Dialogo sulla esecuzione in forma specifica dell’Avv. Mirco Minardi

Mirco Minardi
SIMPLICIO: non ho ben capito la differenza tra esecuzione in forma specifica ed esecuzione in forma generica
MAGISTER: Vedi Simplicio, le obbligazioni non sono tutte uguali. Talvolta il creditore ha diritto ad una somma di denaro; talvolta il debitore gli deve riconsegnare un bene; talaltra deve eseguire un fare o deve astenersi dal compiere qualche azione. Nel primo caso l’interesse del creditore è quello di avere una somma di denaro, pertanto si cercherà di aggredire il patrimonio del debitore espropriandogli beni mobili o immobili, oppure crediti. Nel secondo caso si cercherà di ottenere tramite l’ufficiale giudiziario proprio quella cosa che il debitore non vuole consegnare o rilasciare. Nel terzo caso si cercherà di far ottenere al creditore quella prestazione che il debitore non ha prestato, oppure si elimineranno le conseguenze di quelle attività che il debitore non doveva fare.
SIMPLICIO: Ho capito Magister, ma ora parlami della esecuzione in forma specifica.
MAGISTER: Bene Simplicio. Anzitutto vi sono due tipi di esecuzione forzata in forma specifica previsti dal codice di procedura civile: a) l’esecuzione per consegna e rilascio e b) l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare. Iniziamo con l’esecuzione per consegna e rilascio.
Supponiamo che tu abbia dato in locazione un immobile che il conduttore non ti vuole restituire nonostante la scadenza del contratto. Oppure supponiamo che il tuo amico Ulpiano non voglia restituirti quel cavallo che tu gli hai prestato. E’ ovvio che non puoi andare da Ulpiano, sfondare la porta e riprendere il possesso dell’appartamento. Come pure non puoi strappargli con la forza il cavallo che non vuole restituirti. Se tu lo facessi commetteresti il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Ecco che allora puoi ottenere la consegna o il rilascio con l’intervento dell’Ufficiale giudiziario.
SIMPLICIO: Quindi basta andare dall’Ufficiale giudiziario e recarsi sul posto.
MAGISTER: Beh, prima dovrai comunque notificare l’atto di precetto con il quale dovrai invitare il debitore a consegnare o rilasciare il bene nel termine di dieci giorni o in quello diverso previsto dal titolo esecutivo.
SIMPLICIO: Suppongo che dovrò anche descrivere il bene.
MAGISTER: Certamente, anche se si ritiene sufficiente la descrizione contenuta nel titolo esecutivo.
SIMPLICIO: Notificato il precetto?
MAGISTER: Una volta notificato il precetto ti rechi dall’Ufficiale giudiziario con il titolo, ad esempio la sentenza, e il precetto notificato. L’Ufficiale giudiziario controlla che sia tutto in regola. Il giorno stabilito si reca sul posto ove si trovano le cose mobili, le ricerca e le consegna alla parte istante.
SIMPLICIO: Quindi il creditore deve essere presente?
MAGISTER: Certo, anche se può farsi rappresentare.
SIMPLICIO: Cosa accade se l’Ufficiale va e si rende conto che le cose che deve riconsegnare sono pignorate?
MAGISTER: Può naturalmente accadere che le cose siano pignorate; in tal caso l’Ufficiale giudiziario non può restituirle al creditore, il quale potrà eventualmente proporre l’opposizione di terzo.
SIMPLICIO: Ricapitolando: si notifica il titolo, il precetto  e poi si precede.
SIMPLICIO: Questo vale anche per gli immobili?
MAGISTER: Grosso modo sì. L’Ufficiale giudiziario si reca sul posto con il titolo e il precetto. In genere si fa assistere anche dalla forza pubblica e se necessario da un fabbro che cambierà la serratura.  A quel punto immette la parte nel possesso dell’immobile, gli consegna le chiavi, e ingiunge al detentore di riconoscere il nuovo possessore. Ricorda che con la modifica del 2005 l’esecuzione inizia con la notifica del preavviso di rilascio, che deve avvenire almeno dieci giorni prima, e non con l’accesso.
SIMPLICIO: Perchè questa modifica?
MAGISTER: E’ semplice. Perchè in questo modo il debitore ha tempo di proporre l’opposizione prima che inizi l’esecuzione.
SIMPLICIO: Tuttavia gli immobili non sono mai vuoti. Che cosa si fa di tutta quella roba che si trova nell’appartamento?
MAGISTER: Dipende. Può darsi che il debitore se la porti via. In caso contrario viene disposta la custodia o sul posto anche a cura della parte istante, se consente di custodirle, o in altro luogo. Se poi le cose sono pignorate o sequestrate, l’ufficiale giudiziario dà immediatamente notizia dell’avvenuto rilascio al creditore su istanza del quale fu eseguito il pignoramento o il sequestro, e al giudice dell’esecuzione per l’eventuale sostituzione del custode.
SIMPLICIO: Mi pare di capire che in questa procedura il giudice dell’esecuzione non ha molti compiti.
MAGISTER: Diciamo che può essere chiamato in causa qualora sorgano difficoltà. In tal caso l’Ufficiale giudiziario gli può chiedere i provvedimenti opportuni anche verbalmente. Un altro compito del giudice dell’esecuzione è quello di liquidare le spese sostenute dal creditore e i diritti ed onorari maturati con decreto che costituisce titolo esecutivo.
SIMPLICIO: Prima mi parlavi di un altro tipo di obbligazione, quella che ha ad oggetto un fare o un non fare.
MAGISTER: Sì, gli articoli da 612 a 614 regolano questo tipo di esecuzione ma attenzione si tratta di obblighi di fare e non fare fungibili. Conosci questa distinzione?
SIMPLICIO: Suppongo che le obbligazioni infungibili siano quelle che debbono essere eseguite dal debitore personalmente e non da altri.
MAGISTER: Esatto. Pensa all’artista che deve realizzare un’opera; al monopolista che deve fornire il servizio di telefonia, ovvero erogare la luce, l’acqua, il gas. Oppure pensa ai casi in cui il debitore compie atti di concorrenza sleale. In tutti questi casi è il debitore e non altri che può compiere o deve astenersi dal compiere quelle azioni.
SIMPLICIO: Quindi posso costringere il debitore a fare quello che non vuole fare?
MAGISTER: Nelle obbligazioni infungibili assolutamente no, non puoi costringere nessuno a fare qualcosa che non vuole fare. Non puoi andare dal musicista e costringerlo a suonare per te. Come pure non puoi mandare i tecnici dal monopolista per attivare i contatori o aprire le tubature.
SIMPLICIO: E allora in questi casi come si fa?
MAGISTER: In effetti prima del 2009 il creditore aveva a sua disposizione due soli strumenti: la risoluzione del contratto, se c’era un contratto e il risarcimento del danno.
SIMPLICIO: E invece ora?
MAGISTER: Ora c’è anche nel nostro ordinamento la possibilità di sanzionare il debitore recalcitrante con una sanzione pecuniaria. Praticamente, il giudice della cognizione può condannare il debitore a pagare una somma per ogni per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento. Ad esempio il giudice può stabilire che il monopolista dovrà pagare cento euro per ogni giorno di ritardo nell’attivazione dell’ADSL ordinata dal cliente. Oppure condannare il debitore ad una certa somma per ogni atto di concorrenza sleale.
SIMPLICIO: Questo anche in caso di obbligazione fungibile?
MAGISTER: Sembrerebbe di no. I dubbi nascono dal fatto che la rubrica dell’art. 614 bis parla espressamente di obbligazioni infungibili di fare e non fare, mentre il testo della norma non contiene l’aggettivo infungibile. Tanto ciò è vero che alcuni autori hanno avanzato l’ipotesi che questa sanzione possa essere comminata anche in caso di obbligazioni fungibili. Vedremo cosa dirà la giurisprudenza.
SIMPLICIO: Invece in caso di obbligazioni di fare e di non fare fungibili?
MAGISTER: Pensa all’ipotesi in cui il debitore abbia costruito un muro che non avrebbe dovuto costruire. Oppure all’appaltatore che non abbia eliminato i vizi dell’opera. In tal caso è possibile sostituire il debitore con un terzo che provvederà al posto del debitore.
SIMPLICIO: In questo caso come funziona la procedura.
MAGISTER: Beh tutto inizia con l’atto di precetto, come sempre. Dopo di che si propone un ricorso al tribunale del luogo dove deve essere eseguita l’obbligazione. Si esporrà di essere in possesso di un titolo esecutivo che obbliga il debitore a fare o a non fare qualcosa; si dirà che nonostante la notifica del precetto l’inadempimento permane; si chiederà che il giudice determini le modalità. A questo punto il giudice fissa una udienza in cui viene sentito il debitore. All’esito emetterà l’ordinanza con cui dispone l’esecuzione o rigetta il ricorso. Se l’accoglie nomina l’Ufficiale giudiziario competente per l’esecuzione e anche le persone che materialmente dovranno fare o distruggere ciò che è stato fatto. Anche in questo caso l’ufficiale giudiziario può farsi assistere dalla forza pubblica e potrà chiedere al giudice dell’esecuzione tutte le opportune disposizioni per eliminare le difficolta’ che possano sorgere nel corso dell’esecuzione.
SIMPLICIO: Chi paga tutto?
MAGISTER: Ahimè il creditore deve anticipare tutte le spese; redigerà una nota, che verrà vistata dall’Ufficiale giudiziario e liquidata dal giudice che emetterà un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo.
SIMPLICIO: Ho capito. Adesso ho le idee molto più chiare. Grazie Magister.
MAGISTER: Prego Simplicio.

Share
Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

Anche questi articoli potrebbero interessarti:


Lascia un commento

  • (will not be published)

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*