Lex & Formazione

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Articoli per 'Management & Marketing'

I vantaggi della visual identity

Postato in Aggiornamenti, Management & Marketing @ 6:00:07 da Mirco Minardi

Giulia 1Un’identità chiara e distintiva fornisce allo studio una piattaforma sulla quale operare e fare business: un’identità ben gestita, è la base per costruire e stringere le relazioni giuste. Diversi sono gli interlocutori che vengono coinvolti, vediamoli insieme.

I partner dello studio
Costruire il consenso è difficile quando professionisti appartenenti alla stessa struttura non condividono altri sentimenti che il proprio successo individuale. Un’identità chiara richiede valori e obiettivi comuni. E gli sforzi per costruire il consenso diventano molto meno intensi laddove si opti per un programma diretto ad affermare e Continua a leggere l’articolo »

Strumenti per comunicare: la brochure

Postato in Aggiornamenti, Management & Marketing @ 6:00:35 da Mirco Minardi

Giulia 1

Diversi sono gli strumenti che uno studio può utilizzare per comunicare all’esterno: l’antesignano di tutti è senza dubbio la brochure. Ogni anno vengono spese migliaia di euro per scrivere, stampare e distribuire le brochure dello studio nella speranza che possano contribuire a catturare l’attenzione dei potenziali clienti e, in ultima analisi, apportarne di nuovi.

Nonostante gli sforzi e le risorse dedicate, la maggior parte dei professionisti ammette di essersi sentita dire, più di una volta, che raramente, quando anche arrivano sulla scrivania del cliente, le brochure Continua a leggere l’articolo »

Reputazione e gestione dei key client: i fattori per avere successo. Di Giulia Picchi

Postato in Management & Marketing @ 16:00:05 da Mirco Minardi

Giulia 1Reputazione e gestione dei key client: i fattori per avere successo
Che il mercato dei servizi professionali negli ultimi anni sia radicalmente cambiato, non è certo una novità. Alla crescita di nuova offerta (più professionisti), nuovi servizi (sempre più articolati e specializzati) si è accompagnato anche un cambiamento radicale della domanda: clienti sempre più esigenti, più informati, più disinvolti quando si tratta di chiedere uno sconto, un preventivo o una seconda opinione ad un altro professionista.
Nel bel mezzo di queste dinamiche gli studi, che non possono più dare per scontato un certo “zoccolo duro†di clienti, non solo si sono più che moltiplicati ma, adesso che i tempi si sono fatti difficili, rischiano anche di commettere l’errore di tagliare risorse piuttosto che impegnarsi a rinvigorire e stimolare nuova domanda.
In altri termini, se si appartiene ad un settore maturo in un Paese sviluppato, è necessario proporsi al mercato in un modo più raffinato e imparare a farsi guidare dalla domanda piuttosto che dall’offerta.
Al centro della crescita dei ricavi di ogni studio c’è la propria reputazione. E questa deriva dall’eccellenza del lavoro svolto. I clienti che si avvicinano per la prima volta ad uno studio sono insicuri. Hanno pochi strumenti per verificarne anticipatamente la qualità: le referenze di persone di cui si fidano, l’accoglienza che ricevono da parte di quanti operano in studio e tutte le informazioni che possono ricavare dal materiale “autoreferenziale†che trovano in circolazione -sito, brochure, ecc.
Una volta che l’incarico si sarà concluso il cliente comincerà a parlare della sua esperienza (sperabilmente positiva) ad altri: ne consegue, pertanto, che i due driver della crescita futura dei ricavi dipendano direttamente dalla qualità del lavoro svolto e dalla qualità del servizio offerto al cliente. Questi due elementi, a loro volta, contribuiranno a creare quella forte reputazione che a tendere si tradurrà in brand e il valore di quest’ultimo sarà il motore che genererà ulteriore domanda.
Questo circolo virtuoso consente agli studi da un lato, di ridurre i costi destinati “alla vendita†di servizi professionali –perchè i clienti arriveranno naturalmente- e, dall’altro, di evitare delle logoranti guerre di prezzo, facendo sì che le tariffe applicate vengano considerate come una naturale “conseguenza†del servizio reso.
Messa in questi termini, è ovvio che l’attività di marketing debba tutta essere focalizzata ad incrementare la reputazione dello Studio.
Ma, allora, quali sono gli elementi di crescita in rapporto alle strategie di marketing?
Prima di tutto il fatto che i lavori giusti si ottengono attraverso le persone giuste –perchè la gente parla, la reputazione cresce e, di conseguenza crea domanda.
In questo senso il marketing deve essere diretto ad amplificare il passaparola, far sì che la reputazione si traduca in brand, creare una situazione in cui la domanda si presenta naturalmente in studio e misurare con oggettività il livello di qualità offerto.
Il secondo elemento è il networking –perchè le relazioni aiutano la vendita dei servizi. Il marketing deve operarsi per gestire relazioni strutturate e creare eventi.
Terzo elemento: la presenza su piattaforme fruibili da un pubblico vasto –perchè la visibilità aiuta la vendita dei servizi e incrementa la reputazione. In tal senso, per quanto riguarda il marketing, via alle relazioni con la stampa, alle conferenze, agli articoli e alle occasioni in cui dimostrarsi “leader di pensieroâ€.
Last but not least, il quarto elemento è la definizione di una strategia efficace –perchè le risorse, per la nota legge della marmellata al lampone (The law of raspberry jam) “più la spalmi, più sottile diventa lo strato†(The Secrets of Consulting: Giving and Getting Advice Successfully di Gerald M. Weinberg), devono essere focalizzate su opportunità vere e non disperse su mille progetti. Costa pur sempre di meno passare un po’ di tempo a progettare bene le future iniziative, piuttosto che investire senza un piano preciso e/o su clienti non profittevoli. Il marketing, quindi, diviene l’ausilio prezioso per identificare le occasioni, decidere le priorità, stabilire quali servizi offrire a quali clienti e, infine, coordinare tutte le attività necessarie ad agire.
Se il primo elemento da considerare per costruire una solida reputazione sono le “persone giuste†e se è vero -come è vero- che i clienti “giusti†soddisfatti sono i migliori referral dello Studio, allora prima ancora di affannarsi a cercarne dei nuovi, diventa fondamentale chiedersi chi sono “i key client†e imparare a gestirli al meglio focalizzando su di loro le iniziative di marketing dello studio.
Per questo è opportuno cominciare analizzando il proprio portafoglio per distinguere i clienti più profittevoli –i key client appunto- da tutti gli altri –i valued client.
Sulla base di quali fattori? In primis prendendo in considerazione il profitto e non il fatturato, come molti ancora erroneamente fanno. Alcuni clienti potranno anche apportare volumi consistenti di fatturato ma se per il tipo di incarico affidato, il lavoro svolto per loro non è particolarmente profittevole, allora non sono key client.
E lo stesso vale per quelli con cui sono state negoziate le fee talmente tanto tempo fa che se adesso lo studio decidesse di alzarle ad un livello ragionevolmente redditizio, rischierebbe di perdere il cliente.
Altri fattori per definire i key client -meno matematici ma che possono però decisamente sovvertire le decisioni prese considerando solo il profitto- sono: il loro valore strategico (il tipo di incarico svolto consente allo studio di acquisire altri clienti sul mercato?), il loro valore come referral (quali altre porte si potrebbero aprire allo studio per il fatto di averli in portafoglio?) e la loro crescita potenziale (quanti profitti potranno generare in futuro?). E se tra i clienti c’è qualcuno che da solo genera un reddito che non si riuscirebbe ad eguagliare nemmeno nel lungo periodo e nemmeno aggregando i profitti realizzati dagli altri clienti? Allora quello è un crown jewel e prima che, andandosene, arrechi una perdita non recuperabile, sarà meglio che lo studio impari a gestirlo come si conviene.
Giulia Picchi
marketude – consulenza in marketing e comunicazione per avvocati e commercialisti

Giulia 1Che il mercato dei servizi professionali negli ultimi anni sia radicalmente cambiato, non è certo una novità. Alla crescita di nuova offerta (più professionisti), nuovi servizi (sempre più articolati e specializzati) si è accompagnato anche un cambiamento radicale della domanda: clienti sempre più esigenti, più informati, più disinvolti quando si tratta di chiedere uno sconto, un preventivo o una seconda opinione ad un altro professionista.

Nel bel mezzo di queste dinamiche gli studi, che non possono più dare per scontato un certo “zoccolo duro†di clienti, non solo si sono Continua a leggere l’articolo »

La gestione dello studio legale. Profili di disfunzionalità.

Postato in Management & Marketing @ 7:00:22 da Mirco Minardi

Noi avvocati conosciamo le leggi (almeno alcune), ma cosa sappiamo di organizzazione manageriale dell’ufficio?

Le cose stanno così: o ci siamo formati per volontà nostra o prendendo ad esempio dei modelli (il nostro dominus), oppure andiamo a braccio.

Se poi abbiamo Continua a leggere l’articolo »

L’analisi SWOT nella gestione dello Studio Legale

Postato in Management & Marketing @ 9:45:38 da Mirco Minardi

Avv. Mirco Minardi

Un moderno Studio Legale (SL) non può fare a meno di una analisi SWOT.

L’analisi SWOT, conosciuta anche come Matrice TOWS, è uno strumento di pianificazione strategica usata per valutare:

  • i punti di forza (Strengths);
  • i punti di debolezza (Weaknesses);
  • le opportunità (Opportunities);
  • le minacce (Threats) di un progetto o in un’impresa o in ogni altra situazione in cui un’organizzazione o un individuo deve prendere una decisione per raggiungere un obiettivo.

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Perchè i clienti decidono di cambiare avvocato?

Postato in Management & Marketing @ 10:00:50 da Mirco Minardi

In un articolo di Marketude leggo che la clientela all’interno dello studio si modifica per le seguenti ragioni:

  • 1% muore;
  • 3% trasloca;
  • 5% viene influenzata da parenti, amici, conoscenti;
  • 9% viene attirata dai concorrenti;
  • 68% perchè non è soddisfatta del servizio ricevuto.

Le statistiche dicono anche Continua a leggere l’articolo »

La gestione del flusso di lavoro.

Postato in Aggiornamenti, Management & Marketing @ 7:00:50 da Mirco Minardi

Una società mi ha chiesto di visionare dei software per la gestione dello studio legale. Ognuno presentava caratteristiche diverse ed ognuno mi ha colpito per alcuni aspetti.

Uno di questi aveva un sistema di work flow per ogni procedura. Che cos’è un work flow? Ve lo spiego con questo esempio. Supponiate di dover fare un decreto ingiuntivo. Il work flow del decreto ingiuntivo Continua a leggere l’articolo »

Vi dico cosa faccio per lavorare meglio.

Postato in Aggiornamenti, Management & Marketing @ 7:00:10 da Mirco Minardi

Una delle lezioni più importanti che ho appreso è la coerenza: se parli di un metodo di gestione devi averlo sperimentato. Se lo consigli, significa che lo utilizzi.

Poiché vengo continuamente fermato in Tribunale da colleghi che mi chiedono: “ma dove trovi il tempo per fare tutto?” vi svelo alcuni trucchi del mestiere, sperando che vi possano essere d’aiuto.

Di molti ho già parlato. Oggi vi parlo di questa tecnica che uso da tempo con grande soddisfazione.

Premesso che per me il mattino è il momento migliore del giorno, utilizzo questo periodo Continua a leggere l’articolo »

Seneca e la gestione del tempo nello studio legale

Postato in Management & Marketing @ 7:00:48 da Mirco Minardi

Seneca, Lettere a Lucilio.

“Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro.

Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento.

Ma la cosa più vergognosa Continua a leggere l’articolo »

Di ritorno dalle vacanze

Postato in Management & Marketing @ 10:57:51 da Mirco Minardi

Eccoci qua, di ritorno dalle vacanze!!!

Vacanze per modo di dire. Tenuto conto che l’attività di mia moglie la tiene impegnata per tutta l’estate, ho fatto una full immersion di due settimane, in cui ho approfondito tutta una serie di argomenti che andrò a sviluppare nei prossimi mesi.

Sono stato a lezione dai più grandi: Peter Drucker, Stephen Covey, A. Robbins, N. Hill, R. Carlson, e tanti altri. Ovviamente in modo virtuale, leggendo le loro opere, visto che alcuni di loro sono passati da tempo a miglior vita.

Ho imparato molte cose e soprattutto ho avuto modo di ampliare ed organizzare una grandiosa mappa mentale che sto elaborando. Gli argomenti sono la leadership, il managment, la gestione del tempo, la gestione finanziaria, credenze, obiettivi, decision making, marketing, pianificazione strategica, comunicazione e tanto altro ancora.

Ne parleremo un po’ alla volta nelle prossime settimane. Lo scopo è quello di migliorare la nostra vita lavorativa (e non solo ….).

Vi lascio con una frase di P. Drucker, il padre del managment: “Per un dirigente (ma anche per un avvocato) non c’è cosa peggiore che svolgere bene un compito che non andrebbe svolto per niente”.

Ci sono cose che fai (magari anche bene) e che invece non dovresti fare?