Lex & Formazione

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10.07.09

Il giudizio davanti al giudice di pace

Postato in Aggiornamenti, Giudice di pace @ 6:00:37 da Mirco Minardi |  

L’aumentata competenza per valore del giudice di pace ad opera della legge n. 69/2009 impone una riflessione sulla natura di questo giudizio e in particolare sul regime di preclusione delle domande, delle eccezioni, delle allegazioni, delle istanze istruttorie, delle argomentazioni e delle conclusioni.

La Suprema Corte ha sancito ripetutamente che il processo davanti al giudice di pace è sottoposto allo stesso principio di preclusione che governa il processo davanti al Tribunale.

Ricordo che ogni norma che prevede una preclusione è una norma di ordine pubblico processuale, con la conseguenza che:

- la preclusione è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado fatto salvo il giudicato formatosi sul punto;

- le preclusioni non sono disponibili nè dalle parti, nè dal giudice.

Non esiste, dunque, l’equità procedurale: il giudice di pace è tenuto ad osservare scrupolosamente le norme processuali, specie quelle che prevedono preclusioni.

Nei prossimi giorni, pertanto, farò un focus su questo giudizio, dedicandovi una serie di articoli, soprattutto per evidenziare le “insidie” di questo tipo di processo, nel quale il rischio più grosso è il seguente: discostandosi dalla legge, il giudice concede termini e facoltà non consentite che, in appello, potrebbero essere rilevate come vizio della sentenza, con la conseguenza che le prove assunte potrebbero essere ritenute non utilizzabili.

Intanto vi lascio con queste domande:

  • quando maturano le preclusioni assertive in questo giudizio?
  • quando maturano le preclusioni istruttorie?
  • la costituzione del convenuto può avvenire senza comparsa di costituzione e risposta?
  • qual’è il termine ultimo per sollevare eccezioni in senso stretto?
  • il rinvio ai sensi del IV comma dell’art. 320 è libero o è condizionato?
  • qualora l’udienza ex art. 320 III comma non sia effettivamente la prima, bensì la seconda o addirittura la terza o la quarta, quando maturano le preclusioni assertive, difensive e istruttorie?
  • qualora la parte non si presenti in udienza, il giudice può decidere ugualmente sulle istanze istruttorie articolate negli atti introduttivi?
  • il giudice di pace è obbligato a far precisare le conclusioni alle parti?

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4 commenti »


Dott.ssa Diana de Tintis

Credo che questo focus sarà utilissimo. Attendiamo con ansia!Grazie

10 lug 2009, 7:53am |

Michele

Gent.mo Avvocato,
i quesiti da Lei proposti sono interessantissimi.
Personalmente, non ho capito l’utilità di un simile aumento di competenza per valore.
A mio avviso assisteremo, tra un paio d’anni, all’ennesima norma da riformare, dato che i GdP verranno sommersi di cause, basti persare ai soli ricorsi per decreto ingiuntivo, con ultriore rallentamento della macchina giudiziaria.
Spero solo che le cause sottratte ai tribunali, quali giudici di prime cure, non vi ritornino sotto forma di gravame.
Staremo a vedere.
Grazie.

10 lug 2009, 2:17pm |

Mirco Minardi

Sottoscrivo integralmente tutto quanto hai detto.
Cordialmente.
Mirco Minardi

13 lug 2009, 6:57pm |

Anna Salice

C’è una novità nella riforma del Codice di Procedura Civile: le spese.
Leggete attentamente la nuova disciplina, anche sotto il profilo della responsabilità per il cosiddetto “abuso del processo”.
Ritengo che la nuova impostazione imponga di valutare se, quando e come iniziare un procedimento, e quindi non ci sarà il paventato aumento di lavoro per i giudici di pace.
Sono finiti i tempi del processo a tutti i costi, del processo sempre e comunque, salvo far sottoscrivere al cliente che, nonostante le valutazioni del difensore, è proprio lui che vuole attivare il procedimento giudiziario con la consapevolezza delle conseguenze in caso di soccombenza.
Staremo a vedere!

Anna Salice

17 lug 2009, 7:07am |

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