Il procedimento per la liquidazione e la contestazione del compenso del CTU.

Mirco Minardi

Per quanto concerne la liquidazione delle spettanze al CTU, si deve fare riferimento al Testo Unico delle Spese di Giustizia di cui al D.P.R. n. 115/2002, mentre la loro misura è prevista dal D.M. 30.5.2002.

In base all’art. 71 D.P.R. n. 115/2002 ( intitolato “Domanda di liquidazione e decadenza del diritto per testimoni, ausiliari del magistrato e aventi titolo alle trasferte“) le spettanze agli ausiliari del magistrato sono corrisposte a domanda degli interessati, che va presentata all’autorità competente ai sensi degli articoli 165 e 168. La suddetta istanza va presentata, a pena di decadenza, entro cento giorni dal compimento delle operazioni per gli onorari e le spese per l’espletamento dell’incarico ed entro duecento per le spese e indennità di viaggio e soggiorno.

Ai sensi del successivo art. 168 (intitolato “Decreto di pagamento delle spettanze agli ausiliari del magistrato e dell’indennità di custodia“) la liquidazione delle spettanze agli ausiliari del magistrato e dell’indennità di custodia è effettuata con decreto di pagamento motivato del magistrato che procede. Il decreto è comunicato al beneficiario e alle parti, compreso il pubblico ministero, ed è titolo provvisoriamente esecutivo.

L’art. 170 (intitolato “Opposizione a decreto di pagamento“) dispone poi che avverso il decreto di pagamento emesso a favore dell’ausiliario del magistrato, il beneficiario e le parti processuali, compreso il pubblico ministero, possono proporre opposizione entro venti giorni dall’avvenuta comunicazione, al presidente dell’ufficio giudiziario competente.

Il processo, in origine, era quello speciale previsto per gli onorari di avvocato. Tuttavia, l’art. 170 è stato modificato dall’art. 34, comma 17, lettera a), del D. Lgs. 1° settembre 2011 n. 150 (semplificazione dei riti), ed attualmente prevede che l’opposizione va proposta nelle forme del rito sommario di cognizione (art. 702 bis c.p.c.).

Dalla citata normativa si ricava pertanto che:

  • la liquidazione delle spettanze agli ausiliari del magistrato e, dunque, anche al CTU, viene effettuata con un decreto di pagamento da parte del magistrato che procede (e, quindi, non con la sentenza conclusiva del relativo procedimento), il quale viene comunicato al CTU ed alle parti, compreso il pubblico ministero;
  • tale decreto di liquidazione è titolo provvisoriamente esecutivo che, nei rapporti (esterni) tra il CTU e le parti, diviene definitivo in mancanza di opposizione ex art. 170 D.P.R. n. 115/2002, da proporsi entro venti giorni dall’avvenuta comunicazione, da parte del CTU e/o delle parti processuali (compreso il pubblico ministero);
  • l’opposizione si propone con ricorso ex art. 702 bis. Il giudice decide con ordinanza motivata (ex art. 702 ter) avverso la quale è possibile proporre appello entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione (702 quater).

Occorre però evidenziare che la regolamentazione delle spese che il giudice dispone in sede di decreto, oppure successivamente con sentenza (o con ordinanza nei casi in cui questa assuma la forma del provvedimento definitivo), ha efficacia solo interna, posto che di fronte al CTU le parti sono sempre responsabili in solido del pagamento, ciò in quanto l’attività posta in essere dal professionista è finalizzata alla realizzazione del superiore interesse della giustizia, che invece non rileva nei rapporti interni tra le parti, nei quali la ripartizione delle spese è regolata dal diverso principio della soccombenza (Cass. 28094/2009). Pertanto, l’ausiliare del giudice può agire autonomamente in giudizio nei confronti di ognuna delle parti, anche in via monitoria, non solo quando sia mancato un provvedimento giudiziale di liquidazione ma anche quando il decreto emesso a carico di una parte sia rimasto inadempiuto, in quanto non trova applicazione il principio della soccombenza, operante solo nei rapporti con le parti e non nei confronti dell’ausiliare. La parte vittoriosa, dunque, non può opporre al CTU la sentenza che pone a carico dell’altra parte il pagamento delle spese e degli onorari, ma è tenuta ad effettuare il pagamento, salvo il diritto di regresso nei confronti dell’altra (cfr. sul punto: Cass. 28094/2009; Cass. 23586/2008; Cass. 6199/1996).

Qualora una delle parti del processo sia ammessa al patrocinio a spese dello Stato, l’art. 8, comma 2, D.P.R. 115/02, stabilisce che le spese sono anticipate dall’erario o prenotate a debito, secondo le previsioni della parte III del testo unico (ed in particolare dell’art. 131 D.P.R. 115/02).

Tale norma, dunque, consente di porre l’anticipazione delle spese di CTU a carico della parte ammessa al patrocinio, limitandosi a disciplinare in quale modo il consulente possa ottenere il pagamento, ove il giudice si avvalga di tale facoltà.

Come illustrato chiaramente dalla Relazione predisposta dall’Ufficio del Massimario della Cassazione in data 16/04/2012, nel caso in cui le spese di consulenza siano poste a carico della parte ammessa al patrocinio, le spese vive di consulenza sono anticipate dall’erario (art. 131, comma 2, D.P.R. 115/02), mentre gli onorari di consulenza sono “prenotati a debito” su domanda dello stesso consulente (art. 131, comma 3, D.P.R. 115/02).

Ciò comporta che il consulente che voglia ottenere il pagamento degli onorari avrà l’onere di:

a)      escutere la parte non ammessa al beneficio;

b)     solo in caso di mancato pagamento da parte di quest’ultima, domandare al cancelliere la prenotazione a debito del proprio credito;

c)      attendere la definizione del giudizio ed il passaggio in giudicato della sentenza (art. 83 D.P.R. 115/02);

d)     attendere che lo Stato recuperi l’importo del suo onorario dalla parte soccombente non ammessa, o da quella ammessa se vittoriosa (e sempre che per effetto della vittoria in giudizio abbia ottenuto il sestuplo dell’onorario dovuto al CTU artt. 133-134 D.P.R. 115/02.

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GIURISPRUDENZA RILEVANTE
Obbligazione solidale di pagamento dei compensi liquidati al CTU.Cass. civile, sez. II, 30 dicembre 2009, n. 28094

“In tema di consulenza tecnica d’ufficio, il compenso dovuto al consulente è posto solidalmente a carico di tutte le parti, atteso che l’attività posta in essere dal professionista è finalizzata alla realizzazione del superiore interesse della giustizia, che invece non rileva nei rapporti interni tra le parti, nei quali la ripartizione delle spese è regolata dal diverso principio della soccombenza.”

 

Cass. civile, sez. II, 15 settembre 2008, n. 23586

“In tema di compenso al consulente d’ufficio, l’obbligo di pagare la prestazione eseguita ha natura solidale e, di conseguenza, l’ausiliare del giudice può agire autonomamente in giudizio nei confronti di ognuna delle parti, anche in via monitoria, non solo quando sia mancato un provvedimento giudiziale di liquidazione ma anche quando il decreto emesso a carico di una parte sia rimasto inadempiuto, in quanto non trova applicazione, per essere l’attività svolta dal consulente finalizzata all’interesse comune di tutte le parti, il principio della soccombenza, operante solo nei rapporti con le parti e non nei confronti dell’ausiliare”.

 

Cass. civile, sez. I. 8 luglio 1996 n. 6199

“Poiché la prestazione del CTU è effettuata in funzione di un interesse comune delle parti del giudizio nel quale è resa, l’obbligazione nei confronti del consulente per il soddisfacimento del suo credito per il compenso deve gravare su tutte le parti del giudizio in solido tra loro, prescindendo dalla soccombenza; la sussistenza di tale obbligazione solidale, inoltre, è indipendente sia dalla pendenza del giudizio nel quale la prestazione dell’ausiliare è stata effettuata, sia dal procedimento utilizzato dall’ausiliare al fine di ottenere un provvedimento di condanna al pagamento del compenso spettantegli”.


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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

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36 commenti:

  1. Compensi CTU

    Caro Mirco,

    in relazione ad un incarico conferito al C.T.U. per la determinazione del valore di un compendio immobiliare (appartamenti)finalizzato all’accertamento delle quote di legittima in una causa in materia successoria, il valore della lite da prendersi a riferimento per gli onorari è quello determinato dalla domanda complessiva dell’attore?

    In altri termini, si consideri – a mero titolo di esempio – una domanda attorea tesa all’accertamento della sua quota di legittima posta di valore indeterminato , onnicomprensiva di euro 120 , di cui euro 100 derivanti dal calcolo della quota di legittima riferita al compendio immobiliare e le altre 20 di natura divisoria (mobilio e altri beni rinvenuti nell’abitazione del de cuius) e compendio immobiliare complessivamente accertato dal ctu di euro 500,00.

    Il valore di causa supposto a fondamento degli onorari del ctu è pari ad euro 500 (valore complessivo immobili), euro 100 (domanda attore per quota legittima sul compendio immobiliare 500), oppure è pari al complessivo del valore di lite 120?

    In attesa di una tua pregiata risposta, un caro saluto

  2. Sciortino Ciro

    Egregio Avvocato Mirco Minardi, al momento sono alle prese per presentare Ricorso avvero il decreto di liquidazione al ctu. Poichè l’art. 170 del D.P.R. 115/2002 non prevede più giorni 20 entro cui presentarlo. Poichè il mio legale non ha le idee chiare ed i 20 gg. scadono proprio oggi. Le sarei grato se mi portasse a conoscenza da quale articolo del D. Lgs. 150/2011,o di altra legge, si evince “inconfutabilmente” che la scadena in questione è di 30 gg, significando che il mio ricorso ex art. 1168 c.c. e 703 c.p.c.l’ho presentato a giugno del 2012.
    Complimenti per il contenuto della sua collana che ho comprato e che, fino al momento,ne ho fatto veramente tesoro.
    Con riguardo
    Ciro Sciortino Maresciallo O. dei Carabinieri “Vittima del Dovere”

  3. Federico

    Ciao Mirco,
    io non credo sia possibile nominare più CTP qualora il giudice abbia nominato un solo CTU. E non solo perché l’art. 201, come evidenzi tu, si esprime al singolare parlando di “un loro consulente tecnico”. Ma anche in considerazione della lettera della norma contenuta nell’art. 87 codice di rito, ove il legislatore ha specificato che “la parte può farsi assistere da uno o più avvocati”; per poi aggiungere “e anche da un consulente tecnico”. Insomma, in questo caso, se avesse voluto prevedere la possibilità di nominare più consulenti tecnici, il legislatore l’avrebbe previsto, come ha fatto per la nomina “di uno o più avvocati”.
    Ciao,
    Federico

  4. Patrizia

    Gent.mo Avv. Minardi,poiché non sono pratica, vorrei chiederLe cosa posso fare se il giudice – magari anche su richiesta di controparte e nonostante mia opposizione – formula per il CTU un quesito esplorativo o che rimedia alle carenze delle allegazioni di controparte? Come e quando posso sollevare tale eccezione, a questo punto, nei confronti del Giudice che ha formulato un quesito esplorativo? Ringrazio anticipatamente e complimenti per la Sua chiarezza e professionalità. Cordiali saluti

  5. Eugenio S. Cafasso

    Egr. Collega,
    mi permetto di segnalare un’ordinanza che “sdrammatizza” ulteriormente gli aspetti formalistici relativi alla nomina del CTP, in quanto sembra recepire la diffusa prassi, giustamente definita irrituale a mente dell’art. 201, della nomina dinnanzi al CTU.
    In tal senso, Trib. Roma (Ord.), 07/04/2004
    A.T.I. Alpine Bau-Grassetto-Toto c. Bonifica s.p.a. ed Aeroporti di Roma s.p.a.
    “La nomina del consulente tecnico di parte può essere validamente fatta dinanzi al consulente tecnico d’ufficio con dichiarazione ricevuta da quest’ultimo.”

    FONTI
    Gius, 2004, 2450

  6. Riccardo

    Preg.mo Collega,

    il 19 agosto scorso un mio domiciliatario mi inviava via fax un decreto di liquidazione delle spese di CTU depositato in cancelleria il 7 agosto. Io sono rientrato dalla ferie il 2 settembre.
    Le chiedo se il termine decadenziale di 20 giorni sia sospeso ed inizierà a decorrere dal 16 settembre oppure è già decaduto.
    La ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti

  7. Pietro

    Egr. Avv. Minardi,
    a seguito di ATP,ho chiesto al giudice di nominare CTU per accertare se i danni derivati ad una parete di un immobile rustico fossero conseguenza del traliccio in calc immesso dall’ Enel a distanza di 80-90 cm dalla stessa.
    Nominato il CTU ed espletato il relativo sopralluogo, quest’ ultimo si limitava ad escludere incontrovertibilmente che tali danni derivassero dal traliccio in calc.
    Il giudice liquidava gli onorari in € 1.000 oltre iva e cpa (valore della causa € 8.000) ordinando il pagamento esclusivamente a parte ricorrente.
    Le chiedo, se tale compenso deve considerarsi sproporzionato rispetto al D. 30.maggio 2002, considerato altresì che il medesimo CTU limitandosi ad escludere tale nesso-eziologico ha eluso di conseguenza gli altri quesiti.
    A mio modesto giudizio il giudice avrebbe dovuto applicare l’art. 11 del suddetto Decreto, motivo per cui tale liquidazione risulta eccessiva.
    Ringrazio anticipatamente e complimenti per il manuale “COME SI CONTESTA UNA CTU” utilissimo ai fini della redazione delle note conclusive.
    Cordiali saluti

  8. Claudia

    Se il ctp invia le osservazioni dopo il termine fissato dal giudice e dopo il deposito della relazione cosa deve fare il ctp?

  9. Giulia

    Egregio avvocato, ho un dubbio: in caso di valore della causa che varia in funzione del tempo di durata del processo (in quanto collegato ad espletamento di mansioni superiori), il valore della causa deve essere considerato indeterminabile? mi spiego se il processo dura 12 mesi, il valore sarà la differenza stipendiale moltiplicato 12; ma se la durata del processo è 24 mesi, il valore sarà la differenza stipendiale moltiplicato 24).
    La ringrazio perla risposta

  10. Vincenzo

    Salve,per un sopralluogo di un impianto di telecamera con la nomina dell’ UTC del tribunale visto che il monitor si trova nel mio appartamento la parte denunciata e autorizzata ad entrare con il suo legale a casa mia grazie,resto in attesa vostra notizie

  11. Roberto

    Egregio avvocato avrei bisogno di un suo parere a seguito di un sinistro mortale riguardante mio padre lui da pedone abbiamo nominato un avvocato al quale abbiamo pagato delle consulenze tecniche a dei periti di parte un medico legale un perito ricostruttore Di incidenti e una spicologa giuritica questi gia’ pagati.il nostro legale a depositato tutto in tribunale.il problema adesso e’ che purtroppo abbiamo dovuto revocargli il mandato e’ lui insieme alla parcella ci dice che dobbiamo trovare altri consulenti dato che questi lavoravano nel suo studio.ora alla luce dei fatti dato che loro anno fatto le perizie e’ sono stati pagati non verranno in tribunale a testimoniare e’ normale oppure no?e come mi posso attrezzare per il futuro data che l udienza futura non e’ molto lontana?la ringrazierei di cuore di un vostro consiglio grazie.

  12. Roberto

    Buonasera egr avvocato minardi le scrivo per un suo parere,le scrivo perché’ abbiamo perso nostro padre da pedone travolto da una autovettura abbiamo dato incarico ad un legale che a sua volta a nominato dei consulenti di parte un medico legale un ingegnere ricostruttore e’ una spicologia giuridica pagati da noi profumatamente ora per ragioni personali abbiamo revocato l incarico al nostro legale, siamo costituiti parte civile nel penale e a fine mese c e’ l apertura del dibattimento l’ex legale oltre la notula spese ci dice che dobbiamo nominare altri consulenti in futuro dato che loro lavorano nella sua e chip ora la domanda è’ la seguente dato che loro anno già’ depositato le perizie nel fascicolo è’ breve ci sarà’ l udienza di comparizione delle prove e’ comunque il loro lavoro l ho abbiamo già’ pagato non dovrebbero almeno venire per testimoniare le loro relazioni scritte? Ne ho sentito uno di loro e mi a detto che non verrà’ in udienza le sembra corretto oppure no? La ringrazio per una sua gentilissima risposta buonasera.

  13. Mario Pinto

    Egregio avvocato, avrei bisogno del suo parere sull’entità dei compensi richiesti da un CTU in un procedimento di ATP relativo ai danni da infiltrazione d’acqua verificatisi nel mio appartamento e derivanti da una tubatura condominiale. Dopo aver fatto due accessi il CTU ha prima inviato una bozza di relazione e poi la CTU definitiva nella quale, da un lato, confermava che i danni erano riconducibili ad una pluviale condominiale e, dall’altro, accertava tali danni in € 6000 circa a fronte degli 8000 stimati dal mio CTP. Contestualmente ha depositato istanza di liquidazione chiedendo un importo di € 2.083 oltre IVA, così giustificato: € 101 per spese vive (fotocopie, raccomandate e spese di viaggio), € 500 per “onorario fisso per rilievi ex art. 12 Decreto 20.05.2002”, € 1.482 per onorario vacazioni (181 ore totali, di cui 20 per studio atti di causa (solo i nostri perchè il Condominio non si è costituito), 120 per stesura relazione e 30 per risposta alle note del CTP). Secondo il mio avvocato bisogna aspettare che il giudice emetta il decreto di liquidazione e poi eventualmente fare opposizione.
    Lei che ne pensa? Secondo lei sono legittime le richieste del CTU per onorario vacazioni? E se non sono dovute non è il caso di segnalare la cosa al giudice prima che esamini la questione?
    La ringrazio anticipatamente per la disponibilità e la saluto

  14. Ciro Sciortino

    Al mio appello, controparte ne ha chiesto l’inammissibilità ex art. 10, co. 6. D. Lgs. n. 150/2011 (non è previsto l’appello alla sentenza del Tribunale)!
    Il 21/09/16 NON si è avuta la prima udienza perche la C. di A. l’ha rinviata al 05/12/2018.
    La mia domanda è:”come posso uscirne”?
    Ho letto che anziche presentare appello si doveva presentare Ricorso in Cassazione!
    C’è una soluzione? Per chè il mio Avvocato non ne ha idea!!!
    Con riguardo
    Ciro Sciortino Maresciallo O. dei Carabinieri in congedo “Vittima del dovere”

  15. Alessandro

    Egr. Avvocato,
    vorrei porLe una questione. Il Giudice con ordinanza “concede al CTU giorni 60 per l’invio della bozza alle parti e 30 giorni alle parti per eventuali note critiche”.
    Qual è il dies a quo per inviare le nostre osservazioni alla bozza? La data di scadenza dei 60 giorni oppure il giorno in cui il CTU ha inviato la bozza?
    La ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
    Cordiali saluti.

  16. Massimo

    Buongiorno avvocato, desideravo conoscere il suo pensiero in ordine a tale problematica riguardante la liquidazione del compenso al Ctu.
    Materia diritto bancario anatocismo usura.
    Spesso i quesiti sono molto articolati (ad es verifichi che le condizioni pattuite nei contratti siano state effettivamente applicate, verifichi il calcolo con anatocismo senza anatocismo, verifichi se si sono superate le soglie usura, …. Solo per fare qualche esempio).
    Mi chiedo: come si deve procedere in questi casi per la richiesta di liquidazione del compenso ? (Nel mio caso i l quesito si articola fino alla lettera h con sottopunto per alcune lettere)

    Devo valorizzare il solo dato del valore della causa ai fini del contributo unificato?

    Oppure devo valorizzare la somma dei risultati ottenuti con la risposta ai vari quesiti? In questo caso il fatto che alcuni quesiti richiedano una lunga e impegnativa attività ma non portino a numeri (ad esempio accertare se le condizioni pattuite anche con ius variandi siano state poi effettivamente applicate) deve essere valutata per la liquidazione del compenso? Come, con vacazioni?
    Grazie per quanto riuscirà
    Cordiali saluti

  17. Vito

    Gentile Avv. Minardi,
    non riesco a trovare la pronuncia delle Sezioni Unite sul termine ultimo per la contestazione della CTU. Può aiutarmi?

  18. Cristina

    Buongiorno volevo chiedere quanto tempo ho per far ricorso ad una ctu che a mio giudizio nn e stata fatta bene….anzi ha evidenziato in modo positivo il padre e in modo superficiale la madre…..parlo di una perizia pet affidamento condiviso grazie mille

  19. Cristina

    Buonasera….quindi le osservazioni vanno fatte prima dell udienza? Al mio ctp…..e se lui nn valuta positive le mie osservazioni dopo l udienza posso contestare ? Grazie mille

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