Giudizio d’appello: nuove eccezioni.

Mirco Minardi

Ieri abbiamo visto che non si possono proporre in giudizio nuove domande, pena la declaratoria di inammissibilità, a prescindere da ogni indagine sull’atteggiamento delle parti, a nulla rilevando l’eventuale accettazione espressa o tacita del contraddittorio.

Vediamo ora le eccezioni. Nulla quaestio per le eccezioni in senso stretto, quelle eccezioni cioè sollevabili solo dalla parte. La loro proposizione rimane confinata al giudizio di primo grado.

Ricordo che le preclusioni delle suddette eccezioni maturano nel modo seguente:

  • il convenuto ha l’onere di sollevare le eccezioni in senso stretto nella comparsa di costituzione e risposta depositata venti giorni prima dell’udienza fissata in citazione o rinviata ex art. 168 bis quinto comma c.p.c.;
  • l’attore ha l’onere di sollevare le eccezioni conseguenti alle domande e alle eccezioni del convenuto contenute nella comparsa all’udienza di trattazione;
  • tutte le parti hanno l’onere di sollevare le eccezioni conseguenti alle eccezioni o domande nuove proposte in udienza entro la II memoria del 183 c.p.c.;
  • la controeccezione dell’eccezione inserita nella II memoria va proposta al più tardi con la III memoria.

Diverso il discorso per le eccezioni in senso lato cioè rilevabili d’ufficio. Queste possono essere rilevate anche in appello purchè su di esse non si sia formato il giudicato.

Tuttavia la norma non è affatto chiara:

  • è possibile introdurre nuovi fatti a sostegno di eccezioni in senso lato, oppure è comunque necessario che essi siano stati allegati in precedenza?
  • In caso di risposta negativa è sufficiente l’acquisizione del fatto, oppure occorre l’allegazione?
  • La norma che consente il rilievo d’ufficio di eccezioni in senso lato, comporta una deroga al regime di preclusione dei mezzi istruttori?

Facciamo un esempio. Eccezione di interruzione della prescrizione, tipica eccezione in senso lato:

  • posso produrre la raccomandata di messa in mora in grado di appello?
  • Se ho prodotto in primo grado la raccomandata (acquisizione), ma non ho mai allegato l’avvenuta interruzione a mezzo della suddetta raccomandata, può il giudice tenerla in considerazione ugualmente e dunque pronunciarsi sul punto?

Se è vero che l’interruzione della prescrizione è rilevabile di ufficio anche in grado di appello, integrando la corrispondente contro eccezione un’eccezione in senso lato (Cass. Sezioni unite, n. 15661 del 2005), è pur vero che il potere di rilevazione deve essere esercitato – come avviene in ogni caso di esercizio di poteri officiosi – sulla base di allegazioni e prove, incluse quelle documentali, ritualmente acquisite al processo. Ebbene, se, rispetto alla prova dell’avvenuta interruzione, è pacifico, nella giurisprudenza della Corte, il principio che ne è necessaria l’acquisizione nel giudizio di primo grado, esiste, invece, contrasto sulla nozione di “ritualità e tempestività” dell’allegazione del fatto interruttivo, da alcune sentenze ritenendosi necessario che tale fatto, anche se non dedotto formalmente dall’attore come controeccezione, sia stato introdotto nel giudizio di primo grado (cfr. Cass. 13783 del 2007; n. 2035 del 2006); mentre altre pronunce (cfr., da ultimo, Cass. sent. n. 2041 del 2008) ritengono la relativa allegazione consentita per la prima volta nel giudizio di appello, purchè gli elementi probatori e documentali su cui essa si fonda siano stati acquisiti in primo grado.

Ricapitolando:

  • la prova del fatto deve essere sempre acquisita in primo grado;
  • l’allegazione secondo alcune pronunce può avvenire anche in secondo grado, per altre solo nel primo.

Non solo. Recentemente si è precisato che l’allegazione in secondo grado non può essere inserita nelle premesse in fatto, bensì nei motivi di impugnazione (Cass. 8710/2009)


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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

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15 commenti:

  1. Dario

    Se una sentenza ha accolto un opposizione a d.i. nel senso di ridurre l’importo indicato nel decreto, l’opposto può proporre appello e contestualmente
    avviare l’esecuzione della gravata sentenza per la parte di credito riconosciuta? oppure, come mi è stato riferito, l’esecuzione equivale ad implicita acquiescenza e, conseguentemente, impedirebbe la proposizione del gravame?
    Grazie

  2. Silvia

    Buongiorno Ho bisogjno del suo aiuto!!

    Mio papa si è fatto fregare dal commune un terreno anni fà e non ancora pagato. Dopo tantissimi anni ancora la causa non è stata risolta…

    Le ultime scuse sono:
    1) La informo che la trattazione dell’appello è stata rinviata all’udienza del 26/05/2016, in quanto la Cancelleria della Corte di Appello non aveva ancora acquisito il fascicolo d’ufficio del giudizio di primo grado.
    Questa acquisizione è indispensabile per potere andare avanti nella causa ed i ritardi sono imputabili al fatto che la Sezione Distaccata di Siderno (presso la quale si è svolto il primo grado del giudizio), è stata soppressa con accormapento al Tribunale Civile di Locri, presso il quale sono confluiti tutti i fascicoli e documenti relativi a detta sezione.

    2) la causa oggi è stata rinviata al 10/11/2016 per la trattazione dell’appello e sempre per l’acquisizione del fascicolo di primo grado, ossia relativo al giudizio che si è svolto a Siderno, non avendo ancora provveduto la cancelleria del Tribunale di Locri. Purtroppo questi sono i tempi della giustizia, dettati dai giudici, sui quali, ahimè, gli avvocati non hanno potere.

    Mi sà spiegare in modo semplice perchè I termini giuridici sono complicati “non aveva ancora acquisito il fascicolo d’ufficio del giudizio di primo grado”

    La ringrazio tantissimo!

  3. Michele Tarantino

    Con il primo grado di giudizio venivo assolto con formula piena per alcuni capi di imputazione mentre per altri venivo condannato per peculato. Contestualmente venivo sospeso dal lavoro dall’Ente Comune con retribuzione ridotta ad assegno alimentare pari al 5O%. Successivamente in appello la sentenza veniva riformata dihiarando la Corte non doversi procedere in ordine al relativo reato in quando estinto in data antecedente a quella della condanna inflitta in primo grado e per l’effetto revoca le statuzioni civili contenute in ques’ultima. Si chiede gentilmente se si ha diritto alla restituzione delle somme dello stipendio non percepite. Considerando che in primo grado avevo già riportato per altri capi di imputazione l’assoluzione con formula piena grazie

  4. Carlo Giusti

    La sentenza di appello riforma parzialmente quella del tribunale, dispone sulle spese di lite ma nulla dice riguardo le spese del giudizio di primo grado. Che fine fanno tali ultime spese ? Grazie

  5. Paola vivaldi

    Egregio Avv. ho un dubbio. Ho vinto in Cassazione in merito al mio divorzio. Vittoria totale, tutte le domande accettate. Rimandata la causa alla Corte d Appello. Quest ultima aveva completamente spazzato via ben 3 assegni di mantenimento(mio e dei miei 2 figli)
    Stiamo procedendo al conteggio del dovuto di questi anni mai più pagati. L avvocato che mi ha seguito x separazione e divorzio sostiene che i calcoli vanno fatti a partire dalla sentenza di Appello,il cassazionista dice che per il principio della sostituzione(mi sembra..) vengono cassati i precedenti gradi di giudizio e si riparte dalla sentenza di separazione. Chi ha ragione?

  6. Endymion

    “le stesse possono trovare ingresso nella fase di g”ravame predetta al fine di precostituire il titolo esecutivo per le restituzioni, fermo restando che la condanna restitutoria va subordinata al passaggio in giudicato e, in ogni caso, non può essere eseguita prima di quel momento.”

    Dunque se pende il giudizio in cassazione non mi possono chiedere la restituzione delle somme?

  7. Ludovico Tallarico

    Buonasera ho appena subito sentenza di separazione personale con un aumento dell’assegno di mantenimento. Il mio stipendio attuale e’ di circa 1250 euro ed il trib.ha stabilito debba 380 euro di mantenimento. Attualmente convivo avendo lasciato l’abitazione familiare poiche’ assegnata.Ho ragione di chiedere un abbattimento della debenza?
    Se non avessi convissuto sarei letteralmente per strada.
    Sono laureato ho la qualifica di operaio ed il giudice ha innalzato il mantenimento valutando che la mia preparazione lasci ben sperare per un posto di lavoro migliore.Peccato non sia cosi’…se fosse cosi’facile mi piacerebbe chiedere al giudice di trovarmi un posto da laureato.Sono una guardia giurata…
    Grazie x l’attenzione ed eventuale gradita replica.

  8. Raffaele Caccia

    Gli attori, eredi di un soggetto deceduto a seguito di sinistro stradale, sono stati condannati al pagamento delle spese legali a seguito del rigetto della loro domanda. Soltanto uno degli eredi vorrebbe proporre gravame alla sentenza . Posso proporre appello solo per uno di loro e non per tutti?
    Grazie.

  9. Giuseppe Galata'

    Vorrei esporre il mio caso :
    Il condominio aveva intentato causa ad un condomino ; il sottoscritto aveva partecipato al primo grado.
    Il condominio vide rigettarsi in primo grado le richieste , con compensazione delle spese.
    Il condominio era ricorso in appello ; il sottoscritto aveva espresso ritualmente dissenso in base al 1132 c.c.
    All’esito dell’appello il condominio vide la “conferma integrale della sentenza impugnata” e la rifusione delle spese sia di primo che secondo grado.
    L’amministratore elabora una ripartizione secondo il seguente schema:
    • la parte della soccombenza in appello dovuta per il primo grado , a coloro che avevano promosso il primo grado ( tra cui il sottoscritto) ed a coloro che non avevano dissentito
    • la parte della soccombenza in appello dovuta per il secondo grado , a coloro che avevano promosso il secondo grado ed a coloro che non avevano dissentito
    La domanda è la seguente :
    Se è certo che è stato il ricorso in appello del condominio a determinare la condanna alla rifusione delle spese alla controparte anche in primo grado , perchè il sottoscritto , che aveva ritualmente espresso il proprio dissenso in riferimento all’art.1132 c.c. “separando la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza” , si è visto caricato di quest’onere , soprattutto in considerazione che il primo grado aveva visto la compensazione delle spese?

  10. Mirco Minardi

    @mi pare corretta la ripartizione, in quanto il giudice d’appello ha modificato la decisione delle spese relative al primo grado




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