Articoli per 'riforma 2009 codice di rito'
02.11.09
Protetto: Perchè la non contestazione non è una prova legale.
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20.10.09
Onere di contestazione e ammissione di fatti: un paradosso ancora irrisolto
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Stiamo per concludere il nostro viaggio attorno al nuovo istituto della contestazione (art. 115, primo comma). Oggi parliamo di un fatto singolare.
Abbiamo visto che:
- le parti hanno l’onere di contestare specificatamente i fatti allegati ex adverso;
- la non contestazione o la contestazione generica rende il fatto pacifico e non più gravata la parte dall’onere della prova.
Ma quale soggetto processuale ha l’onere di contestare? E’ ovvio, il difensore, salvi i limitati casi in cui la parte non si avvale dell’assistenza tecnica dell’avvocato. Dunque è il difensore ad avere il compito di contestare specificatamente, circostanza questa che apre un nuovo fronte di possibili infrazioni contrattuali nel mandato cliente-avvocato e che impone una riflessione sul c.d. flusso di informazioni e onere della prova. Chiudiamo però Continua a leggere l’articolo »
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19.10.09
L’onere di contestazione e la natura dei fatti.
Si fa presto a dire contestare i fatti: quali fatti? Nel processo entrano, attraverso le allegazioni e le prove, molti fatti: fatti rilevanti e fatti irrilevanti; fatti principali e fatti secondari e tra quest’ultimi fatti secondari che connotano il fatto costitutivo e fatti secondari ad esso estraneo e cioè con funzione meramente probatoria. Vi sono poi i fatti incompatibili, di cui nessuno parla (Caio sostiene che il giorno x Tizio gli ha sferrato un pugno, Tizio sostiene che in quel periodo era in vacanza a Cuba); non si tratta di una eccezione in senso stretto, ma di una mera difesa. E ancora: fatti sostanziali, fatti processuali e fatti di rilevanza processuale. C’è da impazzire, tenuto anche conto che pochi autori si sono cimentati in una disamina approfondita e soprattutto concreta e che la giurisprudenza non sembra particolarmente interessata alla questione, seppure di massima importanza.
Secondo la fondamentale sentenza delle Sezioni Unite del 2002, la n. 761, mentre la non contestazione di un fatto costitutivo espunge il fatto tra quelli abbisognevoli di prova, la non contestazione di un fatto secondario rappresenta Continua a leggere l’articolo »
16.10.09
L’onere di contestazione in caso di allegazione generica dell’avversario.
Riprendiamo il nostro discorso sulla non contestazione. Ripetiamo ancora una volta che oggi, ai sensi dell’art. 115 c.p.c. la contestazione deve essere specifica e che la non contestazione o la contestazione generica esonera l’altra parte dall’onere della prova.
Ieri abbiamo visto che la contestazione può essere generica tutte le volte in cui la parte non sia obiettivamente in grado di conoscere i fatti.
Vi sono altri casi in cui la parte è esonerata dalla contestazione specifica? Sì. Uno di questi è il previo inadempimento dell’altra parte. Il convenuto (o l’attore, o il terzo) in tanto ha l’onere di contestazione specifica in quanto l’altra parte abbia previamente assolto il proprio onere di allegazione. Evidente la connessione Continua a leggere l’articolo »
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15.10.09
Protetto: Onere di contestazione e non conoscenza del fatto
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14.10.09
Ancora qualche riflessione sul principio di non contestazione
Ancora qualche riflessione sul principio di non contestazione.
13.10.09
La c.d. revoca della non contestazione
Tema certamente interessante, e che avrà un grosso impatto nella prassi, è quello della cosiddetta “revoca della non contestazione”.
A me per la verità non piace parlare di “revoca”, visto che in caso di non contestazione avremmo la revoca di un non-atto, mentre in caso di contestazione generica non si avrebbe tecnicamente una revoca bensì una specificazione. Sarebbe allora meglio parlare di “contestazione tardiva” e, in caso di contestazione generica, di “contestazione tardivamente specificata”. Ad ogni modo, per comodità, farò riferimento anch’io alla revoca.
Queste le domande che ci dobbiamo porre:
- Può la parte contestare utilmente un fatto dopo la prima difesa utile?
- Se la risposta è affermativa, fino a quando?
- E poi: qual è l’effetto di questa contestazione tardiva?
Il problema è certamente serio, perché è dal 2002 che la S.C. (v. sent. 761/2002) non fa altro che ripetere che la contestazione deve essere tempestiva, cioè fatta con la prima difesa utile dovendo altrimenti ritenere il fatto espunto dagli argomenti di prova.
“L’art. 167 c.p.c., imponendo al convenuto l’onere di prendere posizione sui fatti costitutivi del diritto preteso da controparte, considera la non contestazione un comportamento univocamente rilevante ai fini della determinazione dell’oggetto del giudizio, con effetti vincolanti per il giudice, che dovrà astenersi da qualsivoglia controllo probatorio del fatto non contestato e dovrà ritenerlo sussistente, in quanto l’atteggiamento difensivo delle parti espunge il fatto stesso dall’ambito degli accertamenti richiesti“, Cass. 5356/2009.
Nella giurisprudenza del lavoro è stato talvolta affermato che la non contestazione è irreversibile, pertanto Continua a leggere l’articolo »
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08.10.09
Il principio di non contestazione e il processo tributario. Cass. civ. sez. Trib. 1540/2007
Pubblico l’interessante estratto della sentenza della Cassazione civile, n. 1340/2007 che ha esteso il principio di non contestazione al processo tributario.
Le censure esposte nel suddetto secondo motivo sono fondate, nei limiti e nei termini di seguito meglio specificati. Pur denunciando ultrapetizione ai sensi dell’art. 112 c.p.c., il ricorrente, dolendosi che i giudici d’appello abbiano ritenuto non provato lo svolgimento dell’attività di autotrasportatore, benchè tale circostanza, posta dal predetto contribuente a fondamento della pretesa di deduzione in percentuale maggiore, non fosse mai stata contestata dall’Ufficio, denuncia, di fatto, una violazione del cd.
“principio di non contestazione”.
Effettivamente, dalla lettura degli atti – consentita a questo giudice Continua a leggere l’articolo »
07.10.09
Il principio di non contestazione: la sentenza fondamentale delle Sezioni Unite n. 761/2002
Affrontando il principio di non contestazione, oggi espressamente codificato (cfr. art. 115) non si può non partire dalla fondamentale sentenza delle Sezioni Unite, che nel 2002 hanno affrontato e risolto numerose questioni:
- fondamento della non contestazione
- oggetto della non contestazione
- effetti della non contestazione
- fatti principali e fatti secondari
- contumacia e contestazione
- contestazione dell’an e del quantum
Cass. civ. Sez. Un. 761/2002
Motivi della decisione
Riuniti i ricorsi ai sensi dell’art. 335 cod. proc. civ., siccome proposti contro la medesima sentenza, ed esaminando, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 142 disp. att.. cod. proc. civ., il primo motivo del ricorso principale, che implica la risoluzione della questione oggetto del segnalato contrasto di giurisprudenza, le Sezioni unite Continua a leggere l’articolo »
17.07.09
MANOLA FAGGIOTTO: prime osservazioni sul procedimento sommario di cognizione introdotto dalla legge n. 69/2009
Con molto piacere pubblichiamo l’articolo della Collega Manola Faggiotto su quella che è stata definita “la stella” (speriamo non cadente) della riforma del processo civile, ovvero il processo sommario di cognizione. Un rapido, ma non per questo superficiale, commento comma dopo comma.
PRIME OSSERVAZIONI SUL
PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE
Art. 702 bis – FORMA DELLA DOMANDA. COSTITUZIONE
DELLE PARTI
Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, la domanda può essere proposta con ricorso al tribunale competente. Il ricorso, sottoscritto a norma dell’articolo 125, deve contenere le indicazioni di cui ai numeri 1), 2), 3), 4), 5) e 6) e l’avvertimento di cui al numero 7) del terzo comma dell’articolo 163.
[ Restano escluse le cause riservate alla trattazione collegiale, quelle di
competenza del Giudice di Pace, quelle attribuite in unico grado alla Corte
d’Appello , quelle assoggettate ad un rito speciale.
E’ da ritenere che il richiamo Continua a leggere l’articolo »
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