Udienza di trattazione: il triplo termine ex art. 183


Vi ripropongo, visti i numerosissimi ed interessantissimi commenti, un estratto del mio e-book pubblicato in questa pagina che affronta, da un punto di vista squisitamente pratico, le preclusioni e l’udienza di trattazione, visto che ormai una buona parte delle cause, ahimé,  si gioca proprio sugli errori in questa delicata fase.

Si tratta di un testo scritto da un avvocato per gli avvocati, quindi con attenzione a tutti gli aspetti pratici. Se avessi avuto questa visione d’insieme sin dall’inizio, lo dico sinceramente, molte cause ...

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388 commenti:

  1. Anna

    mi correggo: sarà sufficiente indicare l’indirizzo dello studio?

  2. Mirco Minardi

    @Giuseppe Pellegrino: ritengo che il giudice non possa anticipare la decorrenza in quanto la legge prevede che il termine sia di 30 giorni; facendolo decorrere dall’udienza il giudice priva le parti di un giorno per approntare la difesa. Si tratta di un termine perentorio, oltretutto.

  3. Luca

    Gentile Avvocato,
    ho in corso una causa in cui ahimè ho presentato la memoria ex art. 183, c. VI. n 2 tardivamente: tuttavia la memoria conteneva i medesimi capitoli di prova che avevo indicato in atto di citazione con i medesimi testi.
    Il Giudice ha dichiarato la memoria tardiva (e come negarlo) ma non mi ha ammesso le prove dell’atto di citazione siccome superate da quelle richieste nella memoria tardiva; ha quindi fissato udienza di pc.
    Potrei avere un Suo parere? Grazie anticipatamente

  4. Luca

    ho omesso di rilevare che all’udienza ex art. 184 ho inistito per l’ammissione delle prove dedotte in atto di citazione, essendomi accordo della tardività della memoria. Grazie e cordiali saluti

  5. Mirco Minardi

    @Luca: Non c’è da meravigliarsi: oggi la forma prevale sulla sostanza. Il provvedimento non è condivisibile a meno che nella memoria non sia stato dichiarato espressamente che l’articolazione era, come dire, novativa rispetto all’atto di citazione. Altrimenti non si vede come vi possa essere una presunzione di abbandono per il semplice fatto che una parte riformuli i propri mezzi istruttori già indicati in un atto precedente. E’ davvero triste che i processi siano condotti in questa maniera.

  6. Luca

    Nessuna dichiarazione novativa, grazie comunque per il conforto, anche se certe pronunce fanno venir voglia di appendere il titolo al chiodo.

  7. Avv. Mirco Minardi

    @Luca: non dire niente. Sto facendo un appello che grida vendetta. Il problema è che fino a quando i giudici si sentiranno liberi, perchè non sanzionabili, di emettere qualsiasi decisione, ignorando eccezioni, prove, norme, orientamenti consolidati, avremo sempre i tribunali e le corte intasati dagli appelli e dai ricorsi. Io credo che il Ministero dovrebbe iniziare a fare statistiche per verificare non solo quante sentenze vengono emesse da un giudice ma quante vengono impugnate. Perchè a te magistrato Tizio impugnano il 20% delle decisioni e a te magistrato Caio il 60%? Dalle mie parti un magistrato si è inventato una eccezione di improcedibilità in materia di infortunistica stradale intasando completamente la corte d’appello. E’ possibile tutto ciò?

  8. Luca

    Guarda sottoscrivo quello che dici, da ultimo anche un test psico-attitudinale a cadenza quinquennale per verificare che qualcuno non “sbrocchi” (capita anche questo…).
    Comunque apprezzo la Tua disponibilità e le Tue idee, Ti appoggio per un’eventuale Tua corsa a Guardasigilli!

  9. SACINO Andrea

    Egregio Avvocato, mi complimento per la chiarezza di pensiero e la compiuta esposizione. Gradirei, però, conoscere la Sua posizione sul seguente quesito: quid iuris se sia l’originale che la copia per l’avversario della seconda memoria ex art. 183 cpc non è sottoscritta dal procuratore? Resto fiducioso di un Suo sollecito riscontro. Grazie e cordiali saluti.

  10. Anna

    Egregio avvocato,
    se l’attore nell’atto di citazione (Giudice di Pace) – risarcimento danni per lesioni – non ha quantificato il valore della causa ma ha stabilito che essa si mantenga entro i limiti ad es. di €1600,00 ( quantificando solo le spese mediche), il convenuto dovendo redigere la nota spese da depositare poi insieme alla comparsa conclusionale, deve considerare tale cifra come valore della causa?
    Cordialità

  11. Sergio

    Egregio Avvocato, complimenti per il sito. Il mio quesito è il seguente: è possibile depositare la memoria ex art. 183, VI c., n. 2, c.p.c. prima che sia scaduto il termine per il deposito della memoria ex art. 183, VI c., n. 1, c.p.c.?

  12. Sergio

    Egregio Avvocato, preciso meglio il mio quesito. E’ possibile depositare una memoria avente il contenuto di una memoria istruttoria (produzione documenti, capitolazione di interrogatorio formale e prova per testi)(dunque una memoria ex art. 183, VI c., n. 2, c.p.c.) prima che siano scaduti i trenta giorni per il deposito della prima memoria ex art. 183, VI c., n. 1, c.p.c.?

  13. Rino

    Egregio avvocato,
    nelle conclusioni di un atto di citazione per il risarcimento dei danni, erroneamente si è qualificato la sociètà convenuta come società assicurativa per la r.c.a. dell’autovettura attorea. Questa società, infatti, assicurava l’autovettura del responsabile civile, così come precisato nell’esposizione dei fatti.
    Posso in prima udienza rettificare tale punto?

  14. Ali10

    Gentile Avv. Minardi,
    mi complimento per la sua efficenza e precisione nel trattare la fase istruttoria.
    Avrei una domanda da porLe: I termini ex art. 183, VI comma, vanno considerati come un unico termine o viceversa come tre termini distinti, per ognuno dei quali vada applicato l’art. 155 c.p.c. con la conseguente esclusione del “dies a quo” dal computo? Esiste giurisprudenza di merito o di legittimità sulla questione?
    Il problema è il seguente: se dall’ udienza(14maggio) i 30 giorni finiscono di domenica, la prima memoria si deposita il lunedì successivo (14giugno anzichè 13 e fin quì non ci sono dubbi) ma per la seconda memoria come ci si comporta? Va bene depositare il 14luglio? Perchè contando poi dal lunedì si dovrebbe depositare prima e non si avrebbero a disposizione i 30 giorni perentori stabiliti dalla legge!!
    Lei come si comporterebbe?
    Grazie infinite.

  15. Sergio

    Egregio Avvocato, spero di non abusare della Sua disponibilità. Il mio quesito è questo: la mancata comparizione della parte all’udienza di precisazione delle conclusioni comporta rinuncia alle istanze istruttorie rigettate dal Giudice? In sostanza, il Giudice, a scioglimento della relativa riserva, non ha ammesso le istanze istruttorie (interrogatorio formale, prova per testi), ed ha rinviato ad altra udienza per la precisazione delle conclusioni, alla quale una parte non è comparsa. La mancata comparizione comporta sicuramente il riferimento alle conclusioni formulate agli atti, ma tra queste debbono intendersi ricomprese anche le istanze istruttorie?
    Grazie.

  16. Mirco Minardi

    @Ali10: se il termine scade di domenica viene prorogato al lunedì successivo. Il secondo termine inizierà a decorrere dal lunedì. Nell’esempio scade il 14 luglio, diversamente il secondo termine sarebbe di minore di 30 giorni. Grazie per i complimenti.

  17. Sara

    Gentile avvocato, vorrei sottoporle il mio caso: sono convenuta in un giudizio d’appello, dove l’appellante ha eccepito la mia omessa esposizione degli elementi di diritto non avendo configurato esattamente il titolo giuridico della presunta responsabilità, ovvero non ho indicato l’articolo di legge interessato, pur avendo minuziosamente esposto i fatti. La mia domanda è: posso nella prima memoria ex 183 co. 6 n.1 precisare l’articolo di legge violato? Tenga presente che il giudice verbalmente ha dichiarato di condividere la tesi dell’appellante.
    Grazie.

  18. Mirco Minardi

    @Sara: nel giudizio di appello non ci sono le memorie ex art. 183. Il giudice d’appello deve decidere se il giudice di primo grado ha correttamente qualificato i fatti; ormai è la sentenza di primo grado la regina.

  19. Marcello

    EGREGIO AVVOCATO, TRA LA PRIMA UDIENZA E LA DATA DELLA SECONDA UDIENZA PER UNA SEPARAZIONE GIUDIZIALE QUANTO TEMPO INTERCORRE? QUANTE UDIENZE SI FANNO ALL’ANNO PER UNA SEPARAZIONE GIUDIZIALE E QUANTO DURA COMPLESSIVAMENTE?

    LA RINGRAZIO E PORGO DISTINTI SALUTI

  20. Fabio Crauso

    Gentile Collega,
    Vorrei sottoprti un quesito nella speranza tu possa darmi delucidazioni in merito.
    Nelle note 183 III Termine posso allegare nuovi documenti e tantomeno posso articolare prova testimoniale o semplicemente chiedere prova contraria su quella articolata dal controparte?
    Nel ringraziarti anticipatamente porgo cordiali saluti.

  21. Mirco Minardi

    @Fabio Caruso: puoi solo dedurre la prova contraria salvo che tu debba controeccepire (e provare) alla nuova eccezione formulata con la II memoria dall’avversario

  22. Antonella palmentieri

    utilissimo come è possibile avere dei pareri? grazie di tutto In attesa di risposta invio cordiali saluti Antonella

  23. Massimo

    Nel complimentarmi con Lei per i Suoi esaurienti ed autorevoli pareri Le propongo il seguente quesito: il convenuto formula un’eccezione di prescrizione del diritto nella comparsa di costituzione depositata oltre il termine di 20 gg. prima dell’ud. e l’attore eccepisce la tardività dell’eccezione per la prima volta solo nelle memorie ex art. 183 c.p.c. 2° termine. Tale eccezione è, come penso, ammissibile in quanto rilevabile d’Ufficio oppure è possibile invocare Cass. 5191/2008? Grazie!

  24. Anna

    Egregio Avvocato,
    quali conseguenze possono derivare al convenuto in caso di errori, commessi dallo stesso, nella redazione della nota spese, per una causa di competenza del Giudice di Pace?
    Cordialità

  25. Mirco Minardi

    @Massimo: la tardività dell’eccezione è rilevabile d’ufficio dal giudice e non si applica la giurisprudenza in tema di onere di contestazione in quanto la materia delle preclusioni non è disponibile nè al giudice nè alle parti.

  26. Matteo

    Egregio Avvocato, vista la Sua approfondita conoscenza della procedura, Le vorrei porre un quesito: nell’ambito della I udienza l’attore disconosce ex art. 2719 c.c. la conformità all’originale di copie di docc. da me prodotte unitamente alla comparsa di cost. e risposta, nonchè la propria sottoscrizione ex artt. 214 e 215 c.p.c. All’udienza il Giudice concede termini ex 183 c.p.c. di 30+30+20 gg. Posto che, in relazione al disconoscimento della sottoscrizione, devo proporre istanza di verificazione nella prima memoria ex 183, in relazione all’eccezione attorea ex art. 2719 entro quale termine devo depositare i documenti in originale? La prima o la seconda memoria ex 183? Grazie, Matteo

  27. Antonio

    Gentile collega,
    nno sos e sia stata già fatta questa domanda.
    L’attore deposita la memoria art.183 6° comma n.2.
    Il convenuto non deposita la memoria ex art.183 6° comma n.2 istruttoria.
    Può depositare memoria di replica ex art.183 n.3 e fare la replica alla memoria dell’attore nel terzo ed ultimo termine di 20 giorni ?
    E’ ammissibile la replica anche senza aver depositato la memoria istruttoria ?
    Grazie

  28. Antonio

    Gentile Avvocato,
    volevo chiderle se il convenuto che non ha depositato la seconda memoria (istruttoria 183 6° c. n.2 ) può depositare la replica nell’ultimo termine dei 20 giorni alla memoria istruttoria ex art.183 6° comma n.2 dell’attore e dedurre eventuali capitoli di prova o anche documenti.
    Grazie

  29. Mirco Minardi

    @Matteo: io faccio sempre tutto con la prima risposta utile e dunque nel tuo caso con la I memoria; ma non è vietato produrre documenti con la II memoria.

  30. Davide

    Buongiorno avv. Minardi e complimenti per il sito e i contenuti,davvero qualificati.
    Le espongo il caso:
    dopo due gradi di merito riesco ad ottenere sentenza di dichiarazione di figlia naturale di una mia assistita.
    Controparte propone ricorso per cassazione.
    Dopo una decina di mesi inizio altro giudizio per il risarcimento danni nei confronti del genitore. COntroparte si costituisce chiedendo la improcedibilità del giudizio in quanto gli status di figlia necessitano di sentenza passata in giudicato.
    Dopo un paio di rinvii (in uno dei quali avevo chiesto concedersi termini ex art.183 comma 6) ed una mia istanza ex art.89 cpc, il giudice si riserva.
    Rigetta la mia istanza, ignora la mia richiesta di termini ex art.183 cpc e rinvia per p.c.
    Il Giudice non dovrebbe essere obbligato alla concessione dei termini 183?
    Nel caso di specie, se dopo l’udienza per il rinvio per pc dovesse la Cassazione emettere provvedimento alla mia assistita favorevole, non verrei irrimediabilmente pregiudicato nell’esercizio del mio diritto di difesa?
    Non sarebbe stato più opportuno che il Giudice provvedesse a sospendere il GIudizio in attesa della sentenza della Suprema Corte?
    Le sarei grato se mi esponesse il Suo punto di vista.
    Rimango in attesa di riscontro e porgo cordiali saluti
    Scioglie la riserva

  31. Silvan borriello

    salve avvocato, complimenti per questo sito interessantissimo al quale sembra quasi doveroso che io le ponga un quesito non semplice. Se del preliminare di vendita in copia controparte eccepisce il non riconoscimento dell’atto, si può chiedere una perizia dell’atto stesso, qualora non se n’è chiesto riconoscimento a verbale alla prima udienza in fase ex art. 183 6
    sono preoccupatissima grazie in anticipo

  32. Mirco Minardi

    @Davide: se la concessione dei termini di cui all’art. 183 siano obbligatori o meno è molto discusso. I più rispondono affermativamente. Per quanto riguarda la sospensione poteva certamente applicare il 295. Cosa accade se nelle more la Cass si pronuncia favorevolmente? Sarei dell’idea che detta pronuncia opera come una condizione dell’azione e dunque il giudice dovrebbe pronunciarsi nel merito.

  33. Mirco Minardi

    @Silvan: non riconoscimento dell’atto significa che ha disconosciuto la firma? Se non è ancora scaduto il II termine si può chiedere la verificazione della firma.

  34. Luca

    Gent.mo Avvocato,
    La ringrazio in anticipo per la Sua disponibilità. Vorrei sottoporLe il seguente quesito:
    l’attore deposita memoria 183, n. 2 allegando un documento (si tratta di una planimetria che controparte dichiara essere “l’estratto di progetto relativo all’area di confine dal quale si evince il mancato interessamento delle vie adiacenti”. Ciò per dimostrare carenze del progetto). In realtà il documento prodotto da parte attrice è una planimetria riferita ad altro e per dimostrarlo vorrei depositare con la mia memoria 183, n. 3 la planimetria di progetto realtiva all’occupazione del suolo pubblico, nonché le richieste inoltrare al Comune e la relativa autorizzazione.
    Si tratta di documentazione che non ho mai prodotto, in quanto controparte, che già in citazione aveva contestato la completezza e la bontà del progetto, non si aveva mai fatto alcun riferimento al problema dell’occupazione del suolo pubblico.
    A Suo parere posso produrla? Io ritengo di sì, considerando che si tratta di produzione documentale conseguente a produzioni di cui alla memoria n. 2 di parte attrice.
    Grazie per la risposta.

  35. Carla genovese

    nel caso che pongo alla vs attenzione, di opposizione a decreto ingiuntivo, il Giudice alla prima udienza si è riservato di decidere aulla provvisoria esecuzione ed anche sulla richiesta concrode dei termini 183. Con lo scioglimento della riserva ha concesso i termini di legge. Chiaramente le due parti hanno ricevuto la notifica in date diverse e quindi il conteggio dei 30+30+20 non scade li stessi giorni. Non era neanche possibile far partire il conteggio dalla data del deposito dell’ordinanza perchè questa è stata notificata all’opposto trascorsi i 30 gg.
    In questo caso l’opposto ha conteggiato dalla data di notifica dell’ordinanza, l’opponente dalla data di deposito, ed entrambi hanno depositato solo la seconda memoria 183. Quale dei due metodi reputate più corretto, e cosa fare in caso che i conteggi dell’opposto siano errati, sarebbe decaduto??? ringrazio anticipatamente

  36. Giancarlo

    Egregio avvocato sono attore in un processo di appello:
    Se nel proceso di appello nn è possibile chiedere alla prima udienza le memorie 183 c.p.c., allora come faccio a replicare alla loro comparsa?

  37. Giancarlo

    Di nuovo avvocato e in appello esistono i termini 190 c.p.c. e se si esistono anche nell’appello espletato in tribunale? (ovvero che segue una sentenza del gdp).
    grazie infinitamente

  38. Alessandra

    Buona sera avvocato, avrei bisogno di un chiarimento.
    Nel mio caso è accaduto che il convenuto con la memoria 183 comma 6 n. 3 ha prodotto un documento, quale pretesa prova contraria, quando in realtà le circostaneze per le quali ha ritenuto di produrre tale prova contraria erano già state indicate in atto di citazione.
    Quindi, nella comparsa di risposta non ha eccepito nulla rispetto a tale circostanza già dedotta in citazione e solo con la memoria 183 comma 6 n. 3 ritiene di controdedurre producendo tale prova documentale “contraria”.
    E’ pur vero che la nostra memoria 183 comma 6 n. 2 indica un articolato nel quale viene chiesto al teste di rispondere sulla circostanza già affermata in atto di citazione, ma in realtà il convenuto non eccependo nulla in comparsa non è decaduto da tale prova?
    Il Giudice ha ammesso tale documento ritenendolo prova contraria.
    Il problema reale è che in tal modo a noi viene preclusa la possibilità (visto che si trattava dell’ultima memoria istruttoria) di produrre la nostra controprova documentale (esigenza che nasce da questa sua ultima produzione “contraria”).
    Mi scuso se sono stata contorta ma la questione mi risulta particolarmente astrusa e le mie ricerche per fondare in diritto l’istanza di revoca dell’ordinanza di ammissione dei mezzi istruttori, al momento, risulta pressocchè vana.
    Grazie anticipatamente

  39. Mirco Minardi

    @Giancarlo: si replica a verbale o con la comparsa conclusionale, tanto non esiste un onere di contestazione se non quando sia allegato un fatto integrante una eccezione in senso lato. In appello la causa passa in decisione previa concessione del termine per comp. concl. e repliche, salva la discussione orale.

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