Riforma del processo civile 2009. La riduzione dei termini.

La riforma ha accorciato molti termini. Segnalo in particolare la modifica dell’art. 327 per effetto della quale le sentenze di primo grado dovranno essere appellate entro il termine massimo di 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza. Con la conseguenza che sarà impossibile beneficiare – in certi casi – della doppia sospensione feriale.

  • art. 50 – (riassunzione della causa): passa da 6 mesi a 3;
  • art. 296 – (sospensione su istanza delle parti): passa da 4 a 3 mesi;
  • art. 297 – (fissazione della nuova udienza dopo il provvedimento di sospensione): passa da 6 mesi a 3;
  • art. 305 –  (prosecuzione o riassunzione del processo): passa da 6 a 3;
  • art. 307 –  (estinzione per inattività delle parti): passa da 1 anno a 3 mesi;
  • art. 327 – (decadenza dall’impugnazione): passa da 1 anno a 6 mesi;
  • art. 353 – (rimessione al primo giudice per ragioni di giurisdizione): la riassunzione passa da 6 mesi a 3 mesi;
  • art. 392 – (riassunzione della causa a seguito di rinvio per intervenuta cassazione): passa da 1 anno a 3 mesi

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Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

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2 commenti:

  1. Luigi Passalacqua

    Perché escludere le controversie di lavoro? Sarebbe stato un ottimo strumento nei casi il cui il datore rifiuti di reintegrare o comunque riammettere in servizio il lavoratore vittorioso in giudizio!

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