Ricorso per cassazione “assemblato”: inammissibile

Mirco Minardi
Ancora un ricorso dichiarato inammissibile, in quanto redatto in palese violazione delle regole dettate dalla Suprema Corte. L’esposizione sommaria del fatto, infatti, non può essere sostituita dall’assemblaggio degli atti del ricorso. Il principio è pacifico da ormai tanto tempo.
Da Cass. 26120/2018
il ricorso è inammissibile;
esso è stato infatti redatto con la tecnica cd. dell’assemblaggio, vale a dire mediante l’integrale riproduzione e collazione di una serie di documenti ed atti processuali;
tale tecnica, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, non può ammettersi, perché consiste in un’esposizione dei fatti non sommaria e viola perciò il disposto dell’art. 366, primo comma, n. 3, c.p.c. (Sez. 5 – , Sentenza n. 8245 del 04/04/2018, Rv. 647702 — 01; Sez. 5, Sentenza n. 18363 del 18/09/2015, Rv. 636551 – 01; Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 22185 del 30/10/2015, Rv. 637747 – 01; Sez. 6 – 3, Sentenza n. 3385 del 22/02/2016, Rv. 638771 – 01); né dall’esposizione dei motivi, espunti dal ricorso gli atti processuali fotoriprodotti, è possibile desumere in modo chiaro ed inequivoco i fatti di causa, come già ritenuto da questa in fattispecie pressoché identica (Sez. 3, Sentenza n. 11236 del 9.5.2017);

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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.





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