Nuovo appello, fac-simile. Vizio di motivazione per mancata presa di posizione sulle osservazioni critiche formulate dal ctp.

Mirco Minardi

CORTE DI APPELLO DI ANCONA

ATTO DI CITAZIONE

Il sottoscritto Avv. ….., codice fiscale …….., indirizzo di p.e.c. ……..@pec-……, in qualità di procuratore e difensore di ….omissis ……. tutti elettivamente domiciliati presso lo studio dello scrivente difensore, sito in ….., via ……n. …., fax presso cui effettuare le notifiche ……., come da delega a margine del presente atto rilasciata da …………………..

CITA

Omissis, residente in ……….. via …………… codice fiscale ……..;

A COMPARIRE

innanzi alla Corte di Appello di Ancona, per l’udienza del giorno ………………… ore 09.00 e seguenti, con invito a costituirsi almeno 20 giorni prima di tale udienza nei modi, nei termini e nelle forme di legge, ai sensi e per gli effetti dell’art. 166 c.p.c. e con l’avvertimento che in caso contrario incorrerà nelle decadenze di cui all’art. 167 c.p.c., 38 c.p.c., ove ritenuto applicabile, e 343, 345, 346 c.p.c. (appello incidentale, riproposizione di domande ed eccezioni non accolte) e con avvertenza che in mancanza si procederà in loro contumacia

PER L’IMPUGNAZIONE IN APPELLO

Della sentenza n. ….., emessa dal ………….in data ……., non notificata

I

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Omissis

II

LA SENTENZA DI PRIMO GRADO

Omissis

III

PARTI DELLA SENTENZA CHE SI INTENDONO IMPUGNARE

Con il presente atto di appello si intende impugnare la sentenza del Tribunale di …… nella parte in cui:

  • ha escluso il nesso di causalità fra i lavori di escavazione ed emungimento eseguiti dai convenuti e i danni subiti dall’attore, fondando la decisione sulla consulenza tecnica d’ufficio, peraltro meramente dubitativa e probabilistica, senza prendere in esame e motivare in ordine ai rilievi mossi dall’attore che aveva denunciato i numerosi errori commessi dal consulente ed evidenziati dalla affermazioni e dagli accertamenti compiuti dai consulenti di parte attrice, che erano stati del tutto ignorati sia dal consulente d’ufficio sia di Giudici di merito;
  • ha ritenuto ritenuto che: a) il consulente di parte attrice, prof. S., non avrebbe espresso un parere di certezza in ordine al nesso di causalità; b) l’attore non avrebbe addotto alcuna critica alla C.T.U..
  • ha accolto le erronee conclusioni del consulente d’ufficio circa l’anteriorità dei dissesti lamentati dall’attore rispetto ai lavori eseguiti dai convenuti: in primo luogo l’ausiliare aveva fatto riferimento alla circostanza che soltanto alcuni dei danni, e quindi non tutti, erano preesistenti; inoltre, si erano rivelati erronei gli accertamenti in base ai quali era stato formulato tale giudizio, posto che era stata evidenziata dal C.T. di parte S. l’inesistenza di tracce di colore all’interno della linea di frattura, la cui presenza era stata poi smentita dallo stesso consulente d’ufficio, mentre dubitative e ipotetiche erano state le conclusioni del consulente in merito alla causa dei cedimenti differenziali delle strutture e delle rotazioni dei pilastri, essendo stati comunque ignorati i rilievi al riguardo formulati dal prof. A., così come mere ipotesi si erano rivelate quelle relative al giudizio sulle microfratture della pavimentazione. 

IV

MOTIVAZIONE DELL’APPELLO

La sentenza, nell’escludere il nesso di causalità fra i danni verificatisi nell’immobile dell’attore e le opere eseguite dalla società convenuta in quello confinante, ha aderito in modo acritico alle conclusioni del consulente tecnico, senza esaminare e dare conto di tutta una serie di rilievi mossi in modo specifico e dettagliato dal consulente di parte e dai tecnici incaricati dall’attore al fine di evidenziare le circostanze idonee a provare che le opere eseguite dalla società convenuta avrebbero provocato i dissesti lamentati e a smentire quanto in senso contrario ritenuto dal consulente che aveva ritenuto il fenomeno preesistente all’esecuzione dei lavori de quibus.

Ed invero, nella sentenza non vi è alcun cenno ai rilievi compiuti dal consulente di parte nè il Tribunale ha in qualche modo dato conto se e come il consulente avesse risposto ai rilievi e alle osservazioni formulati dai tecnici di controparte.

Al riguardo, il consulente di parte, prof. S., aveva evidenziato: la contestualità fra il verificarsi dei danni lamentati dall’attore e l’esecuzione dei lavori, la vicinanza degli immobili in questione, le modalità tecniche con cui nelle zone dalle caratteristiche di quella in oggetto deve avvenire l’attività di emungimento e che nella specie non sarebbero state osservate, la natura e la causale delle fessurazioni della pavimentazione; aveva, altresì, denunciato l’errore fondamentale compiuto dal consulente d’ufficio – che aveva poi condizionato l’intera indagine – formulando una serie di rilievi volti a contestare gli accertamenti in base ai quali l’ausiliare aveva ritenuto l’anteriorità del dissesto riscontrato nell’immobile dell’attore rispetto all’esecuzione dei lavori da parte della convenuta: la presenza di tracce di colore rosso rinvenute dal consulente d’ufficio, all’interno della linea di frattura fra pilastri e muri di contenimento e senz’altro risalenti a un epoca antecedente ai lavori in questione; addirittura, di fronte ai rilievi, mossi al consulente dal prof. S. per dimostrare l’assenza di tracce di colore rosso, e alla richiesta di procedere a un sopralluogo per verificare quanto denunciato, il consulente d’ufficio aveva osservato “quanto alle sbavature di colore rilevate all’interno di alcune fratture il sottoscritto sottolinea la loro sostanzialmente scarsa importanza nell’analisi di quanto avvenuto”, così sembrando di non attenere importanza alla circostanza che poi aveva assunto rilevante se non decisivo peso nell’indagine svolta circa le cause del dissesto.

Ed ancora nessun accenno è stato formulato in sentenza a proposito: di quanto era stato evidenziato dalla perizia geologica redatta dal prof. A. il quale, in considerazione della particolare natura della zona in questione, aveva evidenziato gli effetti dei lavori di drenaggio nel sottosuolo (costipamento del terreno con conseguente disomogeneo abbassamento verticale dello stesso) e il riflesso dei medesimi sulla statica delle opere sovrastanti; a quanto constatato proprio nel periodo di effettuazione dei lavori dal prof. F., il quale avrebbe rilevato la rottura della spia – vetro dal medesimo posizionata durante gli emungimenti fra pilastri e tamponamenti, o a quanto ancora evidenziato dal prof. Cr. che aveva rilevato l’assenza di fenomeni fessurativi nell’immobile dell’attore in venti anni prima dell’effettuazione delle opere realizzate dalla convenuta.

Ebbene, la S.C. ha ripetutamente affermato che è affetta da vizio di motivazione la sentenza con la quale il giudice di merito, a fronte di precise e circostanziate critiche mosse dal consulente tecnico di parte alle risultanze della consulenza tecnica d’ufficio, non le abbia in alcun modo prese in considerazione e si sia invece limitato a far proprie le conclusioni della consulenza tecnica d’ufficio, giacché il potere di detto giudice di apprezzare il fatto non equivale ad affermare che egli possa farlo immotivatamente e non lo esime, in presenza delle riferite contestazioni, dalla spiegazione delle ragioni – tra le quali evidentemente non si annovera il maggior credito che egli eventualmente tenda a conferire al consulente d’ufficio quale proprio ausiliare – per le quali sia addivenuto ad una conclusione anziché ad un’altra, incorrendo, altrimenti, proprio nel vizio di motivazione su un punto decisivo della controversia (Cass. 6399/2011; Cass. 10688/2008, 4797/2007).

Alla luce di sopra esposto, è evidente, dunque, il vizio di motivazione in cui è incorso il Tribunale di …..

 

2. SULLA RILEVANZA DELLA DEDOTTA VIOLAZIONE DI LEGGE

A fronte dei precisi e circostanziati rilievi mossi dal CTP, e non contro-argomentati dal c.t., il giudice non avrebbe potuto “sposare” acriticamente la CTU, ma avrebbe dovuto prendere una posizione, o tramite lo stesso consulente, o tramite altro ausiliario all’uopo nominato per la rinnovazione delle operazioni, oppure ancora direttamente, ovviamente dimostrando di avere le competenze tecniche per replicare alle puntuali osservazioni mosse dal Prof. …..

Evidente dunque la rilevanza della censura, stante il manifesto vizio di motivazione e la conseguente ingiustizia della sentenza.

Omissi

 


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Mirco Minardi

Avvocato, direttore responsabile del blog per la formazione giuridica www.lexform.it. Relatore in convegni e seminari. Autore di numerosi articoli apparsi su riviste specializzate cartacee e telematiche e della monografia "Le insidie e i trabocchetti della fase di trattazione del processo”, ed. Lexform.

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37 commenti:

  1. Stefano

    Ottimo articolo. …
    Posso fare 1 domanda?
    Non mi è ben chiaro se sia possibile per il giudice decidere la questione sulla sua giurisdizione unitamente al merito o debba farlo preventivamente.grazie

  2. Articolo come sempre molto chiaro, anche da un punto di vista "pratico".

    Ho una domanda, forse banale, ma che sta destando molte perplessità in me e nei colleghi interpellati.
    La mia cliente CAIA ha promosso una causa per il risarcimento dei danni da sinistro stradale nei confronti dellUCI, nonché del conducente (straniero), della società proprietaria del mezzo e della relativa compagnia assicurativa.
    Ha ottenuto una sentenza del Gdp totalmente favorevole, con conseguente pagamento da parte dell’UCI di una somma X a totale risarcimento dei danni e delle spese legali.
    Ora l’UCI ha impugnato la sentenza, chiedendo la restituzione delle somme complessivamente versate. La mia cliente deve costituirsi: posso chiedere la chiamata in manleva della sua assicurazione (soggetto estraneo al 1° grado), nell’ipotesi di effettiva condanna di CAIA alla restituzione dell’importo percepito?
    Spero di essere stata sufficientemente chiara.

  3. Enrico Bartolo

    Buon giorno, avrei un quesito che mi arrovella.
    In primo grado il danneggiato D chiede il risarcimento ad A ex art. 2050 c.c. e a B. ex art. 2051 c.c., in solido ex art. 2055 c.c.
    Ottiene condanna solo verso A, e soccombe verso B (anche se il Giudice compensa le spese tra D e B).
    A appella, non addossando la colpa dell’evento dannoso a B, ma solo allegando che la condotta imprudente di A (riconosciuta dal Giudice ex art. 1227 1 co. c.c.) in realtà escludeva completamente il nesso di causa.
    La domanda è se D può proporre impugnazione incidentale tardiva verso B, sostenendone anche in appello la responsabilità, visto che:
    – a B è stata notificata l’impugnazione principale solo ex art. 322 c.p.c. per iniziativa spontanea dell’impugnante, quindi quale litis denuntiatio, e quindi a rigore B non è parte del giudizio d’appello;
    – le cause sono scindibili;
    – quando B vorrebbe proporre appello incidentale tardivo, nei 20 gg. prima dell’udienza d’appello, è decorso il termine annuale per impugnare;
    – se oltretutto B fosse stato vittorioso anche sulle spese, e quindi fosse stato totalmente vittorioso, nessuna notifica dell’impugnazione principale, nemmeno ex art. 332 c.p.c., avrebbe dovuto essergli fatta.
    Secondo me verso B avrebbe dovuto essere fatta impugnazione tempestiva principale.
    Grazie

  4. Goffredo Pagliari

    Carissimo ,in primo grado il giudice ha tenuto conto solo dei suoi due CTU, non tenendo minimamente conto dei CTU di parte (illustri professionisti ).
    La mia domanda : ma è possibile che il giudice faccia questo ?
    grazie

  5. Gioele

    Gentilissimo avvocato, un’informazione per favore,
    in base alla sua esperienza, quanto tempo ci mette di solito la corte d’appello per sciogliere la riserva assunta durante la prima udienza di un appello civile ed emettere l’ordinanza? In poche parole si tratta dell’ordinanza in cui deve decidere sull’ammissibilità/inammissibilità dell’appello/ragionevole probabilità di accoglimento e sull’istanza di sospensione della sentenza di primo grado. E’ possibile addirittura che ci metta più di un mese? All’inizio si era parlato di pochi giorni.
    Grazie e complimenti per il sito

  6. Domenico

    Egregio avvocato le pongo il seguente quesito: proposto reclamo ex art. 708 CPC avverso un’ordinanza presidenziale che riconosceva a favore della madre collocataria un assegno per il mantenimento dei figli in soli euro 500,00 mensili a far data dal deposito del ricorso per separazione, la corte di appello, riconoscendo l’errore del presidente, ha così statuito: “accoglie il reclamo principale e per l’effetto, in parziale riforma dell’ordinanza presidenziale, ridetermina l’assegno a carico del reclamato in complessivi euro 1200,00 mensili, oltre ISTAT annuale”.
    Secondo la sua esperienza il decreto della C.A. ha effetto retroattivo, consentendo alla madre di pretendere le differenze mensili di 700,00 euro dall’origine, oppure riconosce il solo diritto a percepire l’assegno maggiorato dalla sua pubblicazione? Grazie.

  7. Andrea

    Buongiorno avv. E’ corretto dire che, in caso di rigetto delle istanze istruttorie perche’ infondate, inammissibili, irrilevanti, sussiste, in capo alla parte su cui grava l’onere di censurare la relativa statuizione, interesse ad impugnare la stessa? Siamo di fronte ad un caso di soccombenza c.d. formale anche in questa ipotesi?

  8. Mirco Minardi

    dipende, se il giudice ha accolto la domanda nonostante il rigetto delle prove, non c’è alcun interesse. Ovviamente, in caso di appello da parte della parte soccombente vanno riproposte.

  9. Mary

    Buongiorno avvocato, vorrei chiederle se l’appello avverso alla sentenza di divorzio (in merito alla regolamentazione dell’assegno) può impedire il passaggio in giudicato della cessazione degli effetti civili del matrimonio. Grazie

  10. Davide

    Buongiorno e complimenti per il sito.
    Articolo ottimo ed utile, solo una domanda: l’effetto sostitutivo della sentenza d’appello si verifica o no se l’appello è giudicato infondato e viene respinto”?
    Grazie

  11. Carlo

    Buongiorno, complimenti per l’articolo. Una domanda. Se in un processo di primo grado due dei cinque chiamati (terzi chiamati dalla parte convenuta) vengono estromessi dal giudizio in sentenza vanno citati in appello? Ritengo di no, ma volevo una conferma.
    Grazie

  12. Daniela

    Buongiorno, vorrei chiedere se in caso di litisconsorizio (attivo) il reclamo promosso da uno solo degli attori, comporta comunque la notifica anche all’attore che non intende aderire.

  13. Mirco Minardi

    @Daniela: se si tratta di litisconsorzio necessario sì, in caso contrario ritengo di no, ma non ho mai approfondito la questione

  14. Robert

    Gentilissimo Avv. avrei bisogno di un parere in merito.
    Le spiego, in seguito ad un incidente stradale nel quale perse la vita un mio familiare, viene così intrapresa una causa contro l’Assicurazione x. La sentenza di primo grado in questo caso venne vinta, e l’assicurazione risarcisce il danno stabilito in sentenza. Avendo però il giudice di prima cura operato un erronea e grossolana valutazione di calcolo rispetto a quella prevista dalle tabelle di Milano, si decise di ricorrere in appello. Con la sentenza d’appello la Corte dichiara la parziale riforma della sentenza impugnata, e condanna l’ass. al risarcimento di € tot.
    e conferma nel resto la sentenza impugnata. A questo punto vorrei sapere se dalla nuova somma decisa bisogna decurtare o meno quella già percepita in primo grado.
    Grazie

  15. Fouad

    Salve una domanda una sentenza di separazione emessa 2008 in contumace si po inpognare si uno delle parte e venuto a conoscenza della sentenza solo ora per il vizio di notifica che stata effettuata in una residenza errata si po dimostrare perché il condannato risulta residenza in tutt un altra parte del Italia grazie

  16. Vilma

    vorrei sapere se è possibile fare ricorso in appello per un assegno divorzio non emanato dal giudice per decadenza dei termini.
    Grazie

  17. Sante

    Gentilissimo Avv. volevo un chiarimento una sentenza del tribunale giudicante il cancelliere o l avv di parte non ha mai trasmesso esito di sentenza sia al mio avv che nel proseguo di causa a rinunciato al mandato con lettera depositata in cancelleria che al destinatario con nessuna notifica.

  18. Luigi

    buongiorno vorrei porle una domanda nell’esempio di sopra relativamente all’art 346
    nel caso di caio vincitore deve riproporre appello incidentale anche nel caso si tratti di un processo in riassunzione dopo che la sentenza di appello è stata cassata? nel primo appello , l’appello incidentale fu correttamente eseguito

  19. Cinzia

    Buongiorno Avvocato Minardi, ho letto con grande interesse questo suo articolo perchè purtroppo mi è sfuggita la scadenza imposta dal 169 cpc e non ho restituito il fascicolo di parte contenente la prova del credito azionato in monitorio risultando soccombente nel giudizio di opposizione a d.i. in primo grado con revoca del decreto ingiuntivo e condanna alle spese (6500 euro).
    Tuttavia il giudice stesso cita in sentenza questa giurisprudenza (e Appello Firenze sezione II 14.06.12) e da atto che nel mio fascicolo (restituito tardivamente) vi era la prova scritta o fonte negoziale del credito azionato in monitorio e di avere allegato la circostanza dell’inadempimento.
    sono ora alle prese con la citazione in appello ma ho timore di dare troppo risalto ed enfasi al mio errore e non so come impostare la struttura della citazione in appello per chiedere la riforma della sentenza nella parte in cui revoca sic et sempliciter (a causa del mio errore ex 169 2 comma cpc ) il decreto opposto e mi condanna.
    La ringrazio se vorrà darmi un consiglio o un piccolo suggerimento in merito.
    Cordialmente Cinzia

  20. GIUSY

    Egr. Avv.,
    mi congratulo, innanzitutto per la chiarezza delle sue esposizioni.
    Vorrei porle un quesito.
    Ho vinto una causa in primo grado con condanna per la controparte ad un obbligo di fare e al pagamento delle spese processuali. La controparte propone appello e non paga le spese processuali. A questo, punto, effettuo pignoramento immobiliare per il pagamento delle spese processuali, e la controparte chiede la conversione, che il giudice le concede, con pagamento rateale di 18 mesi. La prima rata doveva essere pagata a febbraio scorso, ma ho avuto notizia che non è stato effettuato finora nessun pagamento.
    Ora, l’appello è già in decisione. Mi chiedo, che cosa succede al pignoramento per le spese giudiziarie qualora intervenga una sentenza d’appello che ribalti la sentenza di primo grado? Incide anche su questo? Anche se la controparte ha chiesto la conversione? E soprattutto perché appare evidente che quest’ultima è stata chiesta per fini dilatori.
    Attendo una risposta e la ringrazio anticipatamente.
    Giusy

  21. Vincenzo

    Gentile Collega, avrei un quesito da proporre dopo aver letto il Suo eccellente articolo. Nel caso di impugnazione incidentale da Lei definita “tardiva tardiva” (ossia proposta dopo il termine dei 20 gg per la costituzione, ovvero ancora in mancanza di costituzione in appello del convenuto già contumace in primo grado nei cui confronti sia stata notificata la sentenza di primo grado, quest’ultima passa in giudicato nei confronti del contumace non costituitosi in appello, o l’eventuale riforma della sentenza conseguente l’appello principale proposto da altra parte processuale spiegherà i suoi effetti anche in favore del predetto contumace ?
    Grazie mille.

  22. Vincenzo

    Salve Collega, ho letto con attenzione il Suo articolo e avrei da porLe un quesito.
    Nel corso di un giudizio avente ad oggetto risarcimento danni da sinistro automobilistico le Generali Ass.ni (quale Impresa designata dal FGVS) rimane contumace.
    La sentenza di primo grado condanna la Compagnia di Assicurazione in LCA, le Generali e la società proprietari del mezzo responsabile del sinistro in solido tra loro al risarcimento dei danni.
    Notifico la sentenza alla sola Genrali Ass.ni la quale non porpone appello nei successivo 30 giorni.
    La Compagnia in LCA propone invece appello.
    Se la Generali Ass.ni non dovesse costituirsi neanche in appello ( e dunque non dovesse spiegare appello incidentale tardivo ex art. 334 c.p.c.), posso considerare la sentenza passata in giudicato nei confronti di quest’ultima o dell’eventuale riforma della sentenza potrebbe beneficiare anche la Generali Ass.ni ?
    Grazie mille per la cortese disponibilità

  23. Mirco Minardi

    la risposta dipende dalla natura scindibile o inscindibile del rapporto: nel primo caso passa in giudicato, nel secondo no fino a quando il processo è pendente

  24. Simona melani

    In appello il giudice ha annullato il verbale di contestazione per violazione al c.d.s., dimenticandosi di condannare il Comune (non parte in causa, poiché l’avversario era la Prefettura) al pagamento della relativa sanzione (a suo tempo versata dal mio cliente). Dunque, la sentenza non costituisce titolo per agire contro il Comune, ma a Suo giudizio potrei notificare Decreto Ingiuntivo? Oppure sono costretta a dare inizio ad un nuovo giudizio? Grazie infinite.

  25. Paolo costabile

    Egr. Collega, le propongo un quesito simile. In un procedimento per inadempimento contrattuale una parte propone domanda di risoluzione e restituzione delle somme versate. Il Giudice accetta l’inadempimento, condanna alla restituzione, ma non dichiara la risoluzione del contratto. In caso di passaggio in giudicato la statuizione sulla restituzione può legittimamente essere messa in esecuzione o la mancata statuizione sulla risoluzione renderebbe il titolo aggredibile in sede di opposizione?
    Grazie mille

  26. Francesco Manisco

    Salve. Vorrei sottoporle un quesito, sperando in un cortese riscontro. Proposto appello contro sentenza di conferma del d.i. opposto si chiedeva la riforma integrale della sentenza e la condanna alle spese di entrambi i gradi. Nelle more del giudizio di appello controparte metteva in esecuzione le spese legali ed otteneva l’assegnazione della somma comprensiva delle spese dell’esecuzione. Per dimenticanza non si richiedeva nella conclusionale espressamente la restituzione della somma pagata ma solo la riforma totale della sentenza di primo grado. La C.A. riformava in effetti in toto la sentenza del 1° grado di giudizio, condannando alle spese di entrambi i gradi. Orbene, controparte non intende restituire le somme incassate. E’ possibile procedere con una domanda restitutoria in Tribunale anche se non si è espressamente richiesta nel procedimento di appello la restituzione della somma? Grazie

  27. GIUSI ANNA BRUNO

    G.mo Avv.,
    vorrei chiederle un parere: Caia perde in appello,il giudice condanna al pagamento nei confronti della società Tizia delle spese di entrambi i gradi del giudizio che liquida in euro x. Caia provvede al pagamento.
    Premetto che la sentenza di primo grado era stata fatta oggetto di azione esecutiva, facendo sia precetto che pignoramento e solo successivamente alla conclusione della fase esecutiva Caia ha fatto appello.
    A questo punto Caia (che ha pagato le spese del primo e del secondo grado come liquidate nella sentenza d’appello) si vede recapitare una pec da parte di Tizia con la quale lo si avvisa della volontà di recuperare le spese dell’esecuzione.
    Mi chiedo può farlo? se il giudice nella sentenza d’appello ha determinato le spese sia del primo che del secondo grado e Caia le ha pagate, può ancora pretendere le spese della fase esecutiva minacciando di fare decreto ingiuntivo?




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