Perché un testimone non viene creduto? Ecco un esempio.

Mirco Minardi

La testimonianza. Momento molto delicato del processo e altrettanto delicato è il momento della valutazione da parte del giudice.

Oggi vi propongo un caso tratto dalla sentenza del Tribunale di Bari, sezione distaccata di Bitonto, del 27/03/2009, in cui il testimone (unico) non è stato creduto dal giudice.

Potete condividere o meno, ma ciò che non potete non fare è copiare ed incollare queste argomentazioni per poterle utilizzare in caso di bisogno.

“La dinamica così come descritta nelle citazioni non ha trovato un riscontro probatorio attendibile ed è anzi smentita dai rilievi effettuati sul luogo del sinistro dalla Polizia Stradale.
Gli attori e la Lloyd Adriatico s.p.a. hanno fondato le loro asserzioni sulla deposizione resa dal teste V. N. esaminato all’udienza del …2003 (v. verbale d’udienza), testimone che ha confermato la tesi attorea di una vettura non identificata che avrebbe “sbarrato la strada” a quella condotta da C. G. costringendo questo a sterzare a destra e facendolo finire fuori strada con il mezzo per evitare l’urto frontale. Nulla ha invece riferito sulla dinamica del sinistro la teste X. Y. esaminata nella stesa udienza perché la stessa ha dichiarato di aver solo visto la Passat del C. quando si era ormai “arrestata contro un tronco di albero” (v. verbale d’udienza del …2003).
Il teste V. N. – sulle cui dichiarazioni il P.M. ha fondato il P.M. la richiesta di archiviazione perché l’autore dei reati rimasto “ignoto” – é assolutamente inattendibile per una serie di ragioni che ne minano fortemente la credibilità.
Innanzitutto si rileva che la Polizia Stradale ha annotato nel rapporto redatto in occasione dello incidente e prodotto in copia dalla RAS s.p.a. (v. in fascicolo di parte) che “nel luogo e nella immediatezza del fatto non vi erano testimoni”.
Se il teste ha assistito al sinistro ed ha anche – a suo dire – “chiamato l’ospedale di Toritto e le forze dell’ordine”, non si comprende perché non abbia avuto poi da riferire alcunché alla Polizia Stradale giunta poco dopo sui luoghi.
A dire del teste sarebbero arrivati sul posto “prima i Carabinieri e poi un’ambulanza, … poi è arrivata una vettura dei Vigili del Fuoco” (v. verbale di udienza del …2003). Nel loro rapporto gli uomini della Polizia Stradale – pur giunti poco dopo quando i Vigili erano ancora intenti nelle operazioni di soccorso – non hanno riferito della presenza dei Carabinieri. Deve desumersi da ciò che questi – contrariamente a quanto riferito dal teste – non siano intervenuti. Per questo appare non veritiera anche l’affermazione del teste di aver protestato con un carabiniere per il ritardo dei soccorsi (v. verbale d’udienza del …2003).
Secondo il testimone V. la vettura che avrebbe sbarrato la strada alla Passat del C. sarebbe stata una Volkswagen, secondo tutti gli attori detta vettura sarebbe stata verosimilmente di marca Audi.
Non può infine non rilevarsi che il V. é stato indicato quale teste e persona informata dei fatti a distanza di mesi dal legale di C. A. e C. F. con una richiesta di audizione del medesimo presentata al Pubblico Ministero in data 23.02.1999, come risulta dalla copia prodotta dalla RAS (v. fascicolo di parte). Non si comprende come il teste sia stato “individuato” e perché sia stato individuato a distanza di mesi dal sinistro.
Le circostanze su riferite inducono a ritenere che la deposizione del sig. V. non sia veritiera.
La conferma che la dinamica del sinistro non è quella descritta dal teste e dagli attori viene anche dai rilievi effettuati dalla Polizia Stradale.
Questa ha infatti rilevato “l’inizio della traccia di scarrocciamento prodotta dai pneumatici di destra” della Passat del C. ad una distanza di m:2,80 dal margine destro della carreggiata. E la distanza dal margine destro si nota anche nel grafico redatto dalla Polizia perché in esso le tracce iniziano ben distanti dal margine destro della carreggiata. E considerata la larghezza della sua vettura, deve concludersi che il C. quando ha perso il controllo dell’auto viaggiava quasi al centro della carreggiata e a cavallo della linea di mezzeria, non rigorosamente a destra. Tale circostanza rende molto più verosimile che il C. abbia perso il controllo della sua vettura sbandando prima verso sinistra per poi uscire fuori strada.
Delle “tracce” sull’asfalto delle ruote della Passat non ha tenuto conto il perito d’ufficio, il p.i. Giovanni Cacciapaglia. Questo ha anzi avanzato una ipotesi – quella della vettura proveniente dal senso contrario che avrebbe occupato la corsia di marcia della Passat – priva di fondamento. Ha concluso in particolare che l’azione frenante del C. sia stata giustificata dal tentativo di evitare l’impatto con l’altra vettura (v. relazione, alla pag. 18). Tale valutazione non ha un supporto logico perchè è ben possibile che l’azione frenante sia stata indotta dal tentativo del C. di fermare la vettura di cui aveva perso il controllo.
Tale ultima conclusione trova conferma nell’elevata velocità della vettura del C.. Il mezzo – come rilevato dalla Polizia di Stato – ha infatti percorso molti metri nel piano di campagna dopo essere uscito fuori strada, ha urtato e abbattuto un mandorlo, ha poi urtato e abbattuto un ulivo e infine ha abbattuto altri due ulivi dove si é arrestato. La velocità è stata tale da consentire al mezzo di trascinarsi per molti metri nella campagna e addirittura abbattere vari alberi. Tale circostanza rende verosimile – si ribadisce – che il C. ha perso il controllo del suo mezzo per la elevata velocità tenuta, non perché qualche mezzo abbia invaso la sua corsia di marcia.
Escluso dunque che il sinistro sia stato causato dal conducente di una vettura non identificata, vanno rigettate tutte le domande attoree proposte in danno del fondo di garanzia e per esso nei confronti della RAS così come quella di rivalsa avanzata dalla Lloyd Adriatico in danno del fondo di garanzia per il rimborso delle somme versate ai congiunti di M. D. e agli eredi di C. G., a questi ultimi in esecuzione della polizza infortuni conclusa con il C..”


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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

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2 commenti:

  1. Maurizio

    e che sorte è toccata al teste inattenibile? Il Giudice ha trasmesso gli atti sono stati inviati alla Procura?

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