Categoria PCT Processo civile telematico

PCT: la ratio dell’esclusione degli atti introduttivi

Mirco Minardi

Uno dei problemi ricorrenti è stabilire la forma del deposito degli atti in situazioni particolari, che il legislatore, nella sua ormai cronica sciatteria, non ha considerato. Pensiamo alle riassunzioni (il plurale è d’obbligo tenuto conto che il codice nel contempla una decina, che presentano presupposti e caratteristiche diverse), o alla fase davanti al giudice di… Continua la lettura »

PCT: si può depositare in giorno festivo?

Mirco Minardi

Con il processo civile telematico è certamente possibile, di fatto, trasmettere un atto in un giorno festivo. Altro, però, è il discorso sulla decorrenza dei termini, che rimane invariata. Il PCT, infatti, non costituisce deroga alle disposizioni generali previste dall’art. 155 c.p.c., ai sensi del quale: Nel computo dei termini a giorni o ad ore,… Continua la lettura »

PCT processo civile telematico: quando si perfeziona il deposito?

Mirco Minardi

E’ una domanda ricorrente. Cerchiamo di fare chiarezza. Come è noto, quando depositiamo un atto riceviamo quattro ricevute. Le prime tre sono automatiche, la quarta viene generata a seguito dell’accettazione del cancelliere. L’art. 16-bis, comma 7, d.l. 179/2012 àncora il momento perfezionativo del deposito alla generazione della seconda ricevuta (ho già espresso dubbi sulla legittimità costituzionale… Continua la lettura »

PCT: la memoria integrativa e la comparsa nel giudizio di separazione si fa in cartaceo o telematico?

Mirco Minardi

Grazie alla sciatteria del nostro legislatore gli avvocati sono chiamati spesso a prendere delle decisioni sulla forma degli atti (scelta che invece dovrebbe essere chiara in base alle norme), che possono avere riflessi rilevantissimi sui diritti delle parti. Talvolta si parla di addirittura inammissibilità in caso di errore sulla forma degli atti. Come non ricordare i casi in… Continua la lettura »

PEC: le nuove regole tecniche, ma non tecniche

Mirco Minardi

Dopo soli dieci anni (tempo assolutamente ragionevole, mi pare), il legislatore ha emanato (D.P.C.M. 13/11/2014 in vigore dall’11/2/2015) le (asserite) regole tecniche in tema di documento informatico, copie, duplicati, estratti, ecc. E’ interessante osservare che le supposte (lemma qui usato sia come aggettivo che come sostantivo) regole tecniche, sono in realtà un “principio di regole… Continua la lettura »

PCT. L’avvocato telematico nella giungla delle attestazioni di conformità

Mirco Minardi

Recenti disposizioni normative prevedono in capo ai difensori (e non solo) il potere di attestare la conformità di atti e provvedimenti, ai fini della notificazione o del deposito in giudizio. Vediamo, anzitutto, quale esigenza si può porre nella pratica (senza pretesa di completezza). 1) L’avvocato deve notificare a mezzo PEC un atto analogico (cioè cartaceo) da trasformare in un… Continua la lettura »

Notifica a mezzo PEC: domande e risposte

Mirco Minardi

1. Cosa mi occorre per notificare a mezzo PEC? Per effettuare la notifica a mezzo PEC occorre: essere muniti di procura alle liti; essere titolare di un indirizzo PEC risultante da elenchi pubblici; avere un indirizzo di destinazione PEC risultante da elenchi pubblici; essere titolare di un dispositivo di firma digitale valido. 2. Per notificare… Continua la lettura »

PCT, dubbi sulla legittimità costituzionale del comma 7 dell’art. 16-bis d.l. 179/2012

Mirco Minardi

A ottobre 2014, quando ci fu il pastrocchio dei server del Ministero, con ricevute che non arrivavano, sollevai dubbi sulla legittimità costituzionale del comma 7 dell’art. 16-bis del d.l. 179/2012, il quale stabilisce: 7. Il deposito con modalita’ telematiche si ha per avvenuto al momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte… Continua la lettura »

Comunicazioni in cancelleria: invalide se il difensore ha indicato l’indirizzo PEC (Trib. Milano)

Mirco Minardi

Il Tribunale di Milano ha giudicato invalida la comunicazione in cancelleria di un’ordinanza, avendo il procuratore indicato nell’atto introduttivo il proprio indirizzo PEC. Nella specie, la cancelleria aveva inserito nell’anagrafica solo il nome della domiciliataria che, tuttavia, risultava priva di un indirizzo PEC. Per tale ragione, la stessa cancelleria aveva ritenuto di poter notificare presso… Continua la lettura »