Ricorso per cassazione. Ancora un chiarimento su vizio di legge, falsa applicazione e omessa valutazione del fatto

Mirco Minardi

Riporto la motivazione di Cass. 6730/2018 che ha dichiarato l’inammissibilità di un ricorso per cassazione. Bisogna sempre ricordarsi che quando si contesta la ricostruzione del fatto, siamo al di fuori del vizio e della falsa applicazione di legge. Difatti, la falsa applicazione ricorre quando fermo il fatto storico come ricostruito dal giudice, si contesta l’opera di sussunzione. Ad esempio, dopo aver accertato che il medico ha lasciato una pinza nell’addome del paziente, il giudice esclude la violazione dell’art. 1176 c.c.

  • considerato che, con il primo e il secondo motivo, i ricorrenti censurano la sentenza impugnata per violazione o falsa applicazione degli artt. 116 c.p.c., 2729 e 2699 c.c., nonché dell’art. 19 lett. a) della legge n. 990/69 e della Direttiva 2009/103/CE del 16/9/2009 (in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.), nonché per omesso esame di un fatto decisivo controverso (in relazione all’art. 360 n. 5 c.p.c.), per avere la corte territoriale erroneamente escluso l’avvenuta acquisizione della prova della riconducibilità del sinistro dedotto in giudizio alla responsabilità del conducente di un veicolo rimasto sconosciuto, vieppiù sulla base di una motivazione del tutto carente e viziata dall’omesso esame degli elementi di prova documentali ritualmente prodotti in giudizio;
  • che entrambi i motivi – congiuntamente esaminabili in ragione dell’intima connessione delle questioni dedotte – sono inammissibili; che, al riguardo, è appena il caso di evidenziare come, attraverso le censure indicate (sotto entrambi i profili di cui all’art. 360, nn. 3 e 5, c.p.c.), i ricorrenti si siano sostanzialmente spinti a sollecitare la corte di legittimità a procedere a una rilettura nel merito degli elementi di prova acquisiti nel corso del processo, in contrasto con i limiti del giudizio di cassazione e con gli stessi limiti previsti dall’art. 360 n. 5 c.p.c. (nuovo testo) sul piano dei vizi rilevanti della motivazione;
  • che, in particolare, sotto il profilo della violazione di legge, i ricorrenti risultano aver prospettato le proprie doglianze attraverso la denuncia di un’errata ricognizione della fattispecie concreta, e non già della fattispecie astratta prevista dalle norme di legge richiamate (operazione come tale estranea al paradigma del vizio di cui all’art. 360, n. 3, c.p.c.), neppure coinvolgendo, la prospettazione critica dei ricorrenti, l’eventuale falsa applicazione delle norme richiamate sotto il profilo dell’erronea sussunzione giuridica di un fatto in sé incontroverso, insistendo propriamente, il G. e il R., nella prospettazione di una diversa ricostruzione dei fatti di causa, rispetto a quanto operato dal giudice a quo;
  • che, quanto al preteso vizio di cui all’art. 360, n. 5, c.p.c., è appena il caso di sottolineare come lo stesso possa ritenersi denunciabile per cassazione, unicamente là dove attenga all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia);
  • che, sul punto, nel rigoroso rispetto delle previsioni degli artt. 366, co. 1, n. 6, e 369, co. 2, n. 4, c.p.c., il ricorrente deve indicare il fatto storico, il cui esame sia stato omesso, il dato, testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il come e il quando tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua decisività, fermo restando che l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie (cfr. per tutte, Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014, Rv. 629831);
  • che, pertanto, dovendo ritenersi definitivamente confermato il principio, già del tutto consolidato, secondo cui non è consentito richiamare la corte di legittimità al riesame del merito della causa, le odierne doglianze dei ricorrenti devono ritenersi inammissibili, siccome dirette a censurare, non già l’omissione rilevante ai fini dell’art. 360 n. 5 cit., bensì la congruità del complessivo risultato della valutazione operata nella sentenza impugnata con riguardo all’intero materiale probatorio, che, viceversa, il giudice a quo risulta aver elaborato in modo completo ed esauriente, sulla scorta di un discorso giustificativo dotato di adeguata coerenza logica e linearità argomentativa, senza incorrere in alcuno dei gravi vizi d’indole logico giuridica unicamente rilevanti in questa sede.

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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

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12 commenti:

  1. Flavio Picciaredda

    Chiaro,a dir poco! Congratulazioni.
    Cosa posso fare per leggere la “parte” successiva?
    Nel ringraziare porgo i migliori saluti.
    Flavio Picciaredda
    (Avvocato)

  2. Vincenzo Chiusolo

    L’unico commento che posso lasciare è n grato ringraziamento per l’opera che l’Atore svolge.
    Come problema sono in dubbio se allegare al ricorso in Cassazione diretto alla c/parte la sentenza o meno.La sentenza mi è stata comunicata via pec dalla Corte di appello di Napoli,averso la quale devo proporre ricorso in Cassazione entro oggi.
    Posso notificare via pec entro oggù
    Enzo Chiusolo

  3. Vincenzo Chiusolo

    Rinnovo i sensi di grato apprezzamento per l’opera svolta dall’avv.. Mirco Minardi e resto in atesa di riscontro
    Vincenzo Chiusolo

  4. Simona Grossi

    Buongiorno. Sono alle prese con il mio primo deposito di un controricorso per Cassazione notificato a mezzo PEC. Avrei bisogno di lumi sulla collazione del fascicolo da depositare (attestazioni di conformità etc.). Grazie e buona giornata

  5. Enzo Tramonte

    Buongiorno. Ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione, è sufficiente la notifica della sentenza, anche se non munita di formula esecutiva?

  6. Corrado Lòfari

    Grato per la precisa e chiarissima esposizione degli adempimenti in materia di deposito e collazione fascicolo in cassazione, porgo i miei più cordiali saluti.
    Avv. Corrado Lòfari del Foro di Lecce

  7. AlbaL

    Se lamento che il giudice sia andato ultra petita, sussumo nel 360 n. 4.
    Ma se voglio, al contrario, contestare la decisione della Corte d’Appello che ha riformato la prima sentenza, dichiarando che il Tribunale era andato ultra petita perché avrebbe accolto una domanda tardiva?
    Cordiali saluti

  8. Filippo filippo

    Mi par sempre attinente al contenuto della domanda ed all’applicazione di legge processuale: quindi direi sempre n.4

  9. DONATELLA

    Devo presentare ricorso per cassazione per un cliente seguito insieme a molti altri da un altro legale. Il fascicolo di 1° e di 2° in originale è in possesso del precedente difensore poichè procederà all’impugnazione per gli altri . Questi ha consegnato al mio cliente gli atti in copia informe , in quanto, trattandosi di causa collettiva, gli originali comuni ad altre parti rimangono a disposizione del primo studio. Ai fini del deposito in Cassazione dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio da parte mia, è possibile depositare queste copie informi? Oppure? Come fare? Grazie per gli ottimi spunti che si trovano in questo sito!

  10. Dario

    Salve Collega, devo appellare una sentenza limitatamente alla condanna alle spese a carico dei miei assistiti, che hanno citato in giudizio la società alfa, proprietaria di un parco, e la società beta, che gestiva l’area giochi all’interno del parco e che chiamava in garanzia la propria assicurazione. I miei assistiti hanno ottenuto il risarcimento del danno richiesto, ma sono stati condannati a pagare le spese di giudizio in favore della società alfa per motivi che non sto ad evidenziarvi. L’appello va notificato a tutte le parti del giudizio di primo grado oppure soltanto alla società alfa? Grazie



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