E’ di 30 giorni il termine per impugnare avanti al CNF la decisione del CDD o del COA emessa dopo il 1 gennaio 2015

Mirco Minardi

Il CNF ha dichiarato l’inammissibilità di numerose impugnazioni avverso decisioni disciplinari rese dai consigli degli ordini degli avvocati, ritenendo di dover applicare il minor termine di 20gg, in luogo di quello di 30 gg. previsto dall’art. 61, comma 1, legge 247/2012.

Ciò è avvenuta per una non corretta interpretazione della disciplina transitoria. Difatti, la l. 247/2012 recante la nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense dispone, all’art. 65, comma 1, che: “Fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti previsti nella presente legge, si applicano se necessario e in quanto compatibili le disposizioni vigenti non abrogate, anche se non richiamate”.

Il regolamento 2/2014, in materia di procedimento disciplinare, è però entrato in vigore il 1 gennaio 2015. Pertanto, tutte le decisioni emesse dopo quella data possono essere impugnate nel più lungo termine di 30 gg.

Nel caso deciso da Cass. 32360/2018 il provvedimento irrogativo della sanzione era stato notificato il 9 gennaio 2015 e dunque dopo l’entrata in vigore del regolamento 2/2014.

Per l’effetto, la sentenza del CNF è stata cassata con rinvio.

 


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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.




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