Legittimità del limite di età nei concorsi pubblici

Il limite di età per i concorsi previsti per entrare a far parte delle forze armate (concorso polizia e vigili del fuoco) è oggetto di dibattito: c’è chi ritiene, infatti, che tale limita debba essere considerato incostituzionale. A questo proposito, anche la giurisprudenza appare divisa, come dimostra il fatto che lo stabilire un limite di età per i concorsi pubblici sia stato considerato illegittimo dalla direttiva comunitaria, mentre la Corte di Giustizia Europea non ha riscontrato controindicazioni da questo punto di vista.

Limite di età e limite di altezza

Così, mentre il limite di altezza è stato cancellato dai requisiti da rispettare, il limite di età è ancora presente. Un limite che – vale la pena di metterlo in evidenza – varia a seconda del tipo di concorso pubblico che viene attuato. Andando a ripercorrere gli ultimi concorsi che sono stati predisposti, sia per il concorso per gli allievi agenti di Polizia di stato che per i Vigili del fuoco il limite da non superare era di 30 anni, mentre è di 25 anni il limite di età per i concorsi pubblici per volontari in ferma prefissata. Ma che cosa dice la Corte di Giustizia Europea in proposito?

La liceità del limite di età

La direttiva comunitaria relativa alle parità di trattamento in tema occupazionale rileva che non possono essere ritenute legittime le norme secondo le quali per i candidati ai concorsi pubblici sia previsto un limite di età: si tratterebbe, infatti, di una discriminazione non legittima. Nel nostro Paese, però, a quanto pare la direttiva in questione non è stata recepita, almeno per ciò che concerne i più recenti bandi di concorso per le forze armate, per i quali il limite di età era previsto. Il merito – o la colpa, a seconda dei punti di vista – è dell’intervento della Corte di Giustizia Europea, che ha messo in evidenza come, per attività ben specifiche, non solo il limite di età non possa essere considerato discriminatorio, ma addirittura esso debba ritenersi strettamente necessario, dal momento che è direttamente correlato con la funzione che il candidato andrà a svolgere.

Il limite di età ci sarà ancora

In effetti, non si capisce per quale motivo il limite di età debba essere considerato discriminatorio e altri requisiti, invece, non lo siano: si delineano determinati requisiti proprio per agevolare una selezione mirata, altrimenti tutti si potrebbero candidare a far tutto e sarebbe il caos generale. Cosa penseremmo di chi volesse candidarsi per un posto come ingegnere avendo come titolo di studio massimo la terza media? Valuteremmo come discriminatorio il requisito che impone il possesso di una laurea in ingegneria? Ecco perché il limite di età non verrà eliminato dai bandi per i concorsi pubblici per le forze armate.

A che cosa serve il limite di età

E non è nemmeno così difficile capire il motivo per cui un limite di età sia necessario: è evidente che chi fa parte delle forze armate deve poter assicurare, almeno nel momento in cui viene assunto, la massima efficienza fisica possibile in relazione alle mansioni di cui si dovrà occupare. Non è un caso, d’altra parte, che in questi concorsi si attribuisca una notevole importanza anche alle visite mediche. Il limite di età, pertanto, è più che legittimo in quanto i candidati che verranno selezionati saranno chiamati a svolgere compiti che dipenderanno anche dalla loro attitudine fisica.

I limiti di età previsti allo stato attuale

I limiti di età stabiliti dal regolamento sul reclutamento per i corpi delle forze armate sono di 25 anni per la marina, per l’esercito e per l’aeronautica, di 28 anni per i carabinieri effettivi, di 30 anni per i marescialli dei carabinieri, per i vigili del fuoco e per gli agenti di polizia e di 32 anni per gli ispettori di polizia e per gli ufficiali finanzieri.


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