fascicolo da depositare (attestazioni di conformità etc.). Grazie e buona giornata




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